Chi vuol essere lieto sia…

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CHI VUOL ESSERE LIETO SIA, DEL DOMAN NON C’E’ CERTEZZA…

 

La stagione della Fiorentina si avvia alla conclusione, nel grigiore e nella pochezza che l’hanno contraddistinta sin dall’inizio.

Dopo la partita interna con il Sassuolo c’è chi ha visto nei gradoni montati della Curva Fiesole l’unico sussulto di emozione, in una gara dove la noia e la disarmante inconsistenza hanno ancora prevalso, lasciando i quasi 20.000 tifosi presenti abbacinati da una temperatura quasi estiva e da una luce abbagliante che, sinceramente, non sembrava richiedere l’accensione dell’impianto di illuminazione di tutto lo stadio a tutta randa: forse la sera prima si erano scordati di spengere l’interruttore…

La Fiorentina è ormai salva, la serie B non è più uno spettro incombente e solo la certezza matematica manca a suggellare quello che molti ritengono un “miracolo sportivo” di Vanoli e che invece ritengo sia una doverosa e dovuta posizione in classifica, che la Fiorentina aveva l’obbligo di raggiungere a prescindere. Certo 6 punti dopo 15 g4iornate hanno gettato nel panico anche i più ottimisti tra i tifosi e l’arrivo di Vanoli, già al timone da 5 giornate nelle quali aveva racimolato 2 soli punti, non sembrava aver prodotto alcun risultato.

Vanoli ha svolto bene il compito per il quale era stato ingaggiato, lentamente, senza entusiasmare nella costruzione di un gioco, senza particolari innovazioni tecniche ad esclusione dell’invenzione – riuscita – di portare Parisi alto sulla fascia, macinando punti e alternando prestazioni pessime a scatti di orgoglio sia in Campionato che in Conference.

Oggi siamo al 15° posto, fuori dalla Conference agli ottavi di finale e fuori dalla Coppa Italia al primo turno giocato. Non credo che il raggiungimento della salvezza meriti una festa, né credo che la stagione, peraltro nell’anno del Centenario della Fiorentina, possa ragionevolmente meritare alcun plauso o giustificazione: la squadra è stata mal costruita, male impostata da Pioli sin dall’inizio, mal gestita, ed i giocatori che tanti avevano giudicato di buon livello (me compreso) hanno dimostrato la loro mediocrità e l’assoluta mancanza di carattere.

Alcuni, sui quali erano riposte le speranze dei tifosi, hanno clamorosamente fallito, nessuno è meritevole della sufficienza. Tutti modesti o comunque poco influenti: l’esempio classico è Dodò, buon giocatore sulla fascia, in grado con i suoi strappi di garantire velocità, uno dei pochi che sanno affrontare l’uno contro uno, ma poi vai a vedere quello che ha portato alla squadra e ti accorgi che ha segnato un solo gol – bellissimo, contro la Cremonese – e solo 2 assist (Cagliari e Udinese) oltre ad un altro assist in Conference con la Dynamo Kiev, tutti peraltro al Franchi.

Questo per dire che nessuno è esente da colpe, anche i giocatori che apparentemente risultano migliori, perché nessuno di loro, né Fagioli né Gudmunsson, né De Gea né Kean, hanno garantito una svolta nel gioco e nei risultati. Insomma non c’è niente e nessuno da festeggiare.

Se poi inseriamo il mediocrissimo risultato sportivo in un quadro più generale, lo sconforto ci assale: vogliamo parlare dello Staff Medico? Ci avevano detto che le attrezzature del Viola Park, all’avanguardia in Europa, avrebbero accorciato i tempi di recupero degli infortunati e migliorato le prestazioni atletiche di chiunque. Molti passeggiano in campo e c’è chi per una botta alla tibia è assente da oltre un mese (Kean), chi come Parisi è sparito da ogni convocazione senza sapere perché, chi invece l’abbiamo visto per soli 46 minuti (Tariq Lamptey) e da allora – era il 20 settembre – nulla è dato sapere.

Vogliamo parlare dello stadio Franchi? La Fiorentina ha annunciato che concederà i 55 milioni mancanti per completare il secondo lotto dei lavori di riqualificazione dello stadio, facendo tirare un grosso sospiro di sollievo alla Sindaca Sara Funaro ed anche al precedente Sindaco Nario Nardella, che inopinatamente aveva iniziato i lavori senza la copertura economica necessaria (complimenti a Nardella!).

Con questo atto di “generosità” della famiglia Commisso risultano possibili gli obiettivi annunciati dal Comune per una chiusura dei lavori nell’estate del 2029: ma intanto i funzionari comunali dovranno fare le corse per rispettare i tempi e le procedure burocratiche per presentare il cronoprogramma all’UEFA in vista dell’accreditamento del Franchi agli Europei del 2032, per stilare e bandire il project financing del secondo lotto, per completare e quantificare tutte le opere accessorie necessarie all’utilizzo funzionale dell’impianto, dal wi-fi alle piattaforme lancia-cori in curva. Il fatto che la Fiorentina non giochi in Europa per tutto il prossimo anno (e speriamo solo per quello) aiuta nella tempistica, ma le esperienze precedenti non depongono a favore di una soluzione indolore per i tifosi che, sempre meno purtroppo, frequenteranno lo stadio Franchi in queste condizioni.

Vogliamo poi parlare del calcio italiano, per la terza volta consecutiva fuori dai mondiali e travolto dall’ennesimo scandalo degli arbitri (una guerra interna tra bande rivali)?

                                                 Gennaro Gattuso                                              Gabriele Gravina                                 Gianluca Rocchi

Ancora una volta assisteremo all’ennesima sceneggiata in stile gattopardesco del rivoluzionare tutto per non cambiare niente e il calcio italiano sprofonderà sempre più nel baratro. Del resto proprio Vanoli ha certificato l’impossibilità culturale a qualsiasi cambiamento, impedendo l’ingresso in campo al giovane Braschi in occasione della partita con il Sassuolo: la squadra era priva di un centravanti titolare e il mister l’ha fatto scaldare nell’intervallo e per almeno 20 minuti nel secondo tempo senza farlo entrare in campo. Del resto l’aveva detto: non darò spazio ai giovani. E il povero Riccardo c’è rimasto molto male.

Riccardo Braschi

Senza contare che c’è ancora qualcuno che vorrebbe essere ripescato dalla FIFA al posto dell’Iran, con una inconsueta green card che Trump e Infantino regalerebbero all’”amica” (?) Meloni: e tutti a dire che “il ripescaggio sarebbe una vergogna, non lo meritiamo” e tutta una serie di frasi ipocrite, perché nel caso avvenisse ( e mi auguro che non accada) troveremmo milioni di tifosi paraculi a fare il tifo per la peggiore Nazionale di sempre.

C’è poi l’incognita della proprietà: Joseph e Katherine resteranno al timone della Fiorentina dopo che Mediacom ha annunciato di interrompere il contributo di sponsorizzazione annuale di 25 milioni di euro? E se resteranno, consentiranno a Paratici di fare quella rivoluzione totale che prevede la vendita di quasi tutti i giocatori, l’incarico di allenatore ad un personaggio quotato per il rilancio e la messa in esercizio di una nuova Fiorentina ambiziosa e vincente?

Certo Paratici ha una responsabilità veramente da far tremare i polsi. A giugno rientreranno a Firenze 17 – dico diciassette –giocatori per fine prestito: Sohm, Beltran, Nzola, Richardson, Valentini, Amatucci, Bianco, Sottil, Moreno, Lucchesi, Barak, Infantino, Harder, Rubino, Caprini, Di Stefano e Martinelli, oltre ad almeno 4 primavera. E il DS avrà da gestire la cessione di quasi altrettanto giocatori nella rosa attuale, a partire da Kean, per non parlare dell’allenatore. Se fosse riconfermato Vanoli sarebbe ufficialmente la certificazione che lottiamo ancora una volta per la salvezza, con buona pace delle aspettative e delle ambizioni dei tifosi che, parafrasando i Cesaroni, avrebbero tutto il diritto di urlare “Che amarezza”.

La logica – un meccanismo ormai inutilizzabile per interpretare le vicende attuali – suggerirebbe di considerare Paratici l’uomo ponte di una nuova proprietà che subentrerà ad una gestione economica trasparente – il vanto dei Commisso – e ad una gestione sportiva fallimentare, la peggiore della storia della Fiorentina. Anche questo aspetto lo verificheremo a Giugno.

Insomma non ci sono certezze, come diceva il grande Lorenzo il Magnifico: l’unica certezza è che questa stagione deve finire presto, deve essere dimenticata e che non vogliamo un altro anno come questo.

Il nostro sogno è un allenatore propositivo in grado di insegnare calcio (Sarri), un mercato in uscita che consenta di accumulare un tesoretto da investire in almeno 2 difensori di fascia, due centrocampisti di costruzione, due mediani di interdizione, due ali di sfondamento che saltano l’uomo e crossano dal fondo e un centravanti da almeno 10/12 gol a stagione, una nuova proprietà ambiziosa e determinata, uno stadio accogliente e funzionale, una dirigenza competente e qualificata, uno staff medico di primo piano e autorevole, la possibilità di assistere alle partite della squadra viola divertendosi e non guardando la solita e disarmante manovra sonnolenta.

Ho paura purtroppo che dovremo rivolgerci ad Harry Potter!!!

Fabio Fallai – Viola Club Franco Nannotti

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