Tutto lo Stadio – Viola Club Grosseto

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Un nuovo numero, una nuova puntata del nostro viaggio nel grande mondo dei tifosi e dei Viola Club. In occasione del 53° numero di Alé Fiorentina, abbiamo scambiato due chiacchiere con Fabio Pallari, presidente del Viola Club Grosseto.

Fabio, ci racconti in quali circostanze e con quale obiettivo nasce il vostro Viola Club?

«Abbiamo deciso di fondare il VC nel dicembre del 2021 spinti dalla voglia, condivisa tra diversi amici, di creare qualcosa di nostro su Grosseto, dato che da anni non c’era più niente. Prima c’era il Viola Club Maremma, ma dopo lo scioglimento di quest’ultimo abbiamo avvertito sempre più il desiderio di creare un qualcosa che riunisse i tifosi della Fiorentina nella zona, un centro di aggregazione che potesse legare tutti coloro i quali hanno a cuore la Viola».

Quanti soci contate al momento?

«Attualmente contiamo 300 soci: un traguardo bellissimo che conferma quanto sia vivo e radicato l’amore per i colori viola nella nostra terra, nonostante le amarezze del campo».

Sono molti, in una zona tutt’altro che viola.

«Sì, Grosseto è piena di strisciati. Fuori dalla città però ci sono tantissimi feudi viola. Abbiamo molti iscritti in giro per tutta la zona, la regione e fuori regione. Ricordo che ai miei tempi in classe c’era un tifoso della Fiorentina. Oggi questa tendenza è cambiata: i cuori viola sono in aumento, e hanno voglia di farsi sentire e supportare la nostra squadra».

Quando è difficile diventare tifosi della Fiorentina lì da voi?

«È indubbiamente difficile diventarlo, ma se lo sei è facile restarlo».

Sappiamo che siete un VC molto attivo… Avete qualche iniziativa per i prossimi mesi?

«Stiamo lavorando con grande entusiasmo alla nostra cena annuale del Viola Club, un appuntamento imperdibile aperto a tutti gli associati e arricchito da ospiti importanti, pensato per celebrare insieme la nostra grande passione. Inoltre, come da tradizione, stiamo organizzando le trasferte e la visione delle partite allo stadio in pullman, anche se al momento stiamo definendo le date precise in base al calendario. L’idea è quella di stare insieme il più possibile: mangiare, ridere, chiacchierare e… tifare!».

C’è qualcosa che, secondo te, distingue il vostro Viola Club da altri?

«Credo la personalizzazione. Fin dal primo giorno dopo la fondazione del Club abbiamo cercato di caratterizzarci, in modo tale da distinguerci. I nostri gadgets, ad esempio, sono pensati proprio in questa direzione: abbiamo fatto maglie e felpe con il giglio stilizzato; grande successo ha avuto il nostro telo da mare viola: sono andati a ruba, nell’estate appena conclusa non c’era spiaggia della zona nella quale non ci fosse un nostro telo». (ride, ndr)

Veniamo alla squadra. Che giudizio ti stai facendo sulla Fiorentina di quest’anno?

«Il giudizio non può che essere severo e preoccupato. Come giustamente sottolineano in molti tra i media e tra i tifosi, l’avvio di stagione è stato disastroso e la classifica attuale fa male. C’è la sensazione di una squadra fragile, che palesa limiti di tenuta difensiva e fatica a trovare un’identità solida. Più che l’ottimismo, oggi prevalgono la delusione e l’urgenza di una scossa immediata».

Tra i criticati dai tifosi c’è anche Paolo Vanoli… Sei d’accordo?

«È una domanda complessa, e le responsabilità non sono certo solo sue, ma l’impatto fin qui non ha convinto. Come evidenziano diversi opinionisti, la squadra non è stata costruita da lui e si ritrova a ereditare un’involuzione preoccupante. Tuttavia, o Vanoli riesce a toccare le corde giuste per imprimere una svolta radicale sul piano del carattere e della semplicità tattica, oppure la posizione rischia di farsi insostenibile per tutti».

Un saluto ai tifosi viola?

«Il consiglio è di non far mai mancare il sostegno viscerale alla maglia, perché i giocatori passano ma Firenze resta. Al tempo stesso, è giusto pretendere chiarezza, impegno e rispetto da parte di chi va in campo. Stringiamoci attorno ai nostri colori con lo spirito critico e l’amore di sempre. Un abbraccio a tutti voi e… sempre forza Viola!».

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