La storia della Fiorentina continua…

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LA STORIA DELLA FIORENTINA CONTINUA

a cura di Massimo Cervelli – 5° puntata

 

1973-74 – UN BEL CAMPIONATO FINISCE CON UNA DOPPIA DELUSIONE

Nell’estate del 1973 arriva alla Fiorentina un nuovo allenatore: Luigi Radice, chiamato da tutti Gigi, ex difensore del Milan e della Nazionale. È un esordiente in serie in A, ha 38 anni ed è reduce da un’impresa sportiva: ha portato, per la prima volta, il Cesena nella massima divisione e si presenta come uno dei più moderni tecnici italiani. La sua idea di calcio guarda al di là dei confini nazionali. È stato stregato dalla rivoluzione arancione, dalla capacità di attaccare gli spazi mostrata dalle squadre olandesi e dall’Ajax vincitore di tre Coppe dei Campioni consecutive.

La Fiorentina di Ugolini aveva lanciato una nuova linea verde ed era riuscita ad acquistare definitivamente Giancarlo Antognoni, sborsando per la seconda metà del cartellino una cifra esorbitante (400-450 milioni). Una spesa che mise pesantemente in discussione l’unità del Consiglio direttivo, rassicurato dal giudizio espresso da Nils Liedholm – “se non diventa un campione lui non saprei chi può diventarlo”. In questo contesto, dopo la rottura con il tecnico svedese, Gigi era l’uomo giusto per la Fiorentina: portava grandi idee e poche pretese economiche.  La società viola aveva un pesante indebitamento e, conseguentemente, il calciomercato fu caratterizzato dalle cessioni di tre dei protagonisti della Fiorentina di Liedholm: Orlandini (300 milioni) e Clerici (280) ceduti al Napoli, Scala (350) all’Inter. Longoni venne dato al Vicenza, assieme a Macchi, Perego e Sormani e ad un robusto conguaglio in cambio della comproprietà del giovane attaccante Speggiorin. Furono ceduti anche Braglia (120 milioni al Napoli), Piccinetti al Catania, Stanzial e il portiere Migliorini al Taranto, per un incasso di un miliardo e 280 milioni.

Radice, presentato il 4 luglio, fece buon viso alle operazioni di mercato che portarono tanti soldi nelle casse della Fiorentina, ma si oppose strenuamente, anche se inutilmente, alla cessione di Orlandini; chiese giocatori in grado di sostenere pressing e manovra a tutto campo e un attaccante esperto di rincalzo. Il tecnico scelse di vivere in albergo, mentre la moglie e i tre figli restarono a Monza. La società comprò il mediano Beatrice (180 milioni), dalla Ternana, e diversi giovani calciatori, fra cui spiccavano Guerini (120 milioni per la comproprietà), centrocampista del Brescia; l’attaccante Bresciani (10) e il difensore Della Martira (65) dal Viareggio, a cui andarono Avino, Bertugelli, Filippazzo e Gritti. Altri 50 milioni vennero investiti per la squadra Primavera.

La Fiorentina aveva operato in prospettiva, in proiezione futura, pensando ad una compagine di cui Antognoni sarebbe stato l’uomo guida. Il club aveva ottenuto un risparmio di circa 300 milioni sugli ingaggi, compresi quelli dell’allenatore e del direttore sportivo. Una riduzione importante per una società che nell’assemblea dei soci aveva parlato di un miliardo di deficit.

La Fiorentina, prima del ritiro, mandò sei dei migliori giovani (Antognoni, Bresciani, Caso, Desolati, Restelli e Roggi) a Pian di Novello con Sergio Cervato.

Furono ventiquattro i giocatori convocati il 1° agosto a Firenze, per trasferirsi il giorno dopo nel ritiro di Massa Marittima insieme al vicepresidente Melloni, ai medici Anselmi e Ciuti ed ai massaggiatori Chini e Raveggi. Ecco la lista: Portieri: Superchi, Favaro, Settini, Mattolini. Difensori: Beatrice, Brizi, Della Martira, Galdiolo, Parlanti (di ritorno dal Venezia), Pellegrini, Prestanti (di ritorno dall’Arezzo), Roggi. Centrocampisti: Antognoni, De Sisti, Guerini, Merlo, Restelli, Rosi, Valesi (diciottenne ingaggiato dalla Pistoiese). Attaccanti: Bresciani, Caso, Desolati, Saltutti, Speggiorin. Quattro erano militari: Guerini, Mattolini, Prestanti, Speggiorin.

1973-74 Fiorentina: la rosa

Nel ritiro di Massa Marittima Radice lavora con una rosa dove i tanti giovani pronti a partire titolari (Antognoni, Roggi, Guerini, Della Martira, Pellegrini, Caso, Speggiorin, Desolati) sono affiancati  dai calciatori più esperti che avevano vinto lo scudetto (Superchi, Brizi, Merlo, De Sisti).

I primi guai sono l’infortunio di De Sisti, per lui Radice ha in mente un ruolo più arretrato che, comunque, non sarà quello di mediano d’interdizione, e quello di Beatrice – infiammazione al tendine d’Achille del piede destro.

La formazione base prevede una difesa con Brizi libero, Galdiolo stopper, Beatrice e Roggi terzini, con il primo più dedito ad avanzare; De Sisti regista arretrato, ma anche lui con compiti di marcatura, Merlo e Antognoni; Speggiorin e Saltutti di punta con Caso ala di sostegno.

Domenica 12 agosto sono cinque-sei mila gli spettatori che, a Massa Marittima, seguono la prima uscita stagionale viola, conclusa 10-0 con la Massetana nel segno di Antognoni. Parlanti ha sostituito Beatrice nella formazione iniziale. Radice spiega una delle caratteristiche principali della squadra, la corsa, e dichiara che De Sisti è propenso ad accettare il nuovo ruolo. L’ottimismo è generalizzato: oltre al tecnico è espresso dal presidente e da Pandolfini, tornato ad esercitare il ruolo di direttore sportivo. L’amichevole di Piombino (11-1) conferma le buone impressioni, con Desolati che spadroneggia e la nota negativa di Prestanti che si frattura il setto nasale. Il passo indietro avviene a Viareggio contro i bianconeri locali; i viola vanno a sprazzi (1-1) e segna il giovane Bresciani, appena entrato.  Nel pareggio di Terni (1-1), i viola deludono nuovamente nonostante un bel gol di Desolati. Il centrocampo viene messo sotto accusa e De Sisti replica, sostenendo di non essere un “marcatore” come Rosato.  L’unico dubbio nella formazione base appare quello per la maglia numero 7 fra Caso, favorito, e Guerini.

Nel terzo girone eliminatorio della Coppa Italia i viola vengono eliminati a causa della brutta sconfitta iniziale subita a Palermo (2-0), dove una Fiorentina brutta, senza grinta, brio e fantasia, sbaglia un rigore, prende una traversa con Antognoni e cede ai rosanero nel secondo tempo. De Sisti ammette di non essersi ambientato nel nuovo ruolo, ma sostiene che è assolutamente prematuro dare un giudizio sulla squadra. La scoppola è seguita dal pareggio a Verona (1-1), dove i gigliati vanno in vantaggio al 10’ con un rigore trasformato da Merlo e vengono raggiunti nel secondo tempo, quando una grande giocata, un pallonetto di Caso finisce sulla traversa. Al Bentegodi Pellegrini ha sostituito Brizi, affetto da lombalgia, e De Sisti ha riavuto la sua maglia n. 10, inserendo Guerini e sacrificando Caso.

L’epidemia del colera, scoppiata in Campania, ma che registra un primo caso anche a Firenze, mette, per qualche ora, a rischio la partita con il Bari. Sono quindicimila gli spettatori per l’esordio casalingo contro il Bari, squadra di serie B allenata da Regalia che mette la Fiorentina in difficoltà. I baresi rispondono subito al vantaggio gigliato su rigore segnato da Merlo e passano in vantaggio. Sono più freschi e mostrano una migliore condizione atletica. Il gioco dei viola è macchinoso, i nuovi non appaiono ancora integrati; De Sisti pareggia al 61’, ma mezzora non basta per conseguire la vittoria, una bella conclusione di Speggiorin s’infrange sulla traversa (2-2) e Antognoni all’ala sembra un pesce fuor d’acqua. L’amichevole contro il Bologna, in cui Radice conferma questo assetto tattico, dà un po’ di ottimismo, grazie alla vittoria ottenuta con un rigore trasformato da Merlo nel primo tempo. Nella ripresa, con Antognoni spostato al centro del campo per l’ingresso di Caso sulla fascia e di Desolati all’attacco si è vista una Fiorentina molto più viva.

Claudio Desolati

Il 19 settembre i viola giocano l’andata del primo turno di Coppa UEFA, contro l’Universitatea Craiova che li blocca sullo 0-0. I viola ripropongono Antognoni ala tattica e De Sisti nel ruolo classico, ma alla mezzora il capitano si infortuna e viene sostituito da Caso. Speggiorin sbaglia un’incredibile occasione e con il passare del tempo la Fiorentina si affievolisce, mostrando grossi limiti di condizione e uscendo dallo stadio, che registra solo tredicimila presenze, tra i fischi.

Radice cerca di spronare squadra e ambiente, sostenendo che i viola si qualificheranno vincendo la gara di ritorno, ma la delusione è grande. Il gioco appare ancora in fase sperimentale e si evidenziano problemi nella gestione dei tre grandi giocatori di centrocampo: Antognoni, De Sisti e Merlo. La Coppa Italia finisce con l’unico successo che arriva all’ultima giornata, quando la frittata è ormai fatta, contro il Perugia (4-0) davanti ad un pubblico che la stampa definisce “di pochi intimi”. Priva di Brizi, sostituito da Pellegrini, con il debutto di Della Martira, e De Sisti, rimpiazzato da Caso con lo spostamento di Antognoni in mezzo al campo, la Fiorentina dà spettacolo e conclude il primo tempo in vantaggio di tre gol (Caso, Saltutti e Desolati), Antognoni segna nella ripresa, dopo aver superato due avversari e anticipato l’uscita del portiere avversario. La Fiorentina si piazza al terzo posto nel girone, dietro Palermo (qualificato) e Bari. Gli elogi sono tutti per Antognoni e Merlo, ma Radice è categorico: “De Sisti non si tocca, con lui in campo le cose sarebbero andate addirittura meglio”. Picchio si limita a sottolineare che l’unico vero limite della squadra è l’inesperienza, mentre la società fa capire di essere pronta ad intervenire sul mercato di novembre. E intanto una cena, organizzata dal capotifoso Mario Fantechi con la presenza di Radice e di una rappresentanza di calciatori, suggella la pace tra Ugolini e il consigliere Sabatini dopo una polemica provocata dalle dichiarazioni alla stampa di quest’ultimo. La Fiorentina riceve anche la comunicazione di aver vinto, dopo quella del campionato 1972-73, anche la Coppa Disciplina del torneo anglo-italiano disputato nella stagione precedente.

La gara di ritorno in Romania si svolge in un ambiente reso infuocato dal pubblico di casa oltreché dalla temperatura. I cancelli dello stadio vengono aperti alle 7 di mattina, otto ore prima dell’inizio del match che vede la presenza di circa 35 mila spettatori. Il campo presenta qualche buca. Radice torna alla formazione su cui lavora da tempo, con Antognoni ala tattica, Merlo e De Sisti mezzali; Beatrice mediano con Della Martira e Galdiolo marcatori, Roggi terzino sinistro e Guerini in panchina. In attacco Desolati viene preferito a Speggiorin.

La Fiorentina viene rapinata dall’arbitro jugoslavo Marjan Raus, in odore di sospensione da parte della propria federazione. La partita, spigolosa e mal condotta dall’arbitro, sembra destinata ai tempi supplementari, ma i viola vengono eliminati in virtù di un gol segnato all’89’ da Oblemenco che, fallosamente, impedisce a Galdiolo di intervenire sul pallone, se lo aggiusta con la mano e segna. È una rete clamorosamente irregolare, segnata da ben tre falli in area di rigore, a partire dall’affossamento di Superchi. La Fiorentina aveva tenuto bene il campo e giocato una partita difensivamente perfetta. Purtroppo, a centrocampo, la squadra era vissuta solo sugli spunti di Antognoni non sfruttati dagli attaccanti che sbagliarono troppe occasioni.

Il campionato inizia tardi, il 7 ottobre, con l’importante introduzione del quattordicesimo uomo in panchina, ma tra il 13° e il 14° solo uno potrà entrare in campo. Ad inizio campionato Radice propone il seguente schieramento base: Superchi in porta; due marcatori sulle punte avversarie (Galdiolo e Della Martira), Roggi terzino di movimento, Brizi al centro della difesa, libero di chiusura e costruzione; Beatrice, Merlo e De Sisti a centrocampo, con Antognoni uomo in più dietro le due punte Desolati e Speggiorin e con Saltutti utilizzato come subentrante.

Agosto 1974 Fiorentina in ritiro. Antognoni, Guerini, Caso

L’esordio casalingo con il Verona è archiviato dopo sette minuti grazie ai gol di Desolati e Speggiorin ed arriva la tanto attesa vittoria scacciacrisi – il gol del Verona, di Luppi, è segnato solo all’89’. Merlo è per tutti il migliore in campo, ma per Radice è l’esordiente, in A, Della Martira in una partita che ha visto anche l’esordio nella massima divisione di Renato Zaccarelli. De Sisti sembra convinto di giocare da centromediano metodista e da allenatore in campo.

La squadra prepara la trasferta di Genova in ritiro a Santa Margherita Ligure. Il Genoa schiera i due grandi ex delle milanesi, Rosato e Corso. È ancora Speggiorin, intervenendo sul pallone calciato da Antognoni su punizione e respinto dalla traversa al 27’ della ripresa, a segnare il gol che vale la vittoria a Marassi, in una partita che vede una netta superiorità dei viola. Il dibattito della critica ruota sul perché Antognoni venga “marginalizzato” all’ala destra, anziché schierato nel suo ruolo naturale di mezzala. Radice risponde che il 7 sulla maglia non conta niente e che il giocatore è libero di inserirsi in tutte le zone del campo e che, anzi, è stato proprio il dominio del centrocampo la chiave della vittoria sul Genoa.

La Fiorentina è prima in classifica, a pari merito con la Lazio, quando arriva la sosta internazionale. Radice frena gli entusiasmi spiegando che è prematuro porre obiettivi, la squadra dovrà cercare di rimanere agganciata al gruppo dei primi. Il 20 ottobre, all’Olimpico, l’Italia batte la Svizzera (2-0) e stacca il pass per la Coppa del Mondo 1974 in Germania. Il giorno dopo Antognoni fa il suo esordio, sempre contro gli elvetici, nell’Under 23 propiziando, con un’azione personale ubriacante, il gol del vantaggio iniziale, realizzato da Cuccureddu.

L’incontro casalingo con il Foggia è l’occasione per andare da soli in testa al campionato. De Sisti, prima della gara, parla delle critiche ricevute, critiche che gli hanno dato fastidio, perché non si ritiene un calciatore pronto per la pensione. La domenica, arriva, inaspettato, il passo falso. I pugliesi segnano subito, con Villa al 3’. I viola perdono lucidità con il passare dei minuti e reagiscono con un assalto continuo, ma estremamente confuso e non riescono a pareggiare. De Sisti, difeso da Radice nonostante la brutta prestazione, esce infortunato per uno stiramento al “terzo inferiore della coscia sinistra”. L’amichevole di Carrara, vinta 2-1, aumenta le perplessità sviluppate attorno alla Fiorentina e irrita Radice: le critiche ricevute sono troppe, le amichevoli servono solamente a ripassare gli schemi. All’Olimpico, contro la Lazio, c’è un solo cambiamento obbligato, fuori De Sisti e dentro Caso, con la maglia n. 10 ad Antognoni. È una partita di grande intensità, che finisce a reti bianche. I viola sono fortemente penalizzati dall’arbitraggio di Gonella che regala un penalty ai laziali, parato da Superchi a Chinaglia, e ne nega due ai gigliati, per falli su Speggiorin e Antognoni. La Fiorentina avrebbe meritato di vincere, ma un fendente di Desolati si ferma sulla traversa. Mercoledì 14 novembre l’Italia di Valcareggi, con gol di Capello, rompe finalmente il tabù Wembley, vincendo per la prima volta in casa dell’Inghilterra.

I movimenti del mercato di novembre, tranne Botti al Brescia e Mattolini al Perugia, riguardano spostamenti di giocatori già ceduti in prestito nell’estate – Filippazzo passa dal Viareggio al Trapani, Colombi dall’Anconitana alla Sangiovannese, Pellicanò dalla Fermana alla Reggina, Bertugelli dal Viareggio al Camaiore, Poli dal Monza al Montevarchi.

Una distorsione alla caviglia procuratasi in allenamento mette fuori causa Antognoni, sostituito da Guerini, dalla partita contro il Napoli al Comunale. Nel Napoli degli ex è assente Esposito, mentre giocano Orlandini, Braglia e Clerici che acciuffa il pareggio all’89’. La capolista ha inseguito per tutta la gara il gol segnato da Roggi al 2’, i viola sbagliano le occasioni per il raddoppio, ma, con il passare del tempo subiscono la pressione dei partenopei sostenuti da ventimila tifosi che producono seri incidenti, fuori e dentro lo stadio. Della Martira deve uscire al 28’ del secondo tempo per una distorsione al ginocchio destro. L’esito della gara apre una riflessione sulla mancanza di esperienza mostrata dall’undici viola ed il problema del gol con Speggiorin, “il nuovo Riva”, che finisce sul banco degli imputati.

I viola passano a Torino, contro i granata, grazie ad un gol di Merlo con deviazione finale di Mozzini. È proprio Merlo che trascina la squadra, con Pellegrini che prende il posto di Della Martira e Guerini di Antognoni, alla vittoria. Al 60’ Guerini, infortunato, deve lasciare il campo sostituito da Parlanti. In questo scorcio di campionato la Fiorentina impressiona per la tenuta atletica. Dopo sei partite il Napoli guida la classifica con 9 punti, seguito ad una lunghezza da Fiorentina, Inter e Juve. Radice è contento della sua squadra e dei suoi calciatori, tesse gli elogi per Merlo, “un fenomeno”, e Roggi, “sostituirà Facchetti in Nazionale”. De Sisti attende il momento del rientro in campo, che avverrà solo quando sarà al cento per cento della condizione e ribadisce che non è da pensione.

Dal 2 dicembre entrano in vigore le limitazioni alla circolazione dei veicoli per gli effetti delle politiche di austerity conseguenti alla crisi petrolifera. Allo stadio si va a piedi oppure in autobus.

Nella notte tra il 30 novembre e il 1° dicembre una fitta nevicata investe Firenze e mette in forse la gara di campionato, ma alla fine si gioca. La prima domenica d’austerity, la gara contro il Bologna vede il rientro di Antognoni, ed è avvincente: succede tutto in cinque minuti, dal 60’ quando i viola passano in vantaggio con un’autorete di Roversi, a cinque minuti quando Bob Vieri segna il pareggio felsineo. Il pubblico è andato allo stadio a piedi o in autobus.

Domenica di Austerity. Anche a Roma si va allo stadio in bicicletta

Segue un altro pareggio, sempre per 1-1, a San Siro con il Milan, con Saltutti preferito a Desolati che pareggia il vantaggio di Chiarugi ed ancora senza De Sisti. È un pareggio bugiardo con i viola dominatori dei rossoneri, frodati dall’arbitraggio di Angonese che espelle Beatrice e nega un rigore clamoroso per fallo su Speggiorin il quale, da parte sua, spreca la migliore delle occasioni.

La Fiorentina è in grande crescita e lo conferma alla 9a giornata, quando l’Inter viene battuta a Firenze, con Guerini mediano che segna su punizione nel finale del primo tempo. Il capolavoro lo compie Superchi che, dopo diciannove rigori realizzati, interrompe la serie di Boninsegna parandogli il penalty al 60’. I viola tengono duro e conservano l’importante successo, nonostante le assenze di Beatrice, squalificato, e dei lungo degenti De Sisti e Della Martira: in classifica Juve, Napoli e Lazio 13 punti, Fiorentina 12.

Dal 1973-74 viene giocato, al posto del campionato Riserve, un campionato Under 23 – a cui parteciparono, divise in gironi, 96 squadre di serie A, B e C –  e mercoledì 19 dicembre De Sisti gioca con l’U23 viola contro i corrispettivi dell’Arezzo, segnando, su rigore, il gol del successo (2-1). Il collaudo è stato positivo. L’entusiasmo attorno alla squadra cresce e anche Nello Baglini, che si era allontanato dal calcio, vuole conoscere Radice e lo fa andandoci a mangiare insieme con il vicepresidente Melloni alla fattoria di Fornello. Nello promette che tornerà allo stadio.

Intanto Picchio non rientra nemmeno all’Olimpico contro la Roma, un match in cui ai viola manca la convinzione di portare via l’intera posta in palio, adattandosi al tran tran imposto da Liedholm che sfocia in un logico 0-0. Radice chiarisce due cose: la Fiorentina non è in lotta per lo scudetto e l’esclusione di De Sisti è dovuta solamente al fatto che non ha ancora ritrovato la migliore condizione fisica. Dopo sette partite senza sconfitte i viola cadono a Vicenza, ancora fatale alla Fiorentina. I gigliati, privi dello squalificato Roggi, iniziano alla grande, dominando il primo tempo in cui passano in vantaggio al 23’ con un rigore trasformato da Merlo, si vedono annullati due gol e sprecano diverse occasioni. Vitali pareggia su rigore al 47’ e in un secondo tempo nervoso i biancorossi passano all’89’ con Bernardis che segna il 2-1 e sciupa, è il 30 dicembre, la fine del 1973. Radice negli spogliatoi è scosso: in questa partita “non mi sarei accontentato del pareggio”!

Comincia il 1974 con la stampa che invoca l’utilizzo di De Sisti e Radice che l’accusa di creare un caso che non c’è. Picchio resta in tribuna anche per Befana, quando la Fiorentina ospita il Cagliari. Il primo tempo, condotto dai viola ad un ritmo infernale, finisce 4-0 (Saltutti, Caso, Speggiorin e Merlo su rigore), Riva nel finale della gara mette a segno il gol della bandiera dopo che Antognoni ha sbagliato un penalty. A Cesena rientra De Sisti, al posto di Antognoni, i gigliati pareggiano un bell’incontro senza reti e con lo stesso schieramento schiantano la Juventus nel turno successivo con un rigore di Merlo ed un gran gol di Caso (2-0). Il gran momento prosegue a Marassi, con la vittoria sulla Sampdoria con le reti di Caso e Saltutti, nonostante le cattive condizioni fisiche di diversi calciatori. La Fiorentina gioca sul velluto e il risultato finale (2-1) è dovuto solo al rigore realizzato da Improta all’89’. Alla fine del girone d’andata la Fiorentina è seconda in classifica a tre lunghezze dalla Lazio capolista, ma Radice parla chiaro: saremo protagonisti nel prossimo campionato, quando sarà maturata questa nidiata di incredibili talenti che già riempiono le colonne dei giornali sportivi. Per gran parte della critica nazionale la Fiorentina è già in grado di competere per il tricolore e Maestrelli la indica come l’avversaria più pericolosa nella corsa al titolo della Lazio.

Claudio Merlo

Radice aveva plasmato una squadra di giovani leoni, l’infortunio del capitano aveva portato ad accantonare De Sisti affidando a Merlo i compiti di regia. L’allenatore proponeva un gioco collettivo, con il movimento continuo di tutti per tutti. Era l’uomo giusto al posto giusto, l’allenatore giovane per una squadra di giovani aiutata dall’esperienza di qualche campione d’Italia.

La Fiorentina, dopo la Lazio di Maestrelli avviata a vincere lo scudetto, veniva ammirata per il pressing e la manovra a tutto campo. La squadra proponeva un gioco collettivo, con un mediano intercettatore e di ripartenza che giocava a zona – Guerini, anche se Radice sosteneva che avrebbe potuto farlo De Sisti da lui ritenuto non più adatto a compiti di regia, assolti in modo più dinamico da Merlo che operava principalmente fra le due trequarti. Caso interpretava il ruolo di ala destra entrando in mezzo al campo e Antognoni giostrava da centrocampista offensivo libero di esprimersi, con due attaccanti – fra Speggiorin, Desolati, Saltutti – che costruivano una girandola offensiva, “girando” ed entrando nell’area avversaria.

Radice aveva dato anche un’identità e uno stile al gruppo che si presentava indossando le divise ufficiali, con giacca, cravatta e, immancabilmente una penna Aurora.

Il girone di ritorno comincia con due pareggi, con Speggiorin, Saltutti, Merlo e Guerini in non buone condizioni. Al Bentegodi, in un campo ridotto ad una palude con Antognoni al posto di Merlo, i gialloblu vanno in vantaggio con un calcio di rigore cristallino e Caso segna il pareggio viola nel secondo tempo. Radice giudica il punto di Verona un punto guadagnato. La settimana che precede la gara in casa col Genoa ha un solo punto interrogativo: chi uscirà per far rientrare Merlo, Antognoni o De Sisti? È De Sisti ad andare in tribuna. La partita è aspra e difficile, i viola non riescono a sbloccarla e finisce 0-0. In settimana sulla stampa viene data come certa la notizia che Picchio raggiungerà Liedholm alla Roma. Ugolini smentisce ed elogia De Sisti. Arriva la seconda sconfitta subita per mano del Foggia, questa volta (2-1) in Puglia. Nel ritiro, quando Radice comunica a Picchio che non giocherà dall’inizio, c’è un duro scontro tra De Sisti e il tecnico. È diventato, tra i due, un rapporto difficile e burrascoso, che tornerà sereno e cordiale soltanto nella fase finale della stagione. I padroni di casa iniziano la gara ad un ritmo folle e risolvono la partita in pochi minuti, attorno alla mezzora: una spettacolare mezza girata di Villa al 27’ seguita dal raddoppio di Valente liberissimo davanti a Superchi al 33’; Saltutti al 42’ dimezza il vantaggio, ma i gigliati non sono incisivi e perdono meritatamente.

1973-74 De Sisti Roggi e Radice premiati in un negozio di elettrodomestici

Il 24 febbraio la Fiorentina sconfigge la Polonia (1-0) con gol di De Sisti, su rigore, in una gara senza Antognoni, Roggi, Speggiorin e Merlo (come fuori quota), convocati nell’U23.

Il 25 febbraio la Fiorentina, allenata da Cervato, conquista il suo terzo torneo di Viareggio sconfiggendo in finale la Lazio. I viola riacciuffano la partita in extremis, all’88’, con Rosi che segna il pareggio e la vincono ai supplementari con un gol di Desolati al 117’.

Il 27 febbraio l’Under 23 viene contestata per la sconfitta subita a Taranto dalla Germania Est nei quarti di finale degli Europei. La squadra, allenata da Bearzot, è stata surclassata ben oltre il risultato (0-1). Radice prepara il big match con la Lazio a Firenze che ha cinque punti di vantaggio sui gigliati. Radice definisce “un passatempo settimanale” dei giornali l’alternativa tra Antognoni e De Sisti, spiegando che con Picchio possiamo fare un gioco più ordinato e con Antognoni un gioco più spregiudicato. Quello che il tecnico fa fatica ad accettare è che si faccia un “gran can can” se un giocatore sta fuori due giornate, chiunque esso sia. Alla fine gioca De Sisti, ma i sessantamila spettatori vedono una brutta partita, nonostante le ottime condizioni del clima e del terreno di gioco. La gara è segnata da una pessima interpretazione ducesca di Lo Bello, nuovamente contestato dal pubblico fiorentino, che mette in mostra tutti i suoi peggiori atteggiamenti. La Fiorentina passa in vantaggio al 41’ del primo tempo a seguito di un calcio a due in area contestato dai laziali: Merlo serve Desolati che batte il portiere Pulici. Al 18’ della ripresa l’arbitro assegna un calcio di rigore per un casuale e involontario fallo di mano di Beatrice che Chinaglia trasforma. La gara finisce 1-1 con l’espulsione nel finale del terzino biancoceleste Martini. I viola terminano la gara con quattro giocatori malconci: Caso, Roggi, per un dolore inguinale che ne aveva già messo a rischio la presenza, Merlo e Desolati. A Napoli la Fiorentina mostra segni di stanchezza, pagando le assenze di Roggi e Merlo, oltre a quella perdurante di Della Martira e di Beatrice squalificato. I viola prendono due gol su cui si fanno trovare impreparati (Braglia al 10’ e Clerici al 16’); neppure il rigore conquistato da Antognoni e trasformato da De Sisti al 71’ li rimette in partita contro l’undici ben allenato da Vinicio (2-1).

Gli infortuni e le squalifiche creano difficoltà, ma non rompono la serenità con cui la squadra prepara i propri impegni. Giovedì 14 marzo, in un’amichevole contro l’Oester che rimanda alle grosse emozioni della Coppa dei Campioni 1969-70, l’allenatore prova la squadra che affronterà i granata, con l’indisponibilità di Galdiolo e Pellegrini per squalifica e Merlo per infortunio. I viola vincono con un gol di Rosi, ma subiscono il grave infortunio di Speggiorin, ingessato per una distorsione alla caviglia destra. Radice è sicuro della volontà di reazione della squadra ed ha perfettamente ragione perché le successive cinque gare sono caratterizzate da ottime prestazioni. La prima è una netta vittoria al Comunale contro il Torino (3-1), con una squadra in assoluta emergenza: assenti anche Caso e Superchi, sostituito da Favaro. I viola cercano fortemente la vittoria e la trovano nella prima mezzora, con il gol di Saltutti e la doppietta di Desolati; l’autorete del rientrante Della Martira fissa definitivamente il risultato. La domenica successiva i gigliati ottengono un buon pareggio a Bologna (1-1), in una partita nervosa. I rossoblu passano in vantaggio con un rigore concesso per un fallo di mano di Antognoni, che ai più non era parso volontario, trasformato da Savoldi. La Fiorentina risponde subito con Della Martira servito ottimamente da Picchio su punizione. La Fiorentina è accompagnata da circa seimila tifosi, con due treni speciali, dal costo di 900 lire, e 30 pullman organizzati.

Nello Saltutti

Il 27 marzo il Consiglio direttivo decide la conferma di Radice per il prossimo campionato, anche se il contratto potrà essere formalizzato solo alla fine del campionato, e approva un piano di rafforzamento della squadra. La Fiorentina polverizza un Milan in grossa crisi, ben al di là del risultato (3-2). Saltutti e Roggi segnano nel finale del primo tempo, con l’intermezzo del momentaneo pareggio di Biasiolo. All’inizio della ripresa i viola hanno l’occasione per chiudere il match, per ben due volte, dal dischetto, ma in entrambi i casi Picchio si fa neutralizzare i tiri da Pizzaballa. Al 31’ Antognoni segna su una punizione toccata da De Sisti. Un minuto dopo Benetti accorcia nuovamente le distanze. La Fiorentina appare tra le squadre che sta meglio e la critica, che ne aveva già decretato la crisi, pensa addirittura di vederla finire al secondo posto. L’allenatore getta acqua sul fuoco, ma garantisce che la squadra farà di tutto per ottenere il miglior piazzamento possibile. La domenica dopo i viola sono protagonisti di un’incredibile partita a San Siro. Nel primo tempo dominano l’Inter, falliscono con il rientrante Merlo un calcio di rigore, parato da Vieri, al 1° e finiscono i primi 45’ in svantaggio per un gol di Boninsegna, che in settimana era stato graziato dal giudice sportivo. Il pareggio arriva al 46’ con Saltutti splendidamente servito da De Sisti e Superchi, all’80’, para nuovamente un rigore a Boninsegna, salvando il risultato (1-1). Alla fine è stato Guerini a fare posto al rientrante Merlo. Radice è soddisfatto del risultato e ammette di aver già trovato l’accordo con Ugolini per continuare alla guida della Fiorentina. In settimana Gigi, dopo tre errori consecutivi, allena tutti sui rigori ed il migliore risulta Desolati; i giornali parlano di cinque possibili azzurri fra i viola in vista del Mondiale e di un’asta per l’acquisto di De Sisti nel prossimo calciomercato. Contro la Roma di Liedholm, a Firenze, i viola giocano una delle loro peggiori partite e vincono difendendo il gol segnato da Desolati al 16’: un gran gol con stop di petto e tiro di controbalzo. Radice è onesto: “è la prima volta che ci capita di vincere non giocando bene”. Dopo aver conquistato otto punti in cinque partite, la Fiorentina è terza, a pari merito con il Napoli, a sei punti dalla Lazio e a due dalla Juventus, con 31 punti.

Il primo colpo di mercato è il riscatto di Guerini dal Brescia, mentre Antognoni, Roggi, Caso, Desolati e Della Martira giocano il 17 aprile a Magdeburgo nell’U23 contro la Germania Est perdendo 2-1 e venendo eliminati dai campionati europei. Caso e Desolati tornano infortunati, mentre Beatrice, “l’indiano”, viene squalificato.

Bruno Beatrice

Il crollo avviene nelle ultime cinque giornate, dove i viola conquistano solo due punti, e in ben tre partite non segnano: col Vicenza, contro sette ex in campo (Sulfaro, Longoni, Ferrante, Berni, Perego, Sormani, Vitali) segna Damiani al 76’, favorito da un corto passaggio indietro di Parlanti che al 28’ aveva sostituito Galdiolo uscito per infortunio, sei minuti dopo che il palo aveva respinto una conclusione di Desolati. Il tecnico non si spiega l’ansia e il nervosismo che hanno avvolto, come in una nube, la squadra che ha sentito troppo questa partita, comunque è convinto che il piazzamento UEFA non potrà sfuggire. In settimana alla squalifica di Merlo si unisce un nuovo infortunio di Speggiorin. A Cagliari i viola, con Parlanti e Guerini al posto di Galdiolo e Merlo, perdono immeritatamente, per un gol subito all’81’: calcio d’angolo di Brugnera, tocco di testa di Riva e palla a Piras, esordiente, che la scaraventa in rete.  Il 29 aprile esce la lista dei 40 da cui devono uscire i 22 per la Coppa del Mondo e ci sono tre viola: De Sisti, Merlo e Superchi.

Il 1° maggio la Fiorentina prepara a Treviso (1-2 con gol di Guerini e Rosi) l’incontro casalingo contro il Cesena, mentre esce la prima bomba di mercato, uno scambio con il Bologna: De Sisti e Speggiorin ai felsinei e Savoldi in viola.

La Fiorentina, con Guerini, autore di una brutta prova, che sostituisce Antognoni, pareggia contro un Cesena chiuso a riccio. I viola sbagliano una facile occasione con Desolati, colpiscono una traversa con un colpo di testa di Roggi e si vedono negare un rigore per fallo di Ammoniaci su Saltutti, ma, progressivamente, si spengono svuotati dal nervosismo. Nervosismo che mostra anche Radice nel dopo partita, quando sostiene che la crisi è solo di risultati. Il campo dice che esiste un grosso problema offensivo, non avendo segnato per tre gare consecutive.

La qualificazione UEFA viene gettata alle ortiche negli ultimi 180’. Una Fiorentina sfiduciata viene battuta dalla Juventus con tripletta di Anastasi nel giorno dello scudetto della Lazio e, proprio a Torino, dell’ultima direzione arbitrale in serie A di Concetto Lo Bello. Radice incassa la sconfitta, pensa alla prossima partita “dobbiamo battere assolutamente la Sampdoria” e dichiara che, comunque, lui resterà sicuramente alla Fiorentina. Martedì 14 maggio Ugolini convoca una riunione fiume con altri consiglieri, Radice e Mazzoni, mentre De Sisti dichiara la sua volontà di andare a Roma e non a Bologna, così da poter seguire meglio i propri affari.

All’ultima giornata di campionato, contro la Sampdoria al Comunale, la Fiorentina passa in vantaggio dopo dieci minuti con Desolati, viene ripresa al 25’ dal gol di Mircoli, perde Merlo per infortunio alla mezzora e va al riposo con il pareggio. Al 47’ l’arbitro annulla un gol di De Sisti per fuorigioco di posizione di Desolati e al 60’ è lo stesso Desolati a portarsi sul dischetto e a calciare sul portiere Cacciatori sbagliando l’ennesimo rigore della stagione. L’errore disunisce i viola e il pareggio li condanna al sesto posto perdendo, superati dal Torino per un punto, la qualificazione alla Coppa UEFA. Radice dà la colpa alla sfortuna, spiegando che “non si può giudicare un’intera stagione per un mese andato male”. Conferma che ha già l’accordo con il presidente Ugolini e che i giocatori verranno valutati uno per uno in vista della prossima stagione.

Ugolino Ugolini

Con il senno di poi alcuni commentatori sostengono che, visto l’andamento del campionato, in estate, per fare cassa, avrebbe dovuto essere ceduto De Sisti e non Clerici…

Il diverso andamento (20 punti nel girone d’andata e soltanto 13 in quello di ritorno) è sicuramente un frutto della gioventù della squadra, ma è anche un prodotto degli attacchi della dirigenza al tecnico. La società, nonostante il gioco espresso e i calciatori messi in mostra, con Roggi, Antognoni, Caso e Guerini pronti all’esordio in Nazionale, non apprezzava la gestione disinibita di Radice che aveva abolito i ritiri. Il tecnico non rinunciava ad avere una propria vita ed a consentirla ai calciatori, trattati da uomini e non da bambocci. Ugolini disapprovava la libertà data dal tecnico ai giovani ed aveva vissuto quasi come un insulto il sostegno di Radice allo sciopero dei calciatori attuato il 14 aprile che ritardò di dieci minuti l’inizio delle partite e la sua presa di posizione a favore del divorzio nel referendum del 12 maggio.

Il giorno dopo la fine del campionato, il 20 maggio, esce la lista dei 22 convocati per la Coppa del Mondo dove non vi è nessun calciatore della Fiorentina. Mercoledì 22 maggio la Fiorentina affronta lo Zaire che sta preparando la prima storica partecipazione al Mondiale. I Leopardi, allenati da Vidinic ex portiere della nazionale jugoslava, vanno in vantaggio al 58’ con N’Daje, ma vengono superati da una doppietta di Speggiorin. In tribuna Ugolini parla di Savoldi, spiegando che piace a Radice, ma che non è stato chiesto al Bologna, vincitore della Coppa Italia, con cui si è parlato solo di Speggiorin. Intanto vengono acquistati Tormen dal Belluno, Manunza dal Ragusa, Pagliari dalla Maceratese, Zamprogno dal Montebelluna.

Il 28 maggio arriva il colpo a sorpresa. Il presidente annuncia l’assunzione di Nereo Rocco – uno dei migliori allenatori italiani ma ormai a fine carriera, come responsabile tecnico generale, un lavoro che il “paron” non aveva mai fatto – a cui Radice, che in mattinata aveva diretto l’allenamento in vista della gara con l’Argentina, sarebbe stato subordinato. Era una provocazione, una condizione inaccettabile per Radice che risponde schiettamente: “con tutto il rispetto che ho per Rocco, che è stato mio allenatore, non posso accettare di avere una balia”. Gigi lascia la Fiorentina.

Nereo Rocco con Mario Mazzoni

La squadra, affidata a Mario Mazzoni, conclude la stagione battendo il 29 maggio l’Argentina (2-0) con gol di Speggiorin e Desolati e il 4 giugno, con lo stesso punteggio, l’Uruguay con reti di Roggi e Antognoni. C’era ancora una coda alla stagione ed era rappresentata dal campionato Under 23. La finale vedeva di fronte Lazio e Fiorentina e, dopo una vittoria laziale per 1-0, il 16 giugno, ed un successo gigliato 2-1, il 21 giugno si rese necessaria la “bella” che venne disputata a Terni il 25 giugno: vinse (4-0) la Lazio, allenata da Lovati, contro i viola guidati da Cervato in cui giocavano Restelli, Pellegrini, Roggi, Guerini, Saltutti, Antognoni, Desolati.

Il dato conclusivo della stagione era che la Fiorentina, ancora una volta, ricominciava da capo, sottovalutando l’importanza della continuità della guida tecnica per realizzare risultati sportivi di prim’ordine.  In due anni aveva mandato via Liedholm, che vincerà uno scudetto con il Milan nel 1978-79 ed un altro con la Roma nel 1982-83, e Radice che lo vinse due anni dopo, 1975-76, con il Torino…

Massimo Cervelli

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