Tutto lo Stadio – Viola Club Barga e Alta Garfagnana

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Prosegue il viaggio di Alé Fiorentina tra i tifosi e i Viola Club sparsi per il mondo, e in occasione del 47° numero abbiamo avuto il piacere di conoscere Valeria Belloni, presidente del Viola Club Barga e Alta Garfagnana.

Valeria, quando è nato il vostro Viola Club?

«Il Viola Club Barga e Alta Garfagnana è nato dalla fusione dei due Viola Club avvenuta nel 2022. Dopo qualche anno di collaborazione, abbiamo deciso di unire le forze, vista la vicinanza geografica, e creare un unico Club con un direttivo composto dalle rappresentanze sia di Barga che dei territori limitrofi dell’Alta Garfagnana».

Quanti soci avete al momento?

«Abbiamo ad oggi circa 300 soci. Ogni volta che la Fiorentina gioca in casa, come Viola Club, organizziamo per i nostri tesserati un pullman per permettere loro di seguirla dal vivo. Considerata la distanza, ci sembrava bello poter offrire a tutti questa possibilità. La Mascotte di questi viaggi è sicuramente Filippo, un nostro socio e tifoso speciale».

Quando è nata la tua passione per la Fiorentina? Qual è stata la prima partita che hai visto?

«La mia passione per la Fiorentina è nata intorno ai 20 anni. Padre e sorella juventini, la mamma invece tifava Toro e io, per par condicio, mi sono appassionata fin da piccola ai granata. Il fidanzato di allora, tifoso fiorentino, mi ha fatto innamorare della Viola. Il lavoro in seguito mi ha portato a Firenze, e da lì a diventare una tifosa sfegatata è stato un attimo. Ricordo al Franchi un 3-1 contro l’Inter di Djorkaeff, un freddo cane, ma erano ancora i tempi in cui passavano a vendere il ponchino caldo».

Avete una sede? Vi riunite per vedere la Fiorentina? Se sì, dove?

«Non abbiamo più una sede precisa, ma di solito ci riuniamo, per i nostri incontri del Direttivo, in un circolo dove spesso ci fanno mangiare e bere prodotti locali, il che non guasta mai. Dove guardiamo le partite? Come ho detto maciniamo km per vedere dal vivo la nostra Viola!».

Ci sono aneddoti che ti va di raccontarci? Cene, incontri con calciatori, trasferte “particolari”?

«I ricordi più belli risalgono sicuramente a quando la Fiorentina ci permetteva di organizzare le cene con la dirigenza e qualche giocatore. Lì veramente per alcuni ragazzi, anche i più Speciali, era un sogno che si avverava e per loro, incontrare un calciatore era bellissimo. Quante belle serate riuscite bene! Peccato che questo adesso non sia più possibile. Un aneddoto particolare che tuttora racconto è quando la nostra Vicepresidente Elisa (eh sì… le cariche più alte del nostro Viola Club sono rappresentate da donne… e sono gli uomini ad averci votato) si avvicinò, per l’appunto ad una di queste cene sociali, al tavolo di Maxi Olivera, lo salutò, lo guardo bene e gli disse “Ma lo sai che sei proprio bello” (in realtà disse bono)… Credo che Borja Valero stia ancora ridendo».

Avete in mente qualche iniziativa per i prossimi mesi?

«Ogni anno cerchiamo di portare avanti iniziative di beneficenza, di solito attraverso le nostre cene sociali. Qualche volta abbiamo organizzato delle trasferte. Cerchiamo sempre di fare il possibile».

Veniamo all’attualità: la stagione è ormai giunta al termine, la salvezza quasi certa: come ti spieghi un’annata così brutta? Confermeresti Vanoli per il prossimo anno?

«Questa stagione è stata difficile, per i calciatori, per la società e soprattutto per noi tifosi. Difficile spiegarsi una stagione così brutta. La scorsa estate le aspettative erano alte, forse anche troppo, ma un finale così non ce lo saremmo mai aspettato. La riconferma di Vanoli? Direi di no, ma non per l’uomo o per il suo lavoro. Ci ha salvato da una stagione che sembrava segnata, quindi non possiamo che ringraziarlo per questo. Adesso però la Fiorentina, Firenze e tutti noi tifosi abbiamo bisogno di credere in qualcosa di più certo. Questa squadra merita un’attenzione diversa e di stare con le grandi. Bisogna fare il salto di qualità. Allenatore compreso».

Cosa ti aspetti adesso dalla famiglia Commisso?

«La scomparsa di Barone prima e Commisso poi è stata complicata da accettare. Un grande dispiacere. Vorrei dare fiducia al nuovo Presidente, spero che sia ambizioso e che ci porti a festeggiare un trofeo. Ma il lavoro da fare è tanto».

Un saluto, e un consiglio, a tutti i tifosi viola che ci leggono?

«Vorrei dire che non è facile essere fiorentini e seguire la Viola da paesi toscani lontani e geograficamente più disagiati, ma cari lettori, la Fiorentina non è solo di Firenze. Siamo in tanti a fare sacrifici, non solo giovani, ma vi assicuro anche tanti anziani. Organizzare un pullman ogni volta, porta via tanto tempo e sacrificio e grazie al nostro Giuseppe, grande tifoso e socio, riusciamo a non lasciare indietro nessuno, anche chi ha bisogno di assistenza».

Intervista di Giacomo Cialdi

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