Tutto lo Stadio – Viola Club Gruppo Ciociaro

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In occasione del nuovo numero di Alé Fiorentina, per la rubrica “Tutto lo Stadio” siamo andati a scambiare due chiacchiere con Federico Malandrucco, presidente del Viola Club Gruppo Ciociaro.

Federico, quando è nato il vostro Viola Club?

«Il nostro Club è nato con tanto di atto notarile a maggio del 1997 grazie all’idea di mio padre Giuliano, il quale dopo due anni di frequenza assidua del Franchi ogni domenica, decise di fare un abbonamento Tele + calcio, e da lì si sparse la voce, per cui molti tifosi della zona (Ceccano, Tecchiena di Alatri e dintorni) venivano a vedere le partite in casa Malandrucco. A quel punto, sul finire della stagione 1996/97, mio padre fu deciso ad affiliare il nuovo Viola Club Gruppo Ciociaro all’ACCVC».

Quanti soci avete al momento? C’è tra voi qualche tifoso “particolare”?

«Al momento circa sessanta soci ed è difficile citarne qualcuno in particolare perché la Fiorentina è una malattia per tutti, un vivere quotidiano che ci porta a discutere di continuo, farei notte fonda a citare qualcuno perché ripeto: siamo tutti matti!».

Quando è nata la tua passione per la Fiorentina? Qual è stata la prima partita che hai visto?

«Be’, ero incuriosito dal fatto che mio padre ogni domenica aveva l’umore condizionato dalla Fiorentina, ma qualcosa scattò il 27 agosto 1995: eravamo in vacanza al Circeo ed iniziava la Serie A, Fiorentina-Torino. Mio padre e mio fratello salirono a Firenze e io, a sette anni, ero troppo “piccolo” per lo stadio, ma quel giorno qualcosa successe: ero sulla spiaggia e la gente ascoltava le partite in radio. A me lì scattò qualcosa. Mi avvicinavo puntualmente, con la paura di sentire il risultato, a dei ragazzi romani chiedendo loro cosa stesse facendo la Fiorentina. Vincemmo 2-0 con doppietta di Banchelli ed esultai come un pazzo: lì capii che stavo intraprendendo qualcosa di importante. Dopo due settimane, la Fiorentina ricevette il Cagliari: ancora mi lasciarono a casa. Ma eccoci qui, dopo due settimane di richieste insistenti la prima volta allo stadio: il primo ottobre del 1995, Fiorentina-Cremonese 3-2. Ero letteralmente impazzito: da lì, quel bambino di sette anni, è diventato l’adulto di oggi. Ho tatuato sulla pelle, insieme al giglio viola, la data 01.10.1995».

Avete una sede? Vi riunite per vedere la Fiorentina? Se sì, dove?

«Sì, abbiamo una sede ufficiale, ma ognuno vede le partite per conto proprio: siamo diventati un Club di movimento con diversi abbonati che puntualmente ogni due settimane salgono a Firenze, con qualche trasferta di contorno, ma spesso ci raduniamo al Ristorante “La Fenice” di Ferentino, in quanto il proprietario è un nostro socio».

Ci sono aneddoti che ti va di raccontarci? Cene, incontri con calciatori, trasferte “particolari”?

«Abbiamo assistito a vari ritiri tra metà anni ’90 e 2000 e abbiamo incontrato gente come Batistuta, Rui Costa, Toldo, Flachi; abbiamo incontrato diverse volte la Fiorentina a Frosinone, a Benevento e Roma. Ricordi particolari con Viviano a Roma, prima di un Lazio-Fiorentina con Montella: uno di noi davvero! E sempre quel giorno Jovetic che, dopo la partita, mi regalò la maglia. Ma credo che l’incontro più bello sia stato con Antognoni a Frosinone e Benevento: ci trattò davvero come figli».

Iniziative passate particolarmente interessanti? Avete in programma qualche iniziativa per i prossimi mesi?

«La prima volta della Fiorentina in ciociaria: al Ristorante la “Fenice” radunai vari gruppi: Roma, Rieti, Follonica, Valdichiana, 7bello, Alterati del Nord, Sicilia».

Veniamo all’attualità: un commento sulla stagione appena conclusa? Cosa ti aspetti per la prossima stagione (da Paratici, dalla famiglia Commisso…). Quale allenatore vorresti a Firenze?

«Parlo a nome di tutti, c’è molto scetticismo. Credo che stare lontano dall’Europa League per dieci anni sia gravissimo, un’offesa per la storia della Fiorentina; vincere la Conference avrebbe portato la Fiorentina a stare almeno in Europa League, e perdere con l’Olympiakos è stato indecente. Tutto questo ha portato a una stagione deludente, sotto le aspettative. Non so proprio cosa ci riserverà la prossima stagione, qui è da rifare una squadra intera e tenere quei tre o quattro pilastri. Paratici si trova a dover fare un super lavoro, non è di certo facile. Dalla famiglia Commisso mi aspetto che capiscano cos’è la FIORENTINA! Che non si può esultare per una salvezza, non scherziamo! Mi aspetto la conferma di Vanoli, e se dovesse arrivare il Grosso della situazione meglio così. Ovviamente, vorremmo altro: un allenatore come Iraola e un budget sul mercato elevato! Non vedo perché Como, Bologna e Atalanta abbiano fatto annate egregie e la Fiorentina invece non possa farlo! Secondo me resterà Vanoli, e non mi resta che sperare che dica di fare una Fiorentina competitiva, come ha ripetuto!».

Un saluto, e un consiglio, a tutti i tifosi viola che ci leggono?

«Un saluto a tutti i viola: siamo una piazza che vive di calcio come nessuna, siamo i più belli di tutti come passione e meritiamo qualcosa di grande… Sì, anche lo scudetto, ma temo che resti un sogno, ma facciamo così: AMA IL TUO SOGNO SEPPUR TI TORMENTA!».

Intervista di Giacomo Cialdi

 

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