La Storia della Fiorentina continua…

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LA STORIA DELLA FIORENTINA CONTINUA

a cura di Massimo Cervelli – 6° puntata

 

1974-75: LA FIORENTINA TORNA A VINCERE. LA COPPA ITALIA RISCATTA UNA BRUTTA STAGIONE

La Fiorentina, ancora una volta, ricomincia da capo.

L’arrivo del terzo allenatore in quattro anni conferma che, per la società, il progetto tecnico prescinde dalla figura dell’allenatore. È un grosso errore frutto di pura presunzione. Radice era giovane, aveva idee, ambizioni, carattere e polso e stava bene con i giovani. A Ugolini sembrò che Rocco avesse ancora l’entusiasmo giusto per guidare una squadra piena di aspiranti campioni.

La campagna acquisti ruota attorno a pochi movimenti: l’acquisto del centravanti Casarsa (21 anni) dal Bari, il riscatto di Speggiorin, il rientro in rosa di Ghedin e Piccinetti reduci dal prestito al Catania, l’arrivo dell’esperto attaccante Cappellini dalla Roma nella trattativa che riporta in giallorosso De Sisti. Ceduti, i più giovani in prestito, anche Parlanti e Restelli (Reggiana), Prestanti (Catania), Favaro (Napoli), Valesi (Torres), Bresciani (Foggia). Per il settore giovanile vengono acquistati Manunza (Ragusa), Pagliari (Maceratese), Tormen (Belluno), Zamprogno (Montebelluna)

I prezzi degli abbonamenti continuano ad aumentare, in due anni la Fiesole è quasi raddoppiata, ma l’entusiasmo porta a sottoscrivere 21.618 tessere: poltrone centrali 235.500, poltroncine 150.000, tribuna coperta 108.000, Maratona centrale numerata 70.000, Maratona laterale 40.000, Curva Ferrovia 23.000, Curva Fiesole 20.000.

Il primo appuntamento della stagione è giovedì 25 luglio allo stadio Comunale, con i calciatori che vengono accolti da 500 tifosi. Rocco saluta e annuncia che la Fiorentina giocherà come nella stagione scorsa, ma in modo meno avventuroso e, nell’improvvisata conferenza stampa attacca tutti gli appassionati dell’Olanda che porta mogli e fidanzate in ritiro. Ugolini, convinto di aver rinforzato la Fiorentina, ha uno slogan per indirizzare la stagione: “i giovani devono essere più maturi e i più maturi devono sentirsi giovani”.

La comitiva parte per Piandinovello (1.100 metri) dove rimarrà fino al 30 luglio con lunghe passeggiate nei boschi per favorire l’ossigenazione ed esercizi ginnico-atletici, prima di recarsi, dal 1° agosto, a Massa Marittima per il ritiro. Non sono previsti casi per i reingaggi, l’orientamento generale è quello di confermare i precedenti con qualche “ritocco”: Roggi, Antognoni, Caso, Della Martira, Galdiolo, Merlo, Superchi. 

C’è qualcosa di storico nel raduno, dopo nove anni manca De Sisti. La fascia di capitano passa a Brizi ed i compiti di regia a Merlo.

Questa la lista dei 22 convocati: Portieri: Superchi, Mattolini. Difensori: Brizi, Della Martira, Galdiolo, Ghedin, Lelj, Pellegrini, Roggi. Centrocampisti: Antognoni, Beatrice, Guerini, Paolo Guerrini (proveniente dalla Maceratese e passato al Rimini in serie C), Merlo, Rosi. Attaccanti: Cappellini, Casarsa, Caso, Desolati, Piccinetti, Saltutti, Speggiorin. La comitiva comprende anche gli allenatori Mazzoni e Cervato, i massaggiatori Raveggi e Chini e il vicepresidente Melloni, accompagnatore ufficiale. I medici sociali sono i professori Anselmi e Ciuti, mentre Alberto Baccani lavora con il settore giovanile.

Caso, Guerini e Mattolini, reduci dalla tournée americana della Nazionale militare, si aggregano alla squadra direttamente a Massa Marittima. A Piandinovello si respira un clima di grande ottimismo. Rocco assume il ruolo del moderatore, sbilanciandosi soltanto sulla presenza di molti giocatori viola nella Nazionale che disputerà la Coppa del Mondo 1978 in Argentina. Il grosso interrogativo di inizio stagione è se la Fiorentina saprà confermare la qualità di gioco messa in mostra con Radice. La dirigenza lo dà per scontato, affidando al nuovo tecnico il compito di dare quella sicurezza e quella fiducia che sono mancate nel finale della precedente stagione. Rocco vuole subire meno reti e vede negativamente gli eccessivi sganciamenti dei terzini, e mette subito Roggi sotto osservazione per la sua eccessiva disinvoltura.

Intanto, il 1° agosto il Comune di Firenze conferisce il “Fiorino d’oro”, consegnato dal sindaco Bausi, a De Sisti, alla presenza del presidente Ugolini. La cerimonia è seguita da un pranzo in cui la Fiorentina consegna a Picchio una medaglia d’oro.

A Massa Marittima, alloggiati “in un moderno ospizio per pensionati”, già dopo un paio di giorni Rocco indica la formazione tipo: Superchi in porta, Galdiolo e Della Martira marcatori delle punte, Brizi libero e Roggi sull’ala tornante, Beatrice, Merlo e Antognoni a centrocampo, Caso a metà strada tra attacco e mediana, Desolati e Speggiorin di punta – il che produce subito la reazione amareggiata di Saltutti che preferirebbe la cessione alla Sampdoria anziché ricominciare da capo per guadagnare la maglia da titolare come già fatto nel 1973-74.

L’8 agosto Bernardini, nuovo direttore generale della Nazionale, visita il ritiro viola, subito dopo quello della Lazio campione d’Italia e, parole di Rocco, “dimostra di conoscere i giocatori della Fiorentina meglio di me”. Merlo, infiammazione al tendine posteriore del ginocchio destro, e Caso, servizio militare, sono indisponibili per la prima uscita dell’11 agosto contro la Massetana e vengono sostituiti da Guerini e Saltutti. La partita comincia in ritardo perché l’arbitro Esposito si è recato a Marina di Massa, anziché a Massa Marittima, e viene sostituito dal collega Ceccarelli. I viola, davanti a quattromila spettatori che straripano sulla pista d’atletica, giocano a strappi e vincono 5-0 con gol di Desolati e Speggiorin nel primo tempo, doppietta di Desolati e gol di Piccinetti nel secondo. Rocco archivia la prestazione come “un buon galoppo”.

A Marina di Massa la Fiorentina gioca, per Ferragosto, la seconda amichevole. È una pessima gara, finita 0-0, ma ben accettata dal presidente Ugolini – meglio pareggiare con la Massese e vincere le gare importanti. Il 18 agosto a Grosseto, contro la squadra locale allenata da Andrea Bassi, gioca finalmente Merlo con Cappellini confermato centravanti titolare, come a Massa, e Desolati numero 11. La Fiorentina, di fronte ad ottomila spettatori, stenta e va in vantaggio solo all’inizio del secondo tempo con un imperioso stacco di Roggi su corner calciato da Caso. La reazione dei maremmani consegue il pareggio con la trasformazione di un calcio di rigore conquistato per fallo di Roggi. All’83’ Desolati, il migliore in campo, segna il gol decisivo del 2-1 stoppando di destro un centro di Guerini e calciandolo al volo di sinistro. Un pezzo di maestria tecnica capace di trasformare l’umore dei presenti, facendolo passare dai mugugni all’applauso entusiasta.

La manovra della Fiorentina mostra ancora notevoli limiti, di ritmo e di continuità. La disposizione tattica più innovativa di Rocco è il tentativo di limitare Roggi nelle sue scorribande. L’esordio del tecnico sulla panchina del Comunale, uno stadio da sempre ostile verso il “paron” (padrone) a cui rimproverava i modi sbrigativi e le espressioni offensive verso gli avversari, avviene giovedì 22 agosto contro il Klagenfurt. Si gioca alle 21.15, senza Caso e Guerini militari, con un attacco a tre punte (Cappellini, Desolati, Saltutti), sostenuto dai tre centrocampisti (Antognoni, Beatrice e Merlo). Nella retroguardia Galdiolo s’infortuna e lascia il posto a Pellegrini dopo 13’ con la Fiorentina, illuminata da Antognoni, già in vantaggio: botta di Antonio su punizione respinta del portiere, interviene Desolati con nuova respinta dell’estremo difensore e Saltutti ribadisce in rete. Gli austriaci vengono battuti con due reti per tempo: il secondo lo segna Roggi di testa, su angolo; nella ripresa segna nuovamente Saltutti e completa il poker Piccinetti, ma gli austriaci non sono apparsi un test probante.

L’ultimo collaudo amichevole è allo Stadio dei Pini domenica 25, una facile passerella contro il Viareggio (6-0 con doppiette di Cappellini e Desolati e gol di Speggiorin e Piccinetti). Rocco è sicuro di conquistare 4-5 punti in più dello scorso campionato.

Il Paron Nereo Rocco

Radice presenta, con dolore per non esserne più il tecnico, la Fiorentina sulle colonne di “Stadio” il 17 agosto. Gigi spiega la non utilizzazione di De Sisti nel campionato precedente, scrivendo che le sue esclusioni erano legate alla mancanza di forma fisica e che, una volta ristabilitosi definitivamente, venne utilizzato sempre. Il limite della stagione precedente fu un limite di “concentrazione”, dei calciatori, sua e della società: quando fummo chiamati a risalire subentrò il nervosismo. Merlo è il Cruyff italiano, la differenza è nell’assenza di peso realizzativo del “Secco” rispetto all’olandese. È lui l’uomo attorno a cui Antognoni, Caso, Roggi, Guerini, Desolati, Della Martira completeranno la loro crescita, così da portare la Fiorentina nella lotta per lo scudetto. Accanto a loro l’esperienza di Brizi e Superchi, portiere colpevolmente sottovalutato dalla Nazionale. Radice mostra condivisione sulle operazioni di mercato, compreso il riscatto di Speggiorin l’anno precedente penalizzato da un serio infortunio, e parla di una direzione collegiale, con Mazzoni o Cervato, poiché Rocco non potrà seguire il lavoro sul campo.

La Coppa Italia 1974-75 comincia mercoledì 28 agosto. La Fiorentina debutta in casa contro il Palermo. È una partita burrascosa con tanto nervosismo in campo. La vittoria arriva con un dubbio rigore, concesso dopo uno negato ai rosanero e trasformato da Merlo al 38’. Nel finale del primo tempo viene espulso Beatrice, per proteste. L’espulsione complica tutto ed avvelena la partita, anche sugli spalti, ma le individualità, a partire da Antognoni e Brizi, sostengono la squadra. Con Merlo ancora indietro nella preparazione i migliori sono apparsi, oltre ad Antonio, Caso e Roggi. Le polemiche continuano nel dopo gara tra Rocco e Viciani, esponente della new wave olandese, che si accusano reciprocamente di tattiche ostruzionistiche. Sabato 31 agosto i viola, che riposano nel girone di Coppa, incontrano la Roma in amichevole all’Olimpico. Una partita disputata dalle due squadre senza farsi male, pareggiandola 1-1 con vantaggio di Cappellini e pareggio di Negrisolo. Roggi e Caso vengono convocati per il primo allenamento della Nazionale di Bernardini, con Antognoni, Beatrice e Superchi rincalzi.

La Fiorentina torna in campo alla terza giornata, dopo il turno di riposo nel girone a cinque, vincendo uno a zero ad Alessandria, squadra allenata dall’ex Castelletti, con un’autorete di Maldera al quarto d’ora del primo tempo che devia una punizione di Speggiorin, subendo l’infortunio di Desolati, sostituito, ed uscendo tra le grida “ladri, ladri”.

Ancora alla ricerca della migliore condizione atletica, con Pellegrini al posto di Galdiolo, le note positive per la Fiorentina, oltre al risultato, sono le giocate di Antognoni, Roggi il più olandese dei nostri giocatori e Guerini che ha sostituito lo squalificato Beatrice. La Fiorentina, per un guasto del proprio pullman, dovette salire su quello dei tifosi che rientravano a Firenze. Invece, i tifosi più caldi dell’Alessandria presero ispirazione dalla presenza, con il loro striscione, degli Ultras Viola per organizzarsi negli Ultras Grigi.

Un’amichevole ad Agliana, vinta (4-0) con l’impiego di molte seconde linee, prepara la partita con la Ternana, allenata da Enzo Riccomini, a Firenze. È l’occasione per qualificarsi in anticipo. Segna Roggi, ma la vittoria sfuma nel finale. L’arbitro Trono assegna un rigore agli ospiti non vedendo un doppio fallo di mano di Petrini. Pareggio rossoverde e parapiglia con squalifiche di tre giornate a Brizi, la seconda in carriera, e a Superchi, la prima! Entrambi squalificati per comportamento irriguardoso nei confronti dell’arbitro dopo la fine della gara. Il pullman della Ternana viene preso a sassate e la Fiorentina multata di un milione di lire. Rocco commenta amaramente che anche i grandi giocatori di classe sanno buttare il pallone in tribuna, mentre i giocatori viola devono ancora imparare.

Il 16 settembre Bernardini convoca per un incontro di preparazione fra Nazionale A e Under 23 Roggi e Caso per la prima, Antognoni, Guerini e Mattolini per la seconda.

In Coppa la partita decisiva è quella di Barletta, ospiti del Foggia allenato da Toneatto, con Oronzo Pugliese in tribuna. Caso finalizza, con un gran gol, un’azione di contropiede e porta in vantaggio la Fiorentina al 7’. Il Foggia spreca tanto, ma pareggia con Enzo su un generoso calcio di rigore concesso a un quarto d’ora dalla fine. All’84’ il gol vittoria: angolo di Antognoni, Roggi, schierato libero per la squalifica di Brizi e l’indisponibilità di Pellegrini, colpisce di testa e Saltutti gira in rete. Nel finale palo interno preso da Enzo. Il pareggio avrebbe significato l’eliminazione, la Ternana batte 5-0 l’Alessandria con quattro gol di Petrini.

La Fiorentina non convince, anche se per Rocco va tutto bene: tanto non dobbiamo vincere lo scudetto, ma essere la squadra rivelazione … tra un paio di anni si vedrà… e intanto incassa la qualificazione alla seconda fase di Coppa Italia che negli ultimi due anni era stata fallita.

Il 25 settembre, senza gli azzurri, la Fiorentina gioca un’amichevole a Reggio Emilia vincendo (5-3). Bernardini convoca per la doppia amichevole con la Jugoslavia Roggi e Caso che esordiscono in Nazionale nella sconfitta di Zagabria (1-0); Antognoni e Guerini che giocano a Cesena nell’U23 contro i pari quota jugoslavi (2-2), mentre Della Martira, anche lui convocato, non gioca.

L’esordio in Mitropa Cup, a Budapest contro la Honved, è terribile: la Fiorentina affonda contro i magiari che chiudono la partita nel primo quarto d’ora del secondo tempo con una doppietta del centrocampista Pinter. I viola sono apparsi fragili sia atleticamente, sempre sotto ritmo e in difficoltà, che psicologicamente con le ammonizioni per proteste di Cappellini, subentrato all’infortunato Speggiorin al 7’ del primo tempo, Caso, molto nervoso dopo la sostituzione nella gara con la Nazionale, Antognoni e Merlo che infine è stato espulso dopo il gol annullato a Cappellini al 68’. Sicuramente il bunker difensivo disposto da Rocco non ha aiutato la squadra a ritrovare se stessa. 

Il pubblico viola concede al “paron”, un’importante apertura di credito.

Nereo Rocco, 62 anni, è una delle personalità più significative e vincenti del calcio italiano del dopoguerra. Vuole essere isolato e si sistema al Park Palace, un hotel sopra il Piazzale Michelangelo con a piano terra il ristorante “il porcellino d’oro” da cui alza una trincea verso tifosi, giornalisti e gli stessi medici viola che contesta. Le uniche uscite avevano per tema partite a scopone che voleva, assolutamente, vincere.

La formazione viola in occasione della prima partita di Campionato contro la Ternana il 6 Ottobre 1974 Ternana-Fiorentina 0-1: Della Martira, Mattolini, Pellegrini, Beatrice, Roggi, Galdiolo, Caso, Desolati, Guerini, Antognoni, Saltutti

La Fiorentina comincia il campionato a Terni. Arbitra Agnolin davanti a venticinquemila spettatori per l’esordio dei rossoverdi in serie A. La Fiorentina deve fare i conti con diverse assenze: Merlo, sostituito da Guerini il migliore in campo che colpisce anche una clamorosa traversa; Mattolini al posto di Superchi; Pellegrini che sostituisce nel ruolo di libero lo squalificato Brizi. Regolarmente al loro posto Antognoni, i terzini Galdiolo e Roggi, Beatrice, lo stopper Della Martira, e in prima linea, con Caso e Saltutti, Rocco azzarda il recupero di Desolati che, nel finale del primo tempo segna il gol decisivo: è il più lesto ad avventarsi sul pallone in una mischia in area seguita ad un calcio d’angolo. Una vittoria all’italiana commentano i giornali, ma i viola sono gli unici che vincono in trasferta. Un successo che restituisce il sorriso in città, ma che viene travolto da una nuova polemica, suscitata da una dichiarazione di Bernardini: “la Fiorentina, se Rocco vuole, diventa veramente una delle squadre migliori; ma se invece Rocco la tiene ancorata allo 0-0 allora non lo so”. E il paron perde la calma: “Questo Bernardini comincia a occuparsi un po’ troppo della Fiorentina” e rincara la dose sul ruolo che Fulvio aveva assunto, prima della Nazionale, di presidente dell’AIAC (l’Associazione Italiana Allenatori Calcio): non può criticare chi allena. 

Rocco è inferocito, non accetta critiche tattiche da chi ha vinto uno scudetto spostando Chiappella in difesa e, lui la Fiorentina la fa giocare come gli pare…. Il paron è un fiume in piena il calcio totale è una roba per gonzi, se Radice fosse stato più attento avrebbe centrato l’UEFA, Roggi può sganciarsi, ma non venti volte a partita, cinque-sei come faceva proprio Radice nel suo Milan. In Nazionale avrebbe lasciato Valcareggi. Intanto Merlo, da Cruyff con Radice, è diventato il Dino Sani della Fiorentina…

Venerdì 11 ottobre viene inaugurata la nuova sede del Centro di Coordinamento Viola Club all’interno dello stadio. La Fiorentina vince ancora di misura nell’esordio casalingo contro il Bologna allenato da Pesaola, davanti a quarantamila spettatori. Rispetto a Terni rientra capitan Brizi. Segna, al suo esordio in serie A, Casarsa, subentrato a Desolati al 60’, irrompendo di collo pieno in mezzo all’area su un corner battuto da Antognoni. Rocco indica la chiave di lettura rispetto alla squadra di Radice: sarà una squadra meno spettacolare, ma più pratica. Il titolo della settimana è la più forte Fiorentina degli ultimi sette anni. La Fiorentina, in effetti, è prima in classifica a punteggio pieno assieme alla Lazio campione. Nel viale dei Mille campeggia una scritta “la Fiorentina è una fede e Antognoni è il suo dio”.

Merlo e Superchi rientrano al terzo turno a San Siro contro il Milan. È la partita del grande ex, Rocco, contrapposto al tecnico Giagnoni. La Fiorentina prepara la gara a Pian di Scò (5-0 con tripletta di Piccinetti e doppietta di Speggiorin), Comune di cui è sindaco il professore Branzi, medico dell’U23. A San Siro Guerini prende il posto di Caso come ala tattica, mentre sono assenti Roggi e Desolati. I viola passano in vantaggio al 21’ del secondo tempo: scambio Merlo-Antognoni che centra, Saltutti colpisce di testa Albertosi respinge e Saltutti, ancora di testa, lo batte. La Fiorentina, guidata da un grande Antognoni, sta meglio dei rossoneri e la partita sembra finita, ma il Milan pareggia con uno spiovente del subentrante Sabadini che al 39’ della ripresa, bucato da tutti, finisce in rete. Fuori dallo stadio gli ultras rossoneri assalgono a sassate i pullman dei tifosi fiorentini con conseguenti incidenti. La Lazio resta in testa a punteggio pieno con un punto su Fiorentina, Torino e Napoli. Il titolo della settimana è: Da Firenze lezione a Bernardini con Rocco scudetto all’italiana. Viola da scudetto? Dipende da Speggiorin, l’oggetto misterioso risponde la critica…

Mercoledì 23 ottobre alle 19.15 si gioca al Comunale il secondo incontro di Mitropa, contro i cecoslovacchi dell’Union Teplice. Un freddo che anticipa l’inverno porta allo stadio pochissimi spettatori, c’è che parla di quattromila e chi si spinge a valutare i presenti in settemila. Le assenze nei viola sono quelle di Roggi, Beatrice, Merlo e Saltutti. I ceki sfiorano il gol al 2’, Antognoni dimostra tutta la sua classe e al 40’ i viola passano in vantaggio con un rigore trasformato da Desolati, ma al 42’ Melichar pareggia con un forte rasoterra. Nella ripresa il Teplice gioca per controllare, ma la sostituzione di Speggiorin con Casarsa, al 60’ cambia la partita, e cinque minuti dopo arriva il gran gol di Desolati al termine di una bella azione Caso-Antognoni.

Alla quarta giornata i gigliati, ancora senza Roggi, sono ospiti del Cesena. È un pareggio sancito da due rigori, uno per parte, concessi generosamente da Gonella: nel primo tempo ai romagnoli e nel secondo agli ospiti, trasformato da Desolati. Un pareggio che sta un po’ stretto ai viola.

In Fiorentina-Napoli, la partita che segna il record stagionale di presenze con 47.517 spettatori registrati, Rocco deve fare a meno dello squalificato Merlo, il cervello della squadra, mentre rientra Roggi. Viola in vantaggio, dopo un gran palo colpito da Antognoni su punizione, con un clamoroso autogol di Burgnich che infila Carmignani con una parabola. Il Napoli pareggia al 70’ con Clerici su rigore e i partenopei sbagliano diverse occasioni. In Curva Fiesole si scatena una vera battaglia tra gli invasori napoletani e gli ultras viola decisi a non tollerare situazioni simili.  Entrambe le squadre fanno parte del gruppo di testa a sette punti insieme a Lazio, Bologna e Juventus.

Dopo questo buon inizio, con due vittorie nelle prime giornate di campionato seguite da tre pareggi, alla 6a giornata i viola, con Casarsa al posto di Desolati e Guerini nuovamente preferito a Caso per la maglia numero 7, la Fiorentina perde a Torino 2-1 con una doppietta di Pulici, al 22’ e al 49’, e gol di Guerini al 61’. Al mercato autunnale vengono ceduti: Renato Cappellini al Como, Ghedin alla Lazio, Piccinetti al Catanzaro.

Il 20 novembre Antognoni fa il suo esordio in Nazionale, con una grande partita in Olanda-Italia (3-1). Al rientro dalla pausa del campionato la Fiorentina, nonostante l’assenza di Brizi colpito da un infiammazione di un nervo della gamba destra, batte il Varese con gol di Antonio e Casarsa, entrambi nel primo tempo. Ad Ascoli Pellegrini deve subentrare al 13’ a Della Martira in una squadra già mancante di Brizi. È una Fiorentina fortunata che vince la partita con un gran gol di Desolati, in una gara dove i viola non avevano creato quasi niente. Viola secondi, con Napoli e Torino, a due punti dalla Juventus e, ospitando in casa il Lanerossi Vicenza, tentano l’operazione aggancio, mentre Della Martira dovrà essere operato al menisco.

I viola vengono bloccati dal muro biancorosso, anche a causa delle imprecise conclusioni degli attaccanti. L’infortunio di Merlo, strappo muscolare al bicipite femorale della gamba sinistra è un problema in più per i viola, con Guerini che dovrà scontare una gara di squalifica, ma dopo la 9a giornata i gigliati sono sempre nel gruppo delle seconde, anche se il gioco continua a latitare, testimoniato dalla modesta differenza reti (9 gol segnati e 5 subiti).

Nelle successive gare i gigliati frenano, smarrendo la strada della vittoria: vengono sconfitti dalla Roma all’Olimpico, in una brutta partita decisa da un gol di Penzo alla metà del secondo tempo e con Pellegrini impiegato a centrocampo. All’indomani della sconfitta Ugolini attacca i calciatori che non fanno il loro dovere, mancando di serietà professionale e fa capire che sul banco degli imputati ci sono i due attaccanti Desolati e Speggiorin. Roggi viene squalificato e Caso è indisponibile per infortunio. Molto rimaneggiati i viola pareggiano al Comunale con l’Inter, dopo essere passati in vantaggio con Casarsa attorno alla mezzora del primo tempo, ma Mazzola pareggia al 58’. Una brutta partita, ma Rocco è contento del pareggio.

Domenica 29 dicembre Guerini, a Genova, fa il suo esordio in Nazionale contro la Bulgaria in un melenso 0-0. Rocco, intanto, è infuriato con Speggiorin che, afferma, sottoporrà ad un interrogatorio di terzo grado.

Claudio Merlo

A gennaio Merlo torna finalmente a disposizione di Rocco, che lo ritiene fondamentale anche per la Nazionale. Il paron valuta positivamente la prima fase della stagione, si dichiara contento della difesa e del centrocampo, molto meno dell’attacco, tranne Casarsa; mantiene l’obiettivo di fare 35-36 punti, qualificandosi per la Coppa UEFA e di completare il girone d’andata a 17 punti. Il primo impegno del 1975 mette la Fiorentina di fronte al proprio passato prossimo: Gigi Radice, subentrato a Chiappella alla guida del Cagliari. È Roggi, uno dei calciatori più legati al tecnico, a rappresentare la stima del gruppo: “noi giovani gli dobbiamo tantissimo. È lui che ci ha valorizzati definitivamente”. In Sardegna i viola devono rinunciare, per una tendinite, a Brizi, sostituito da Pellegrini. È la grande giornata dell’ennesimo ritorno di Riva dopo un infortunio ed è accompagnata dal suo primo gol in campionato, realizzato trasformando un penalty al 4’ – pareggiato dieci minuti dopo, sempre dagli undici metri, da Merlo. Un minuto dopo Gori porta nuovamente in vantaggio gli isolani deviando in porta una conclusione di Riva. La Fiorentina, che ha riproposto Speggiorin titolare, preme, ma non riesce a pareggiare.

La domenica dopo i gigliati ospitano la Lazio, fresca del successo contro la capolista Juve, seconda in classifica e Ugolini chiama a rapporto tutta la squadra. Anche Rocco rinuncia al lunedì libero trascorso nella sua Trieste. Contro i campioni d’Italia permane l’assenza di Brizi. La Fiorentina balla la rumba laziale nel primo tempo. Merlo colpito duro al 2’, “grave trauma contusivo al piede destro”, viene sostituito da Rocco solo nell’intervallo, e i biancocelesti passano in vantaggio al 27’ con Chinaglia. La Lazio dilaga, sfruttando le marcature errate predisposte dai viola in mezzo al campo, ma non realizza il colpo del ko. Nella ripresa, undici contro undici, arriva la reazione gigliata guidata da Antognoni che, con una bomba calciata al volo su imbeccata di Casarsa, impiegato da mezzala, pareggia. A sei minuti dalla fine, Desolati spreca la grande occasione calciando un penalty sulla traversa…

In vista della trasferta a Torino i viola devono rinunciare, oltre a Brizi e Merlo, anche a Casarsa e a Superchi, per le condizioni di salute di uno dei figli. La squadra, fortemente rimaneggiata, dà finalmente una grande prova di carattere e, grazie a Mattolini che al 58’ para un rigore, apparso molto dubbio per un fallo sembrato fuori area, a Damiani, finisce imbattuta.

Fa freddo ed è umido, in un ambiente ostile, quel 19 gennaio 1975 a Torino quando, prima di Juventus-Fiorentina, Mario Fantechi si accascia sugli spalti colpito da un infarto. Nato il 19 febbraio 1923, fin dal 1930, ancora bambino, aveva cominciato a seguire la Fiorentina allo stadio, appassionandosi. Mario diventa socio nel 1945, ed è per trent’anni uno dei protagonisti della storia viola – già al tempo del primo scudetto, era uno dei punti di riferimento per i sostenitori viola: fu lui a mettere la bandiera sulla Torre d’Arnolfo in occasione dello scudetto del 1956.

La camera ardente viene allestita nei locali del Centro Coordinamento Viola Club, che erano all’interno dello stadio, sotto la Tribuna coperta lato curva Fiesole. Il funerale si svolse sulla pista di atletica, alla presenza di dirigenti, giocatori della Fiorentina e “di alcune migliaia di tifosi che gremirono mezza tribuna coperta”. L’orazione funebre fu tenuta dal notaio Giancarlo Rovai, a lungo consigliere della Fiorentina.

19 Gennaio 1975 – i funerali di Mario Fantechi allo stadio di Firenze

In vista dell’ultima gara del girone d’andata Rocco porta a pranzo Desolati e Speggiorin per dar loro una scossa. La Sampdoria è in piena lotta per non retrocedere, mentre per la stampa inizia per i viola la serie favorevole. I gigliati vengono malamente battuti in casa (0-2) con un gol per tempo, il secondo realizzato dal grande ex Mario Maraschi. I gigliati, che hanno scontato un nuovo infortunio iniziale, con uno stiramento muscolare subito da Guerini, non sono apparsi idonei a tenere, atleticamente e mentalmente, il campo. Nel finale della gara gli ultras viola contestano fortemente la società, cercando di entrare in tribuna e, al termine della gara, inseguono Desolati e Speggiorin nel viale dei Mille.

È, anche questo, lo specchio di una grande delusione. Alla conclusione del girone d’andata la posizione in classifica era scesa al nono posto e i punti di distacco dalla Juventus erano saliti ad otto. La squadra, nervosa, colleziona ammonizioni e brutte prestazioni. Rocco, a cui Ugolini concede “carta bianca”, attacca la violenza dei tifosi e denuncia che nella squadra, come aveva già detto in precedenza ad un giornalista milanese, ci sono molti bambini e pochi uomini. Intanto, si ferma Roggi per il riacutizzarsi di una pubalgia che lo affligge da inizio stagione.

Nuovo turno casalingo nella prima giornata del girone di ritorno e, seppure con i calciatori contati ma con il rientro di Merlo, i viola tornano al successo battendo la Ternana nel secondo tempo con Antognoni che mette in porta Pellegrini, poi espulso con Petrini, al 64’ e poi Saltutti all’89’. Era dal 1° dicembre ad Ascoli che i gigliati non vincevano.

A Bologna la Fiorentina, seguita da cinquemila tifosi, viene piegata da Savoldi. Per la prima volta si parla di Rocco messo in discussione, lui nega e attacca tutti, tranne la società. Contro il Milan, al Comunale, si gioca una partita segnata dalla reciproca paura, mancano Merlo, Guerini, Roggi, oltre al lungo degente Della Martira e a Desolati. Rossoneri in vantaggio al 17’ con Calloni e replica viola con rigore trasformato da Casarsa al 33’; nella ripresa la partita si addormenta e il pareggio rende tutti contenti. Rocco festeggia con i giornalisti milanesi e con Rivera.

Nereo a Firenze s’annoia e i giovani non ama allenarli. La grande personalità del tecnico è ormai scollegata dal lavoro sul campo. I calciatori lo capiscono per primi e lanciano l’allarme rosso: “non prepariamo tatticamente le partite”.

La partita con il Cesena è presentata come quella dell’ultima chance per il riscatto. La Fiorentina è in grande sicurezza con una doppietta di Desolati nella prima mezzora, ma al 32’ un brutto infortunio ad Antognoni rimescola le carte, con la squadra già costretta a rinunciare a Merlo. Il Cesena, allenato da Bersellini, pareggia nel primo quarto d’ora della ripresa. Fiorentina in barca totale, ma riesce a reagire e a concludere con un generoso, seppure inconcludente, forcing finale. Rocco prolunga di un giorno la sua permanenza a Trieste e, quando torna, respinge ogni critica. Ugolini, intanto, è bravo a spengere tutte le voci su una possibile cessione di Antognoni, prima di lui vendiamo il cupolone…

È una Fiorentina con intenti battaglieri quella che si presenta, priva di Antognoni e con il rientro di Della Martira, a Napoli, ma un gol di Clerici alla metà della prima frazione di gioco basta a decidere la partita, in cui i viola si svegliano troppo tardi per aspirare ad un risultato positivo.

La Fiorentina viene contestata dai propri tifosi per la sconcertante media inglese, pareggio in casa e sconfitta in trasferta, e che deve rinunciare in anticipo alla qualificazione UEFA. Antognoni precisa che nessuno, nel gruppo, fa la guerra a Rocco. Sta di fatto che a fine stagione il divorzio è certo.

Roggi, per la pubalgia, ha da tempo finito la stagione, mentre Speggiorin non l’ha ancora cominciata…

Moreno Roggi

Nuovo pareggio contro il Torino in casa. La Fiorentina ripresenta il centrocampo titolare, ma il gioco non si vede. È una partita nervosa, piena di ammonizioni, che si sblocca in tre minuti dal 65’ al 68’ con il doppio vantaggio viola realizzato da Caso, di testa su cross di Casarsa e dallo stesso Casarsa che, servito da Antognoni, realizza al volo. Partita chiusa per tutti, ma Pulici, indisturbato, segna di testa al 76’ e sette minuti dopo, sempre di testa, pareggia Mozzini nella grande confusione generata da un corner di Graziani nell’area viola. Superchi finisce sul banco degli imputati per i gol subiti; i viola escono tra i fischi, mentre la contestazione attende Rocco all’uscita della squadra.

Alla 21a giornata la squadra ha solo cinque punti di vantaggio sulle terzultime ed anche i soci azionisti chiedono la sostituzione del paron. A Varese la Fiorentina va in vantaggio nel primo tempo con un contestato gol di Casarsa e poi smette di giocare, facendosi raggiungere con un’autorete di Galdiolo. Rocco ammette la brutta partita, ma sottolinea l’importanza del punto conquistato per non trovarsi a rischiare la serie B. La partita di Mitropa contro la Honved (0-0) è presentata come l’ultima spiaggia per l’allenatore che si dice tranquillo per le rassicurazioni ricevute da Ugolini. Anche la partita del 19 marzo finisce tra i fischi e il grido di “buffoni buffoni” rivolto ai giocatori viola che lasciano il campo dopo il pareggio a reti bianche. Poco più di cinquemila gli spettatori presenti che apprezzano il promettente avvio dei padroni di casa che, però, si spengono con il passare dei minuti: manca la convinzione e in molti elementi anche la condizione atletica.

Ugolini è irremovibile, anche nei confronti dei consiglieri che auspicano una svolta: “Rocco non si tocca”. Il paron getta benzina sul fuoco: “ho vinto troppo e ora qualcuno mi vuole punire” e sostiene di avere già dato le dimissioni, ma Ugolini le ha respinte. Il Centro di Coordinamento Viola Club chiede un immediato cambiamento nella gestione tecnica e annuncia che si recherà allo stadio senza bandiere e striscioni per la partita contro l’Ascoli, chiedendo anche ai calciatori maggiore impegno e dedizione. I marchigiani vogliono un punto e lo ottengono bloccando la gara (0-0) contro una squadra che appare in pieno sfacelo tecnico e morale, situazione aggravata dall’assenza di Merlo. Ugolini parla di prestazione positiva, mentre il tecnico attacca tutto l’ambiente dicendo che non è possibile lavorare e che lui aveva già fatto le valigie…

Il finale di stagione appare un calvario sportivo, di sicuro appare un anno gettato via, inutile, sperando che non sia dannoso. Rocco non ha legato con la squadra e la squadra non ha legato con Rocco. La Fiorentina, anziché licenziarlo, preferisce giocare in anticipo, scegliendo l’allenatore per la stagione successiva: Carletto Mazzone, classe 1937, che aveva portato, in tre anni, l’Ascoli dalla serie C alla serie A.

Il successo a Vicenza, alla 24a giornata con un gol di Caso di testa al 27’ e un’accorta difesa nel proseguo della gara, tranquillizza l’ambiente. Da Vicenza la Fiorentina va in pullman a Milano per imbarcarsi sul volo per Praga, senza Rocco febbricitante che va a Trieste, da dove raggiunge Teplice per giocare l’ultima partita del girone di Mitropa. La squadra è affidata a Mario Mazzoni. Rocco manda un telegramma prima della gara e i viola, senza Merlo, vengono sonoramente battuti con due reti nel primo tempo.  Il ritorno di Liedholm e De Sisti con la Roma in ritiro a Coverciano ravviva il depresso ambiente fiorentino. Il risultato del campo è l’ennesimo pareggio interno, il nono della stagione. Uno zero a zero sotto una forte pioggia e con ancora Mazzoni in panchina al posto di Rocco. Una buona Fiorentina, solida in difesa nonostante le assenze di Roggi e Galdiolo, sostenuta da Merlo, calato nella ripresa, illuminata da Antognoni e con un’ottima intesa tra Caso, il migliore in campo che colpisce anche una traversa, e Casarsa.

Rocco ritrova la squadra alla vigilia dell’incontro di San Siro con l’Inter, una partita di fine stagione decisa al 68’ da un rigore trasformato da Boninsegna. Una giornata negativa aggravata dagli infortuni di Caso e Guerini. La pausa per l’impegno della Nazionale contro la Polonia – uno 0-0 che sancisce l’eliminazione dagli Europei – prepara l’ultimo scorcio del campionato.

Antognoni trascina la Fiorentina alla vittoria interna contro il Cagliari segnando il gol del vantaggio all’11’: Merlo appoggia la punizione verso Giancarlo che fa partire un bolide. La Fiorentina gioca bene, ma non concretizza la superiorità e si va al riposo con lo striminzito 1-0. I sardi pareggiano al 46’: un tiro cross di Bianchi sbatte contro il petto di Lely e s’insacca. Tutto da rifare. I viola, in cui fa il suo esordio il giovane difensore Paolo Manunza, attaccano e dopo venti minuti tornano avanti: un bolide calciato da Antognoni su punizione batte sotto la traversa, rimbalza su un piede di Niccolai ed entra in rete. Il difensore protesta energicamente per un presunto fuorigioco di Desolati e viene espulso. Con i sardi in dieci la Fiorentina controlla agevolmente la situazione e torna al successo casalingo. Rocco dedica la vittoria a tutti quelli che gli hanno voluto male, lascerà Firenze a fine stagione e spiega di non essere riuscito ad accattivarsi la simpatia dei dirigenti e dei tifosi. Mercoledì 30 aprile i viola, dopo un rocambolesco viaggio ferroviario con incendio al treno, giocano un’amichevole a Trieste (0-4) prima della sfida di Roma contro la Lazio.

All’Olimpico l’arbitro Lops decide una gara, già conclusa in parità al 90’, assegnando un’incredibile calcio di rigore alla Lazio. Wilson ostacola Superchi nel rinvio, Della Martira si mette in mezzo e Lops assegna un penalty. Baraonda in campo con Galdiolo che per protesta si toglie la maglia e viene espulso, ma sarà in campo al momento della trasformazione di Chinaglia. Galdiolo viene squalificato per 3 giornate, Merlo per una. Rocco denuncia l’assenza di protezioni della Fiorentina e Mazzone, di rientro dalla partita dell’Ascoli col Bologna, si ferma, tra le smentite di Ugolini, a Firenze per definire l’accordo.

Giovedì 8 maggio, per l’amichevole di Pontassieve, Rocco annuncia l’utilizzo di Speggiorin nel ruolo di terzino, ma l’attaccante si rifiuta e l’allenatore non lo fa scendere in campo. Il giorno dopo Speggiorin chiude scusa e viene inserito tra i convocati per l’incontro con i bianconeri.

La Juventus arriva a Firenze portandosi dietro le casse di champagne per brindare, le bastava un punto, alla vittoria matematica dello scudetto. Rocco chiude la propria storia di allenatore a Firenze dopo una stagione amara e sofferta, da lui vissuta con tanta rabbia; si lamenta che nessuno gli ha detto nulla sul futuro, ma sarà comunque lui a spiegare tutto a Mazzone. I bianconeri vengono suonati da una Fiorentina rabberciata: autorete di Zoff su retropassaggio di Furino e gol di Antognoni nel primo tempo. Nel secondo tempo le zebre accorciano le distanze con un’autorete di Rosi, ma Casarsa su rigore e Caso confezionano uno squillante 4-1. I tappi delle bottiglie devono aspettare un’altra settimana per saltare ed è la Fiorentina a festeggiare al centro del campo. Casarsa prova a portare anche Rocco, ma il paron rifiuta e in settimana annuncia che se ne andrà dopo l’incontro con la Sampdoria, prima della fase finale della Coppa Italia. A Marassi la Fiorentina bissa la quaterna contro la Sampdoria: è un festival dei gol (4-3), aperto da Caso, proseguito da Magistrelli, Valente e Speggiorin nel primo tempo, da una doppietta di Saltutti e dal gol di Repetto per i doriani nel secondo. L’anonimo campionato finisce all’ottavo posto con 31 punti. Rocco attende Mazzone e poi parte per Trieste.

Rocco non aveva capito i giovani, o non li aveva voluti capire. I giovani non lo avevano capito, o non lo avevano voluto capire. È proprio nel finale del campionato, quando le strade si sono definitivamente separate, che la squadra viola ritrova la tranquillità, terminando la stagione con due grandi prestazioni, segnando in 180’ 8 reti, più del 25% dell’intero campionato (31 reti). Nelle altre 28 partite era riuscita a realizzarne soltanto 23 con una media di 0,82 gol a match…

La sensazione era quella di una stagione buttata via, ma restava da giocare il girone di semifinale della Coppa Italia. La squadra, così come era già successo alla fine del campionato 1970-71, viene affidata a Mario Mazzoni l’uomo che c’era sempre, soprattutto nei momenti più difficili.

La Fiorentina è nel gruppo A, le vincenti dei due gruppi si qualificano per la finale, con il Napoli, arrivato 2°, la Roma, terza, e il Torino sesto – tutte squadre, nell’arco della stagione, che hanno mostrato molto di più della Fiorentina.

I viola iniziano a Napoli, con molte assenze (Antognoni, Guerini, Roggi, Pellegrini, Brizi). Mazzoni siede in panchina con Mazzone, legato all’Ascoli fino al 30 giugno, nascosto in tribuna. Gli azzurri di Vinicio segnano all’inizio della ripresa con un colpo di testa di Burgnich. La reazione viola avviene solo nel finale ed è inconcludente. Giovedì 29 maggio la Fiorentina, sempre davanti a Mazzone, si prende la rivincita a Firenze battendo nettamente il Torino per 3-1: un autorete di Graziani e i gol di Speggiorin e Rosi inframezzati da un rigore realizzato da Pulici.

Passano quindici giorni e il 12 giugno, ancora di giovedì, i viola ospitano la Roma. Mazzone resta ancora dietro le quinte per dovere di regolamento, ma partecipa al ritiro con Mazzoni e alla preparazione della gara. La Fiorentina passa in vantaggio con gol di Antonio su punizione in apertura del secondo tempo; pareggia Prati con un colpo di testa ad un quarto d’ora alla fine, ma pochi minuti dopo Rosi segna il definitivo e meritato successo.

Passano tre giorni ed arriva la terza partita consecutiva in casa, Fiorentina-Napoli, dove rientra finalmente Guerini. Il grave infortunio al portiere partenopeo Favaro segna il match, concluso con un successo viola per 3-1 con gol di Casarsa su rigore, pareggio di Braglia e reti di Caso e Desolati. La Fiorentina sale in testa alla classifica, ma Mazzone dichiara nel dopo partita che la squadra non gli è proprio piaciuta.

Giovedì 19 giugno a Torino i viola devono rinunciare agli squalificati Casarsa e Beatrice. È una partita molto brutta, sbloccata nel finale da un colpo di testa di Mozzini all’83’ su punizione di Claudio Sala che manda su tutte le furie sia Mazzoni che Mazzone, ormai sempre in ritiro con la squadra. Domenica 22 giugno all’Olimpico si gioca l’ultima partita del girone contro la Roma. La Fiorentina va due volte in vantaggio con Desolati e due volte viene raggiunta da Pierino Prati, la prima su punizione e la seconda su rigore. Il pareggio permette ai viola di affiancare in classifica il Torino sconfitto a Napoli: la Fiorentina va in finale per un gol di migliore differenza reti.

Il 28 giugno 1975 la Fiorentina affronta, da sfavorita, il Milan in finale. L’Olimpico si tinge di viola, sono oltre diecimila i sostenitori gigliati all’Olimpico, un biglietto di curva costa 1.500 lire. Questa la formazione schierata in finale: Superchi; Beatrice, Roggi; Guerini, Pellegrini, Della Martira; Caso, Merlo, Casarsa, Antognoni, Desolati. Roggi, novello sposo, non giocava dall’ultima gara del girone d’andata: è la vera sorpresa confezionata da Mario Mazzoni.

I gigliati vanno due volte in vantaggio, prima con un calcio di rigore realizzato da Casarsa e dopo con una conclusione di Guerini, ma entrambe le volte vengono recuperati dai rossoneri che si devono arrendere al colpo di testa di Paolo Rosi –  entrato in campo al 47’ della ripresa per sostituire Lelj che un minuto prima aveva sostituito Beatrice, con la Fiorentina che aveva dovuto completare i cambi…

La Fiorentina espressione della linea verde voluta da Ugolini vince il suo primo trofeo, il futuro appare viola. Quella Coppa Italia, consegnata nelle mani del capitano Claudio Merlo, resta la vittoria più importante ottenuta in maglia viola da Giancarlo Antognoni, Moreno Roggi, Vincenzo Guerini, Claudio Desolati, Domenico Caso, Giancarlo Galdiolo…

Il Brivido Sportivo del 1-7 Luglio 1975 celebra la vittoria della Fiorentina e la conquista della quarta Coppa Italia

Massimo Cervelli

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