Tutto lo Stadio – Viola Club Orbetello Bertoni e Ferrini

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In occasione dell’uscita di luglio di Alé Fiorentina, per la rubrica “Tutto lo Stadio” abbiamo avuto il piacere di conoscere e scambiare due chiacchiere con Luca Nanni, presidente del Viola Club Orbetello Bertoni e Ferrini.

Quando è nato il vostro Viola Club e in quali circostanze?

«Lo storico Viola Club Orbetello nasce intorno agli anni ‘70 e ha un’attività intensa fino agli anni del fallimento. Dopo un periodo di pausa, abbiamo deciso di rifondare il club nel 2013. Erano diversi anni che molti di noi seguivano la squadra allo stadio, così abbiamo deciso di ricreare un Viola Club per coordinarci al meglio e cercare di coinvolgere altri “malati di viola” come noi residenti nella zona lagunare. Il Club è stato originariamente intitolato a Mario Bertoni, fondatore storico del Viola Club Orbetello degli anni ’70, successivamente affiancato dal nome di Fabio Ferrini, grandissimo tifoso e componente della dirigenza del Viola Club, che purtroppo è venuto a mancare nel 2022 e che è stato un elemento fondamentale nella rifondazione del Club. Sono presidente del Club dal 2015 e attualmente la nostra struttura prevede due vicepresidenti (Marco Covitto e Claudio Nanni), un tesoriere (Salvatore Covitto) e due consiglieri (Marco Cencini e Gabriele Lazzerini)».

Quanti soci avete al momento? C’è qualcuno, tra voi, particolarmente tifoso?

«Al momento abbiamo circa una quarantina di soci, naturalmente l’andamento dei tesseramenti subisce molto l’influenza della stagione della squadra; ci sono stati comunque anni in cui abbiamo raggiunto anche i sessanta soci. Purtroppo, nella nostra zona c’è molta presenza di “strisciati” e di tifosi romanisti, inoltre, nel giro di pochi chilometri, sono comunque presenti anche altri Viola Club come i nostri amici dell’Argentario e dell’Isola del Giglio, quindi ci dividiamo un bacino già relativamente “povero”. Attualmente abbiamo diversi abbonati allo stadio (4 in Fiesole e 2 in Parterre di Tribuna Laterale), ma comunque ogni partita c’è diversa gente che si organizza in macchinate per venire al Franchi. Alcuni di noi (me compreso) hanno la fortuna di stare a Firenze per motivi di studio o di lavoro, quindi per noi la strada è decisamente più breve, ma ci sono alcuni componenti del Club che partono da Orbetello e non saltano nemmeno una partita: vorrei fare il nome di Marco Cencini e Antonio Sordini, veramente stoici. Una citazione la merita anche Iacopo Bovicelli, non è abbonato ma, specialmente in Europa, in coppia con Marco Cencini, ha fatto moltissime trasferte».

Quando è nata la tua passione per la Fiorentina? Qual è stata la prima partita che hai visto (dal vivo)?

«Diciamo che con la passione per la Fiorentina ci sono nato, visto che anche mio babbo è un grandissimo tifoso viola (abbonato in Fiesole e vicepresidente del Viola Club). Il periodo più difficile è stato sicuramente il periodo del fallimento, quando avevo solamente dieci anni, e, per sapere i risultati della Fiorentina, dovevo guardare il televideo o aspettare la radio che comunicasse i risultati della schedina, mentre tutti i miei amici si godevano la Champions League. La prima partita vista allo stadio ero molto piccolo, se non ricordo male è stato un Fiorentina-Bari del 1997, però diciamo che i primi ricordi più nitidi sono sicuramente le partite di Champions contro il Valencia o contro il Barcelona (con rete di Bressan in rovesciata)».

Avete una sede? Vi riunite per vedere la Fiorentina? Se sì, dove?

«Purtroppo non abbiamo una vera e propria sede dove ci riuniamo per vedere le partite. Non è facile trovarla nella nostra zona e comunque, come detto in precedenza, diversi di noi molte volte vengono direttamente al Franchi per godersi la partita dal vivo».

Ci sono aneddoti che ti va di raccontarci? Cene, incontri con calciatori, trasferte “particolari”? «Sicuramente una delle trasferte più belle, almeno nella fase organizzativa, è stata quella della finale di Coppa Italia del 2014, quando abbiamo organizzato un pullman con il Viola Club Argentario e il Viola Club Isola del Giglio. Purtroppo poi la giornata è stata rovinata dai fatti ben noti. Negli ultimi anni siamo stati comunque presenti in alcune trasferte europee come Braga, Budapest, Vienna, Siviglia, Londra e alle finali di Conference, così come nei ritiri pre-stagione quando venivano fatti a Moena».

Iniziative passate particolarmente interessanti? Avete in mente qualche iniziativa per i prossimi mesi?

«Negli anni passati, molto bella fu la cena organizzata insieme agli altri Club della zona e con il supporto del Centro Coordinamento con la presenza di alcuni dirigenti viola (Mencucci e Salica), Saponara e la portiera della squadra femminile Ohrstrom. Nel corso degli anni abbiamo fatto diverse cene del Club e ne abbiamo una in programma il 27 luglio per avvicinarci al centenario. Diciamo che sarebbe bello se la Fiorentina riallacciasse i rapporti con i Viola Club, mandando anche qualche giocatore a questi eventi».

Veniamo all’attualità: cosa ti aspetti questa estate dalla famiglia Commisso e da Paratici?

«Mi aspetto sicuramente una bella rivoluzione nella rosa. Certo, non credo che sia tutto da buttare; spero che, grazie a questi primi sei mesi di studio, Paratici abbia capito da chi vale la pena ripartire, anche perché di certo non sarà possibile vendere tutti i giocatori. Un altro punto che mi aspetto è sicuramente una ristrutturazione dell’organizzazione societaria, che credo sia stato uno dei problemi principali della presidenza Commisso, e una programmazione che ci permetta di restare nelle zone europee, magari più prestigiose della Conference, in maniera continuativa… cosa già anticipata nella conferenza di Ferrari e Paratici del 18 giugno».

La scelta di Fabio Grosso come allenatore ti piace? Cosa ne pensi?

«Se devo essere sincero, come nome per rilanciare una piazza che viene dallo sconforto dell’ultimo anno, speravo in qualcosa di diverso. Non è un nome che mi fa impazzire ma non voglio partire prevenuto, l’importante è che sia un nome condiviso e difeso da tutta la società, non come scelte passate che hanno poi portato a fratture durante la stagione. Poi alla fine, come molte volte, la differenza la farà la rosa che la società deciderà di costruire».

Un saluto, e un consiglio, a tutti i tifosi viola che ci leggono?

«Un saluto a tutti i tifosi viola, specialmente ai nostri soci. So che è un periodo difficile per avere fiducia, ma spero che il prossimo anno tutto l’ambiente possa essere compatto per trascinare la squadra a risultati importanti e dimenticare l’orribile stagione passata. Forza Viola!».

Intervista di Giacomo Cialdi

 

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