In occasione del nuovo numero di Alé Fiorentina, il 48°, per la rubrica Tutto lo Stadio siamo andati a conoscere meglio il Viola Club Fantechi Ciuffi. A raccontarcene la storia e le iniziative è stato il presidente del Club, Maurizio Bertini.
Maurizio, quando nasce il vostro Viola Club?
«Il nostro Viola Club è nato nel 1975. Fu il grande Ciuffi a costituirlo dedicandolo a Mario Fantechi, quando morì allo stadio. Dopo la scomparsa di Ciuffi, poi, il Club è stato chiamato Fantechi Ciuffi in onore di queste due grandi figure del mondo viola».
Quanti soci avete al momento? Ci sono tra voi soci particolarmente tifosi o impegnati nel Club?
«Come un po’ tutti i Viola Club, ci sono momenti migliori e peggiori, solitamente in base al rendimento della squadra. Nella stagione 2008/09, ad esempio, la base sociale del Club si era molto indebolita, arrivando a contare circa 40 soci, per poi toccare quasi 500 tessere in occasione della finale di Coppa Italia con il Napoli. Oggi siamo intorno ai 240/250 soci. E di questi tempi, non possiamo lamentarci. Al nostro interno c’è uno zoccolo duro che si dà tanto da fare, e in questo senso vorrei citare Antonio Siciliano, Fulvio Cherici e Alessandro Bindelli: per ciò che fanno e per l’attaccamento che hanno verso il club, sono molto più che soci».

Avete una sede sociale?
«Per anni siamo stati al Bar Marisa, poi ci siamo spostati al Bar Balù e infine a Mantignano. Oggi siamo in attesa di trovare una nuova sede. Quando ci riuniamo, solitamente ci troviamo a casa di Antonio Siciliano».
Ci sono iniziative passate a cui sei più legato?
«Le cene che abbiamo organizzato in occasione del 50º e del 40º anniversario credo siano state due bellissime iniziative: abbiamo avuto grande partecipazione e la presenza di ex calciatori, tra cui bomber Riganò, e giornalisti».
Quando è nata la tua passione per la Fiorentina? Ricordi la tua prima partita dal vivo?
«La passione per la Viola è scoppiata nel 1960: avevo 9 anni e mio babbo mi portò a vedere un Fiorentina-Inter. Lì mi appassionai alla Fiorentina e al calcio in generale, tant’è che comincia a giocare nella Cattolica Virtus, fino a quando, da molto giovane, non cominciai a lavorare. Il 1960 è l’anno in cui iniziò il mio amore per questa meravigliosa maglia. Insomma, ne ho viste di Fiorentine…».

Ne avrai viste anche di peggiori rispetto a oggi, immagino.
«Ne ho viste di peggiori in termini di rosa e di potenziale, senza dubbio, ma se guardiamo la voglia, il carattere, l’attaccamento questa è probabilmente la peggiore che abbia mai visto».
Come te lo spieghi?
«Non riesco a spiegarmelo, perché come quasi tutti mi aspettavo una squadra che avrebbe lottato per il 5º/6º posto, non certo per la salvezza. Intanto penso che Pioli e il suo staff abbiano sbagliato la preparazione, tant’è che per mesi abbiamo camminato. E poi c’è il fatto che è stata assemblata una squadra senza anima. È stata una stagione da 4 in pagella».
Cosa ti aspetti adesso dalla famiglia Commisso? E da Paratici?
«Da Commisso mi aspetto soltanto una cosa: deve incontrare Paratici e Ferrari e dire loro poche e chiare parole: “Da oggi c’è una nuova proprietà”. Penso che il tempo dei Commisso a Firenze sia terminato, e come me la pensa circa il 95% degli iscritti al Fantechi-Ciuffi. Non soltanto sono mancati totalmente i risultati, la vicinanza, una sorta di apertura al mondo del tifo organizzato, ma da sette anni è stata tolta la storia della Fiorentina. È stata fatta tabula rasa, e questo è inaccettabile! Se Invece Commisso non facesse un passo indietro con la cessione, che sottolineo è e resta a mio avviso l’opzione auspicabile, spero che metta a capo della Fiorentina un fiorentino, con lui che si limita a mettere i soldi. In questa società manca Firenze, ed è un problema che dev’essere corretto quanto prima. Cosa mi aspetto da Paratici? È chiamato a fare un lavoro enorme: non sappiamo quanti soldi avrà a disposizione, per cui dovrà dimostrare di essere un grande direttore. Per adesso restiamo fiduciosi!».
Per quanto riguarda il nuovo allenatore? Sembra vicina la firma di Grosso…
«Penso che Vanoli debba essere ringraziato per quanto fatto, per aver conquistato una salvezza che, a un certo punto, sembrava davvero difficile, ma che non possa essere l’allenatore della Fiorentina del prossimo anno. Onestamente continuo a sognare un tecnico alla Iraola, perché Grosso, o profili simili a lui, non mi convincono granché».
Un saluto e un consiglio ai tifosi che ci leggono?
«Continuiamo a tifare, sempre e comunque, con gli occhi aperti per vedere cosa succede ma senza perdere mai il nostro senso di appartenenza e la nostra passione. Un saluto a tutti i tifosi viola!».





