La stagione della Fiorentina stenta a decollare, ma la passione per questi colori continua a crescere e così nascono nuovi Viola Club. Questo mese, in occasione del 53º numero di Alé Fiorentina, siamo andati in Sardegna per conoscere Don Roberto Aversano, presidente del neo-nato Viola Club Centenario Nord Sardegna.
Don Roberto, quando nasce il vostro Viola Club?
«Ho sempre pensato di voler creare un Viola Club, poi dopo la finale di Conference League ad Atene mi sono convinto: ho atteso il centenario ed esattamente il 26 agosto 2026 ho iscritto il Club al Centro Coordinamento».
Quanti soci avete?
«Siamo una quarantina circa. Stiamo scoprendo tanti, tantissimi tifosi viola nei paesi e questo ci fa davvero grande piacere».
È una cosa piuttosto insolita e curiosa trovare un parroco in qualità di presidente di un Viola Club…
«Be’, sono un uomo di fede… ed è indubbio che per guardare e sostenere la Fiorentina, soprattutto in questi ultimi anni, ci voglia una gran fede». [ride, ndr]
Quando nasce la sua passione per la Viola?
«È nata da bambino, grazie a mio padre, non avevo ancora dieci anni. Poi, in seminario, mi sono definitivamente innamorato della Fiorentina capitanata da Gabriel Omar Batistuta».

Avete una sede? Vi riunite per vedere la Fiorentina?
«Al momento non abbiamo ancora una sede. Gli orari delle partite non aiutano, facciamo il possibile per vederci, considerando che non siamo tutti dello stesso paese».
Venendo all’attualità, che idea si è fatto della Fiorentina di quest’anno?
«Ritengo sia stato un errore acquistare e vendere così tanti giocatori. Il gruppo di Vanoli non andava smantellato, penso ad esempio a Gosens e Mandragora: due buonissimi giocatori che all’interno del gruppo avevano il loro peso. Sulla carta, poi, la rosa è buona ma ho dei dubbi sulla condizione atletica: forse è arrivato il momento di cambiare la location del ritiro estivo!».
Vanoli è arrivato come il salvatore della patria, ha fatto subito punti importanti, poi però è tornato sulla graticola dopo le ultime sconfitte. Cosa ne pensa?
«Paolo Vanoli è intoccabile dal punto di vista affettivo: lo scorso anno ha compiuto un’impresa regalandoci la salvezza, e questo non dobbiamo dimenticarlo. Detto ciò, però, fossi stato in Paratici non lo avrei richiamato. È stato un errore mandarlo via a fine maggio, sia chiaro, ma una volta salutato non lo avrei ricercato».
Come si raddrizza questa stagione?
«L’annata è iniziata male, malissimo, e l’idea che già a ottobre si possa salutare ogni ambizione europea mi dà un grande dispiacere. Ci vorrà tempo per uscire dalle sabbie mobili della classifica, anzitutto per assestare una fase difensiva che al momento è raccapricciante».
Un saluto e un consiglio ai tifosi viola che ci leggono?
«Dalla Sardegna mando un grande saluto a tutti i tifosi della Fiorentina sparsi per l’Italia e non solo. E dico loro di sostenere la Viola: siamo ipercritici, è vero, ma solo perché amiamo alla follia la nostra squadra».
Intervista di Giacomo Cialdi





