Non ci è rimasto che attendere che il sipario cali su questa stagione, su questa annata disgraziatamente priva di emozioni e soddisfazioni, e sperare che nelle prossime settimane qualcosa prenda il verso giusto. Se il campo ha ormai poco o nulla da dire – la salvezza non è matematica ma è cosa praticamente fatta –, adesso si gioca una partita importante per quel che riguarda il prossimo anno. E quelli a venire.

Si sale nella stanza dei bottoni dove la società, nella persona di Paratici, dovrà compiere scelte che diranno tanto, tantissimo: ci diranno se c’è voglia di sognare o se invece continueremo a galleggiare nella solita mediocrità. E tutto, o comunque molto, passerà dalla scelta dell’allenatore. È sotto gli occhi di tutti il lavoro che l’attuale mister ha svolto da quando arrivato alla Fiorentina, prendendo in mano una squadra ultima in classifica, piena di guai, allo sbando mentalmente e fisicamente, portandola pian piano alla salvezza. E di questo dobbiamo ringraziarlo, sia chiaro. Ma non basta per la riconferma, a parere di chi scrive. Perché in mezzo a diverse cose buone Vanoli ha mostrato anche cose meno buone: dagli approcci sbagliati ai cambi tutt’altro che convincenti, dall’eliminazione in Conference alla noia mortale in campo. Per questo è auspicabile che la società prenda un’altra strada. Più ambiziosa, più solida. E questi due aggettivi – ambiziosa e solida – non possono in alcun modo portare a delle scommesse. Non siamo al casinò. Firenze e i fiorentini adesso hanno bisogno di certezze, non di allenatori emergenti; vogliono allenatori che siano un valore aggiunto (da tutti i punti di vista) e non tecnici che, seppur di belle speranze, non hanno un curriculum adatto a sedere sulla panchina di una squadra importante come dovrebbe essere la Fiorentina. Il tempo è adesso, dopo diversi anni in cui si è scelto la strada delle scommesse ora serve il piatto forte.
Ovviamente il futuro non passa soltanto dalla scelta dell’allenatore. La rosa attuale necessita di un forte restyling: dovranno esser prese delle decisioni importanti – Kean resta? Crediamo ancora in Gud? De Gea è motivato a restare?, solo per fare degli esempi –, e in base a queste fare un mercato all’altezza della piazza e delle sue ambizioni. Perché dopo un anno come quello appena passato, tra l’altro alle porte del Centenario, occorre una risposta forte, chiara, inequivocabile da parte della proprietà. Non basta l’investimento sullo stadio, che resta una gran cosa, adesso servono idee e lungimiranza, coraggio e voglia di far tornare la Fiorentina dove dovrebbe stare: ovvero in Europa, nell’Europa vera, quella che conta un po’ più della Conference League. E dovrebbe tornare a giocare al calcio, a far divertire i tifosi, a entusiasmare anziché farci cadere nel torpore di partite che non sembrano finire mai. Ci aspettano settimane decisive, che ci diranno tanto, che ci diranno se questa società avrà la forza di farci battere il cuore.
Giacomo Cialdi – Direttore Alé Fiorentina
(foto in copertina di La Nazione)



