Prosegue il viaggio della rubrica “Tutto lo Stadio” nel mondo dei Viola Club e dei tifosi viola, e Alé Fiorentina, in occasione dell’uscita del nuovo numero, ha scambiato due chiacchiere con il vicepresidente del Viola Club Pitigliano, Giovanni Dondolini.
Giovanni, quando è nato il vostro Viola Club?
«Il Viola Club è nato nella primavera del 2014 grazie all’amore nei confronti della Fiorentina: ci ha mossi la profonda passione che ci unisce. All’inizio eravamo una trentina di tifosi sfegatati, e fin da subito siamo cresciuti numericamente… già il primo anno eravamo un centinaio di soci».
Ad oggi, invece, quanti soci contate?
«Attualmente siamo circa 130 iscritti».
Essendo fuori Firenze, sarete contornati da tifosi di altre squadre… Qual è la composizione del tifo in quella zona? E soprattutto com’è, e com’è stato in passato, il rapporto con loro?
«Noi siamo un bel numero ma i tifosi sono molto numerosi: interisti e milanisti, soprattutto juventini. Questo fa sì che ci troviamo sempre in trincea a difendere la nostra “Fede Viola”. È difficile difendersi da chi vince quasi sempre, però con ironia e spirito di appartenenza riusciamo a tenere alto il colore viola».

Avete degli eventi in programma per i prossimi mesi?
«Ne abbiamo sicuramente uno: organizzare un pullman per la prima partita in casa contro il Frosinone. Speriamo di riuscirci».
Veniamo all’attualità: che giudizio ti stai facendo sul mercato di Paratici? Sei ottimista in vista della prossima stagione?
«Credo senza dubbio che Paratici, con questo inizio di mercato, abbia sorpreso tutti, riportando entusiasmo tra i tifosi viola. Sta facendo degli acquisti mirati, e allo stesso tempo sta cedendo i giocatori in esubero: in passato gli acquisti e le cessioni andavano a rilento… erano mercati estenuanti. Purtroppo, però, va detto che anche lo scorso anno ero ottimista, e non mi sarei mai aspettato di trovarmi in quella situazione. Abbiamo vissuto un anno da incubo… Spero che la prossima stagione ci ripaghi di tutti gli stenti patiti in quella passata».
Come hai accolto l’ingaggio di Fabio Grosso sulla panchina viola?
«Non conosco bene Grosso come allenatore, ho visto giocare qualche volta il Sassuolo lo scorso anno e mi è sembrata una squadra che cercava subito la profondità: spero che sia così anche per la nuova Fiorentina perché ne ho abbastanza dei passaggi in orizzontale».




