La Storia della Fiorentina Continua…

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LA STORIA DELLA FIORENTINA CONTINUA

a cura di Massimo Cervelli – 8° puntata

 

 

1976-77 – La Fiorentina arriva terza anche se staccatissima dalle prime due

Carletto Mazzone, dopo aver misurato sulla propria pelle la difficoltà di allenare una squadra importante come la Fiorentina, aveva maturato la convinzione di dover disporre di calciatori a lui fedeli e che conoscessero i suoi dettami calcistici.

Conseguentemente, nell’estate del 1976 il calciomercato della società viola avvenne seguendo passo passo le indicazioni del tecnico romano. Mazzone era convinto che Gola, reduce dalla retrocessione dell’Ascoli in B, fosse l’uomo giusto per sostituire Merlo, ceduto all’Inter e far coppia con Antognoni. Peraltro, anzi, si aspettava una crescita della squadra.

Gola, 31 anni, era più vecchio di un anno della bandiera viola e veniva da sei stagioni all’Ascoli. L’altra cessione per fare cassa fu quella di Speggiorin al Napoli.

Le altre operazioni di mercato furono  scambi, talvolta con conguagli: Superchi passò al Verona, per cento milioni più Ginulfi, più vecchio di tre anni, sostenendo di essere stato trattato come “un sacco di patate” e, dopo undici anni, di aver appreso della cessione soltanto dai giornali; dal Cesena arrivarono l’attaccante Bertarelli, ex Ascoli, in cambio della comproprietà di Macchi e di 220 milioni, e il mediano Zuccheri, con Beatrice trasferito in Romagna; dalla Sampdoria la Fiorentina acquista, per 420 milioni, il difensore Rossinelli che Mazzone intende utilizzare terzino spostando Roggi nel ruolo di libero; il difensore Bertini viene ceduto al Catania; Rosi va alla Ternana, mentre dagli umbri arriva Bagnato. L’ultimo campione d’Italia, Brizi, viene lasciato libero e torna alla Maceratese. Talami è ceduto alla Cremonese. Rientrano dai prestiti Restelli e Braglia e vengono acquistati Sacchetti, dall’Asti, e l’attaccante Barducci dal Bellaria.

Tre giocatori (Superchi, Beatrice e Bertini) rifiutano il trasferimento, aprendo un braccio di ferro con le due società che si risolve nel giro di un mese.

Il calciomercato produce delusione tra i tifosi, per le importanti cessioni e per la mancanza di un vero colpo (Prati o Boninsegna) in entrata. Ugolini, invece, mostra tanta soddisfazione e spiega che, a differenza dei precedenti allenatori, Mazzone ha condotto “un analisi minuziosa” sui giovani che da tempo devono maturare e non lo fanno: basta con la Fiorentina “bellina”, ma discontinua. Da qui la necessità di cambiare. Ugolini risponde così alle accuse, a partire da quella di aver tradito la linea verde.

Il presidente non mette limiti alle possibilità della squadra e Mazzone esprime lo stesso identico pensiero, promettendo il rilancio della Fiorentina; spiega che, finalmente, la rosa è stata snellita, togliendo i doppioni, sistemando il centrocampo con Gola e Zuccheri, e conservando gli uomini chiave: Antognoni, Caso, Desolati.

Questi i calciatori che vengono convocati il 26 luglio allo stadio Comunale. Portieri: Galli, Ginulfi, Mattolini. Difensori: Della Martira, Galdiolo, Pellegrini, Roggi, Rossinelli, Tendi. Centrocampisti: Antognoni, Bagnato, Braglia, Di Gennaro, Gola, Restelli, Sacchetti, Zottoli, Zuccheri. Attaccanti: Bertarelli, Bresciani, Casarsa, Caso, Crepaldi, Desolati. La prima fase di preparazione si svolge ad Asiago, all’Hotel Linta Park e allo stadio Zotti, dal 27 luglio al 6 agosto. La comitiva è guidata dal vicepresidente Melloni, accompagnatore ufficiale. Antognoni veste la fascia di capitano fin dalla prima amichevole con l’Asiago, squadra di seconda categoria dilettanti, battuta 7-0.

Il nuovo allenatore della Primavera è Renzo Ulivieri.

Il consueto ritiro a Massa Marittima, inizia lunedì 9 agosto ed il giorno dopo i viola vanno in campo a Donoratico contro la squadra locale (5-0), con quattromila spettatori che invadono il piccolo campo. Dopo il terzo provino, il 12 agosto contro la Massetana (6-0), seguito da cinquemila tifosi, Mazzone mostra contentezza per il veloce inserimento dei nuovi.

I primi infortuni, muscolari, colpiscono Rossinelli e Desolati. Il 16 agosto, davanti a seimila spettatori, contro il Grosseto allenato da Enzo Robotti, il protagonista è Casarsa che mette a segno una tripletta, gli altri gol vengono segnati da Bertarelli e Crepaldi. In tribuna Superchi che pretende una buonuscita dalla società. Il 18 agosto è sempre Casarsa a decidere l’amichevole con l’Arezzo, seimila spettatori, contro la locale squadra di serie C trasformando un calcio di rigore generosamente concesso dall’arbitro.

Niente altro da segnalare in una gara che Mazzone attribuisce all’entrata della squadra nel “tunnel dell’affaticamento” dopo oltre venti giorni di preparazione.  La certezza del tecnico romano è la posizione di Gola, regista arretrato, davanti a quella del libero, con Antognoni che deve limitare il suo raggio d’azione, giocando a ridosso delle punte.

Sabato 21 agosto la Fiorentina gioca con il Viareggio (6-1 con reti di Gola, Antognoni, Bresciani, doppietta di Caso ed un’autorete). È una partita che diverte i diecimila spettatori, ma che ha un solo, enorme, neo: l’infortunio di Roggi al 19’ del primo tempo. La prima diagnosi è quella di una grave distorsione al ginocchio destro provocato, spiega lo stesso giocatore, dall’essersi voltato di scatto per recuperare il pallone “ma il piede deve essere ‘rimasto’ in una buca del terreno. Ho sentito un gran male al ginocchio e ho capito immediatamente che si trattava di un incidente abbastanza serio”. È l’infortunio che, nonostante numerosi tentativi di ripresa, segna la fine della carriera di Moreno Roggi, pedina fondamentale della Fiorentina e della Nazionale.

L’ultima amichevole, il 25 agosto, è anche la prima partita giocata a Firenze. L’avversario è il Napoli, ma le due squadre non mostrano particolare impegno irritando i ventimila presenti. La svolta della partita è all’inizio della ripresa: al 50’ Gola, già ammonito, ha una eccessiva reazione su Vinazzani e viene espulso. Al 63’, con Caso arretrato al posto di Gola, Juliano batte Mattolini con un preciso rasoterra. Il Consiglio direttivo decide di multare Gola, su proposta di Mazzone, per evitare che la squadra finisca, come nella passata stagione, vittima di un eccesso di nervosismo. Sulle alternanze in prima linea l’allenatore spiega che tra i quattro (Bertarelli, Bresciani, Casarsa, Desolati) giocheranno i due più in forma.

A Pescara, all’esordio in Coppa Italia, la formazione di partenza è quella delineata come titolare da Mazzone con le assenze di Roggi e Desolati: Massimo Mattolini, portiere dal buon piazzamento e da un altrettanto buon rendimento, proveniente dalle giovanili viola, viene promosso titolare disputando un campionato da sempre presente. Galdiolo e Rossinelli sono la coppia base di terzini, ma, nel corso del campionato, Galdiolo viene spostato stopper al posto di Della Martira che giocò poco (12 partite), ma segnò ben tre gol. Tendi diventa l’altro terzino in una difesa registrata da Pellegrini, confermato nel ruolo di libero dopo l’infortunio di Roggi. A centrocampo le scelte di Mazzone sono Gola mezzala e Zuccheri mediano, poi soppiantato da Restelli, accanto ad Antognoni. In attacco le gerarchie di partenza sono Caso, Casarsa e Bertarelli, ma Desolati, nonostante abbia saltato per infortunio la parte centrale del campionato, si rivelò nuovamente il miglior goleador realizzando 9 reti.

All’esordio in Coppa Italia a Pescara il gol vittoria (0-1) è di Casarsa al termine di un contropiede al 36’. È una Fiorentina sorniona che applica il non gioco, con Tendi che sostituisce Rossinelli colpito da una brutta botta, ma che non lascia conseguenze.

Intanto, arriva la sentenza del Giudice sportivo per la gara con il Napoli: Mazzone viene squalificato fino al 1° dicembre in seguito al suo “atteggiamento particolarmente offensivo verso l’arbitro Trinchieri”, mentre la squalifica di Gola è di una.

La Coppa prosegue con Casarsa che sblocca la gara interna, di fronte a diecimila spettatori, con il Varese al 35’. Il centravanti raddoppia su rigore al 55’ e Caso segna il terzo gol al 67’. Il Varese accorcia le distanze all’80’ (3-1). In panchina, dalla gara con l’Inter a Firenze, Mario Mazzoni sostituisce il tecnico romano squalificato. È il giorno del ritorno di Merlo a Firenze, salutato dai quarantamila spettatori dello stadio Comunale. Il protagonista, per i viola, è Bertarelli, autore di una doppietta – prima segnando il primo gol della gara e poi pareggiando il 2-2 finale. Bresciani, subentrato ad uno spento Desolati, s’infortuna subito.

A Palermo è necessario il successo con quattro gol di scarto per vincere il girone di Coppa Italia ed andare avanti nella competizione. La Fiorentina prepara la gara a Prato (5-0), ma alla Favorita una partita aperta e combattuta termina 1-1 con Casarsa che pareggia il vantaggio di Maio. Mazzone è soddisfatto del rendimento espresso dalla squadra che esce dalla Coppa imbattuta. Il secondo posto, ad un punto dai nerazzurri, comporta l’eliminazione dal torneo in cui i gigliati segnano sette reti: Casarsa (4), Bertarelli (2) e Caso.

1976 – Mazzone in panchina con Melloni e Raveggi

Mercoledì 15 settembre, alle 18.30, inizia una nuova serie di amichevoli contro l’Ascoli. È una gara inutile (0-0) con soltanto mille spettatori al Comunale. Mazzone spiega che i problemi della Fiorentina sono di “stato d’animo”, elogia Bertarelli e difende Gola. Il 18 settembre si sposa Galdiolo.

Domenica 19 settembre nuova amichevole, questa volta a Verona con Casarsa che segna il gol della vittoria all’8’ contro la squadra di Valcareggi che attacca, ma non concretizza. Completano il quadro delle amichevoli quella infrasettimanale di Borgo San Lorenzo (6-0 con gol di Rossinelli, Caso e doppiette di Casarsa e Crepaldi) e quella della domenica, nuovamente al Comunale, contro lo Spartak Braila (4-1 Bertarelli, doppietta di Desolati e Galdiolo), formazione rumena.

Mazzone e Ugolini difendono Antognoni dalle critiche ricevute dopo le gare in Nazionale contro Jugoslavia e Danimarca e decidono la cessione di Bresciani, in comproprietà, alla Sampdoria alla riapertura delle liste provocando lo scontento dell’attaccante.

Questo il costo degli abbonamenti: poltrone 280 mila lire; poltroncine 173 mila lire; tribuna coperta numerata 129.000 lire; distinti numerati 82.000; distinti non numerati 51.000; popolari (Fiesole e Ferrovia) 25.300. La campagna di vendita chiude il 30 settembre con un incasso di 861.856.250 milioni, contro gli 803 della stagione precedente, pur con una sensibile contrazione degli abbonati 14.309 contro i precedenti 16.968: è il segno tangibile del costante aumento dei prezzi.

In vista dell’inizio del campionato, Mazzone afferma convinto che sarà l’anno di Antognoni.

La serie A comincia il 3 ottobre con la partita di Cesena. I bianconeri sono reduci dall’eliminazione, nonostante la splendida partita, in Coppa UEFA contro il Magdeburgo. Caso viene spostato a mezzala per l’assenza di Gola, senza interpretare bene il ruolo, con Casarsa all’ala destra, disputando un’ottima gara, e Bertarelli ala sinistra. Una Fiorentina molto pratica espugna “la Fiorita” con una doppietta di Desolati: il primo gol, al volo su pallonetto di un ottimo Antognoni, dopo 1’30” e il secondo al 54’, decisivo dopo il pareggio provvisorio di Pepe. Mazzone, squalificato, piomba in sala stampa negando a Mazzoni, che aveva condotto i viola dalla panchina, la meritata gioia di spiegare la vittoria. L’allenatore fa pretattica prima dell’incontro interno contro la Lazio di Vinicio, ma poi conferma gli undici che hanno vinto in Romagna. I viola soffrono la giornata caldissima, esprimendo un gioco abulico; subiscono lo sbilanciamento difensivo provocato da Rossinelli, il girare a vuoto di Caso e Zuccheri e dell’attacco, mostrandosi incapaci di reagire al gol segnato da Giordano al 33’ servito con un cross da Ammoniaci. Mazzone dà la colpa all’assenza di Gola e guarda con favore la pausa per la Nazionale, ipotizzando il ritorno in campo di Roggi, che peraltro non ha ancora sottoscritto il contratto, il 21 novembre contro il Catanzaro. Venerdì 15 ottobre nell’amichevole contro la Grevigiana (10-0) Gola mostra di essere pronto per il rientro a San Siro con il Milan, mentre Bresciani, in procinto di essere ceduto alla Sampdoria, mette a segno una polemica tripletta. Antognoni segna un gol, e prende due pali, nel successo azzurro in Lussemburgo (1-4), ma le polemiche sul suo utilizzo in Nazionale non si placano.

Steno Gola

Mazzone spiega che con il rientro di Gola Antonio giocherà più avanzato e che la cessione di Bresciani è stata fatta col preciso intento di consentire l’utilizzo dei tre attaccanti a rotazione. Per il tecnico la Fiorentina ha cinque uomini chiave: Gola, Antognoni, Zuccheri, Caso e Rossinelli.

La partita appare come una prova della verità per una Fiorentina vincente a Cesena e perdente in casa. A San Siro i viola, che rinunciano a Desolati, bloccano i rossoneri (0-0). È una brutta partita dove gli unici lampi di classe vengono esplosi da Antognoni, in cui s’infortunano Zuccheri (stiramento al muscolo adduttore della coscia sinistra) e Gola (stiramento al bicipite femorale della coscia sinistra). La stessa domenica la “Fiorentina ex calciatori” batte il Verona e gli succede come campione d’Italia. Il gol decisivo è realizzato da Dugini al 111’. Questa la formazione schierata dai gigliati: Franci; Robotti, Galli; Marchesi, Bessi, Orzan; Corsellini (al 63’ Virgili), Dell’Angelo, Hamrin, Lazzotti, Dugini. In panchina: Conti, Dini, Bellacci, Ronchi.

Intanto, mentre Roggi ha ripreso gli allenamenti, Guerini viene nuovamente operato a Vienna il 28 ottobre, sempre dal professor Millesi, per l’allungamento del tendine di Achille e la trasposizione di un nervo sul collo del piede destro. Mazzone recupera nella brutta partita in casa contro i campioni del Torino, decisa da Graziani, agevolato da un errore di Galdiolo e da un frainteso con Mattolini, al 79’ dopo che Antognoni era uscito infortunato al 69’. Mazzone manda, dalla tribuna, una quindicina di biglietti, tramite Chini, a Mazzoni che non li legge. Helenio Herrera, spettatore al Comunale, commenta la partita: “la Fiorentina mi ha deluso, troppa paura, nessuno schema in attacco e con Gola fermo”.

Il 3 novembre i viola fanno il loro esordio in Mitropa Cup contro il Vojvodina, in una serata fresca con tremila spettatori, di cui solo 1.532 paganti, che contestano la squadra bloccata dagli jugoslavi ridotti in dieci per l’espulsione di Mocus al 56’. Un match strano, con l’arbitro ungherese Hamori che fischia la fine del primo tempo al 40’. Restelli sostituisce Zuccheri, Caso Gola e Bagnato, sostituito dal giovane Crepaldi dopo l’intervallo, Antognoni, mentre Roggi prende posto in panchina dove, scontati i due mesi di squalifica, torna Mazzone.

I viola si riscattano al Bentegodi, dove la Fiorentina vince contro il Verona (1-2) ancora con Caso al posto di Gola, Casarsa all’ala e Restelli ancora sostituto di Zuccheri. Al quarto d’ora uno splendido stacco di testa di Desolati batte Superchi e Antonio raddoppia venti minuti dopo con un calcio di punizione.

Ugolini, dopo un periodo in cui si interroga se ha senso perdere soldi e tempo con questa squadra, è finalmente contento e sostiene che in casa i calciatori si sentono “perseguitati dal pubblico”. Sulla stessa lunghezza d’onda Mazzone che brinda con la squadra negli spogliatoi.

Lunedì 8 novembre muore a 37 anno Giorgio Ferrini bandiera granata. Giorgio era stato colpito da una prima emorragia cerebrale il 26 agosto e da una seconda il 17 ottobre.

Giovedì 11 novembre Roggi, in predicato per rientrare contro il Catanzaro dopo la sosta della Nazionale, si infortuna nuovamente in un incontro di allenamento con gli allievi nazionali della Fiorentina: lesione al menisco interno del legamento collaterale mediale della gamba destra. Martedì 16 il difensore viene operato, con l’asportazione del menisco, dal professor Calandriello allo IOT. Il giorno dopo la Nazionale, con Antognoni, batte l’Inghilterra (2-0) a Roma per le qualificazioni ai mondiali.    

Moreno Roggi

La Fiorentina, in cui rientra Zuccheri con Restelli spostato al posto di Gola, si aspetta il primo successo contro il Catanzaro, ma la squadra non va oltre all’1-1, con Della Martira che pareggia al 70’ il gol segnato da Improta quattro minuti prima. Bagnato, subentrato al 64’ a Galdiolo, fa il suo esordio in serie A.

Il 26 novembre a Budapest, a causa di una forte nevicata, la partita contro il Vasas si gioca alle ore 13: magiari in vantaggio al 17’ e viola estremamente nervosi, con quattro ammoniti: gli sforzi per pareggiare non vanno oltre un palo colpito da Casarsa poco prima del termine dell’incontro. A Marassi, contro il Genoa di Simoni alla ricerca della prima vittoria, la Fiorentina, con la sola assenza di Roggi, e con la coppia d’attacco Casarsa-Desolati, pareggia (1-1) con Rossinelli che al 73’ replica al gol di Pruzzo. Mazzone elogia lo spirito di reazione mostrato dalla squadra: è un punto importante, conquistato in un momento delicato, aspettando il recupero di Gola, con cui la squadra troverà più tranquillità, e quelli di Zuccheri e Rossinelli, per dare sostanza alla squadra pensata nell’estate.

Nell’allenamento al Comunale, Pandolfini interviene per sedare l’incidente scoppiato tra Mazzone e i tifosi che disapprovano Casarsa, presi a male parole dall’allenatore.

Il 3 dicembre Melloni, accompagnato da Tendi, riceve dal presidente del CONI la Stella d’oro al merito sportivo per il contributo dato dalla Fiorentina allo sport italiano nei 50 anni della sua esistenza. Il primo successo in casa arriva contro il Foggia (4-1), viola in vantaggio con Rossinelli al 13’, ma a fine tempo gli ospiti pareggiano. Nella ripresa, il gol su punizione di Antognoni al 58’ rende tutto più facile. Al 77’ autorete di Scala su tiro di Zuccheri e all’89’ la quarta rete con un bellissimo colpo di testa di Casarsa. Ugolini saluta il successo, affermando che per la prima volta si è vista la vera Fiorentina e quello che ogni giocatore deve fare.

Mercoledì 8 dicembre i gigliati ospitano lo Sparta Praga per la Mitropa. La formazione iniziale vede sensibili cambiamenti: Ginulfi in porta, Zuccheri terzino, Restelli mediano, Bagnato all’ala destra, Casarsa e Desolati in attacco. I viola, padroni del campo, davanti a diecimila spettatori, chiudono la gara nel primo tempo con la doppietta di Casarsa, al 9’ e al 34’, ed il gol di Desolati al 41’. Sempre nel primo tempo si scatena un violento pugilato in Maratona tra ultras viola e tifosi che protestano per il continuo suonare dei tamburi. Ad un quarto d’ora dalla fine entra il giovane Di Gennaro.

Il 12 dicembre una Fiorentina autoritaria impone il pareggio alla Juventus a Torino, l’unico concesso dai bianconeri in casa propria in tutto il campionato. La marcatura di Gentile, non ammonito, sulle caviglie di Antognoni, ammonito per proteste, produce al numero 10 “un trauma contusivo alla tibia e al collo del piede destro, con stiramento dei collegamenti collaterali”. Antonio non è l’unico ad uscire infortunato, con lui anche Della Martira, legamento del ginocchio sinistro, e Gola.

La Fiorentina, al quinto posto, suscita una ripresa d’entusiasmo nei tifosi, ma la gara casalinga contro la Sampdoria, i cui giocatori sono reduci da uno sciopero per il mancato pagamento degli stipendi, li raffredda. Mazzone recupera Gola e Antognoni, ma entrambi non sono in buone condizioni. La partita è di una mediocrità impressionante, ma si accende nel finale. All’85’ Caso, di esterno, segna su un suggerimento di Antognoni spizzato da Casarsa. La vittoria sembra conquistata, anche perché i doriani hanno in campo il terzino Callioni zoppicante. Due minuti dopo Zecchini anticipa Gola e serve Saltutti che, vedendo Mattolini fuori dai pali, lo scavalca con una precisa parabola. Mazzone, protagonista di un brutto gesto rivolto ai tifosi dopo il gol di Caso, parla di posizione di fuorigioco di Saltutti, ma deve ammettere che la frittata l’hanno fatta i suoi ragazzi. Deluso anche Ugolini, le sconfitte di Lazio e Napoli avrebbero, con un successo, portato la Fiorentina al quarto posto, che parla di regalo di Natale. Il pubblico ha salutato la squadra con una lunga fischiata, riproposta, verso Mazzone e i dirigenti, fuori dallo stadio. Mazzone, indispettito, attacca i tifosi e si dice soddisfatto della squadra.

Mercoledì 22 dicembre scatta la pausa natalizia per i viola che si ritrovano lunedì 27 per preparare la partita con il Bologna. Antognoni trascina la squadra nel derby dell’Appennino. Caso di testa, imbeccato dal capitano, porta in vantaggio i viola al quarto d’ora. La Fiorentina non convince il proprio pubblico che la fischia. Casarsa, contestato dai tifosi in settimana, incredibile!, sbaglia il calcio da rigore perché … non lo tira da fermo, fa due passi, si ferma, compiendo un’infrazione e riparte, tirando a lato. È il primo rigore fallito, dopo sette realizzati nella squadra viola. Il giornale Stadio giudica la prestazione di Zuccheri “comica”, “malissimo” Gola e “un disastro” la prova di Casarsa. Ciò nonostante la difesa bolognese è orribile e negli ultimi cinque minuti i viola arrotondano il risultato (3-0) con Desolati e il subentrato Bertarelli e vengono applauditi. Mazzone, molto contento, spiega che per Casarsa è solo una questione psicologica e per Gola un problema fisico.

A Perugia la Fiorentina scende in campo con un assetto difensivo e porta a casa un pareggio (0-0) in una gara in cui le azioni offensive “risultano scarse”. La Fiorentina non entusiasma, ma dopo 12 turni e in serie positiva da otto, i viola sono al quarto posto a sette punti da Torino e Juventus. E Gola viene difeso a spada tratta da Mazzone: “Il suo peso, il regista lo fa sentire in ogni caso. Anche ora che non è al massimo”. Nella preparazione del match con la Roma, s’infortuna Desolati, sostituito da Casarsa. Contro i giallorossi la Fiorentina disputa un buon primo tempo, passa in vantaggio con Rossinelli, che dopo aver superato due avversari batte con freddezza Paolo Conti, ma viene raggiunta da Musiello dopo tre minuti.

Ugolini precisa che “nessuno ci ha chiesto Antognoni perché tutti sanno che non abbiamo nessuna intenzione di cederlo” e Giancarlo, rammaricato per il punto perso, conferma “sto bene a Firenze”.

Il 18 gennaio, i viola vanno ad Asiago, ad ossigenarsi, con il permesso di portare mogli e figli. Nello stesso giorno a Roma viene ucciso Re Cecconi che, insieme al compagno Ghedin e ad un amico entra in una gioielleria scandendo le parole “Fermi tutti è una rapina”. In realtà, è uno scherzo, che diventa tragedia perché l’orefice spara… Mazzone, incredulo, dichiara che voleva il centrocampista laziale a tutti i costi, ma la Lazio non lo aveva ceduto.

Nella pausa per gli impegni della Nazionale, perde l’U21 di Galli contro l’Urss (1-2), la Fiorentina batte il Mira (6-0) con tripletta di Casarsa, oltre ai gol di Bertarelli, Tendi e Gola. La Nazionale, in cui Antognoni è l’unico calciatore a non appartenere alle due squadre di Torino e continua ad essere soggetto a critiche, batte il Belgio (2-1) in amichevole. Intanto Guerini viene affidato al professor Baccani per l’inizio dell’operazione speranza: il professor Millesi, certificata la “guarigione clinica” lo ha spinto a provare, ma senza garantire che potrà continuare a fare il calciatore.

È una squadra convincente quella che pareggia a San Siro contro l’Inter. È una partita per il terzo posto in classifica, anche se Mazzone abbassa la pressione: l’obiettivo è soltanto un piazzamento UEFA. Succede tutto nel primo tempo, al gol di Anastasi replica Bertarelli che, liberissimo, sfrutta un tocco di Caso che aveva raccolto un bel cross di Antognoni. Uno a uno, un pareggio sostanzialmente giusto.

Il mercoledì la Fiorentina batte la Finlandia, condotta dal suo capitano, in ritiro a Coverciano, con un secco 3-0, maturato nel secondo tempo: il gol di un redivivo Della Martira ed una doppietta di Desolati, ma non c’è pace per l’attaccante: “lesione al menisco interno del ginocchio destro” e nuovo stop.

La gara casalinga contro il Napoli viene decisa da due colpi di testa del rientrante Della Martira (2-1), intermezzati da un’autorete di Pellegrini. È il 6 febbraio 1977 e la RAI trasmette, per la prima volta, una partita a colori, Genoa-Torino (1-1). La Fiorentina sorpassa il Napoli e, alla fine del girone d’andata, è quarta, staccata di sette punti da Torino e Juventus che stanno polverizzando ogni record di punti. Il bilancio è positivo e l’unica nota stonata è l’attacco: i viola sono l’unica formazione, fra le prime cinque, a non avere un giocatore nei primi posti della classifica cannonieri. Mazzone spiega che, dopo la scorsa stagione, è stato arretrato il baricentro e si lamenta per i troppi infortuni, l’ultimo è il menisco di Della Martira appena rientrato, aspettando a breve il rientro di Roggi.

In casa contro il Cesena la Fiorentina, ispirata da Antognoni, dimostra una netta superiorità, anche se vince (2-1) con il minimo scarto: gol di Caso, di testa, su cross di Antonio al 33’ e raddoppio di Zuccheri, anche lui lanciato dal capitano. Mazzone attacca i suoi per essersi rilassati una volta raggiunto il doppio vantaggio. Con il dodicesimo risultato utile consecutivo i gigliati agganciano il terzo posto.

Il 16 febbraio amichevole a Firenze, davanti a duemila spettatori, ma solo 958 paganti, la Fiorentina perde contro l’Austria (0-2 con gol di Krankl e di Schachner). L’elemento più significativo è il ritorno in campo di Roggi, in campo per 82 minuti. Nel pieno della convinzione di aver trovato il proprio equilibrio, la Fiorentina si imbambola all’Olimpico e viene surclassata (4-1) dalla Lazio nel primo tempo, dopo essere andata in vantaggio con Casarsa. Segue la gara contro il Milan al Comunale; i viola inseguono il gol di Calloni, su rigore, e trovano il pareggio con Bertarelli a venti minuti dalla fine, con il giovane Alberto Albertosi, nei NAGC viola, che, da raccattapalle, vede il babbo nella porta rossonera. La frattura al piede destro di Caso è l’ennesimo colpo per la Fiorentina, mentre Roggi è rientrato in panchina e sembra prossimo al ritorno da titolare.

Intanto, stanco e deluso, con un passivo che si avvia ai 3 miliardi, Ugolini medita di lasciare: in rampa di lancio pare esserci la famiglia Pontello. Nella preparazione della gara contro il Torino Roggi ha una ricaduta e non partecipa alla trasferta. Il Toro si scatena ad inizio ripresa, passa con Mozzini e Pulici raddoppia (2-0). Nei viola si fa sentire l’assenza di Caso, sostituito da un incerto Bagnato. L’infortunato di turno è Rossinelli, si tratta di riacutizzazione di un vecchio strappo muscolare al bicipite destro, sostituito dal giovane Sacchetti, esordiente in serie A. La Lazio offre il ruolo di direttore sportivo a Pandolfini che però, precisa, che lascerà solo se lascia Ugolini. Casarsa, che non segna da tre mesi, è infuriato per le critiche. Il centravanti torna al gol, pareggiando il vantaggio veronese nella gara a Firenze. La scossa avviene al ritorno in campo delle due squadre con Sacchetti che sostituisce Gola e porta l’energia necessaria. Il gol decisivo (2-1) lo realizza Antognoni che, al 66’, batte Superchi con un grande calcio di punizione.

5 Settembre 1976 Fiorentina- Inter 2-2 Merlo, arbitro Michelotti, Antognoni

La Fiorentina vola a Praga, per giocare contro lo Sparta in Mitropa e Antognoni annuncia il suo matrimonio a fine stagione, mentre sembra imminente l’ingresso di Flavio Pontello nel consiglio della società, anche se Ugolini non ha intenzione di lasciare il timone del comando. Nella gara di Mitropa Mazzone deve rinunciare, oltre ai lungo degenti, a Gola, Bertarelli, Rossinelli, Della Martira, Desolati e Caso. Ai dirigenti della Fiorentina viene mostrato, nella sede dello Sparta, un piatto d’argento, con la scritta Fiorentina, regalato da Ridolfi in occasione dell’incontro di Coppa dell’Europa Centrale del 1935. I viola schierano Bagnato e Crepaldi all’attacco, al 27’ s’infortuna Antognoni, sostituito da Braglia, prima che lo Sparta passasse in vantaggio. Nel secondo tempo, in una partita che diventa sempre più rude, viene espulso Pellegrini e nel finale, dopo il raddoppio dei padroni di casa, s’infortuna anche Casarsa. Le possibilità gigliate di andare avanti in Mitropa sono ridotte al lumicino.

Nel ritiro di Soverato Mazzone, arrabbiato, fa la conta degli assenti. È un grosso problema, con la squadra in piena lotta per la qualificazione UEFA. Il giorno dopo i gigliati si schierano con tanti giovanissimi, di cui molti formati nel settore giovanile viola (Mattolini, Tendi, Marchi, Pellegrini, Braglia, Restelli, Crepaldi), altri arrivati da poco (Sacchetti e Bagnato). La formazione è completata da Galdiolo, giunto a Firenze quando aveva ventun anni, e da Zuccheri. La squadra viola, in maglia bianca, tiene bene il campo sorretta dall’entusiasmo: la Fiorentina espugna Catanzaro con un gol del centravanti Sante Crepaldi. Roggi, invece, va a Lione il 24 marzo, dal professor Trillat per una visita: sarà nuovamente operato il 3 maggio. Mazzone è preoccupato per la gara casalinga con il Genoa, anche se rientrano Casarsa e Antognoni. Il campo dà ragione alle preoccupazioni. La squadra di Simoni è un gran bel congegno e passa al Comunale, nonostante, finalmente!, un grande Casarsa autore di una rete e di una clamorosa traversa. Succede tutto negli ultimi 25’, vantaggio di Pruzzo, pareggio gigliato e gol decisivo a dieci minuti dalla fine. L’allenatore parla di due gol balordi subiti, ma Rossinelli sostiene che non aveva bisogno di essere sostituito, particolare importante perché Antognoni ha concluso la gara in campo nonostante una colica. E Mazzone attacca Rossinelli: “domani gli parlo”, commentando, il giorno dopo, “i fatti parlano da soli”: Rossinelli si è scusato e deve rimanere a riposo per l’infortunio.

A Foggia rientra Desolati e conduce la squadra alla vittoria (3-2) con una doppietta, l’altro gol lo segna Casarsa apparso in ottime condizioni. È una partita incredibile con cinque gol segnati in 14 minuti, dal 14’ al 27’ del primo tempo, nell’intervallo Mazzone sostituisce, per motivi tecnici, Mattolini con Ginulfi. A Novi Sad i gigliati sono ospiti della Vojvodina per il penultimo impegno della Mitropa. L’arbitro designato, un austriaco, non riesce ad arrivare a Novi Sad e, con l’accordo del club viola, viene affidata la direzione ad un arbitro locale Maximovic che vanta una buona esperienza internazionale. Casarsa porta subito in vantaggio la Fiorentina, Desolati raddoppia, ma il gol viene annullato e l’attaccante ammonito. Dilaga il centravanti Vucekovic che segna una tripletta. Nel secondo tempo Mazzone toglie subito Desolati e poi Casarsa, sostituendolo con Braglia che segna il gol che rende definitivo il punteggio (4-2). Nella Fiorentina ha fatto il suo esordio il giovane difensore Fontani. Gigliati eliminati dalla competizione europea e in attesa della Juventus, ma senza poter contare su Antognoni, squalificato. Gioca una verde Fiorentina, dove fa il suo esordio, al posto del capitano, Di Gennaro. I gigliati resistono ai bianconeri solo un tempo. Gli uomini di Trapattoni dilagano nelle ripresa e Casarsa segna, su rigore, il gol della bandiera all’85’. Nel dopo partita il tentativo di assalto al pullman della Juve innesca scontri con la forza pubblica.

Mazzone viene confermato da Ugolini, mentre si vocifera uno scambio Pulici-Antognoni con il Torino. Il campionato porta la Fiorentina a Marassi, contro la Sampdoria, gara preparata nel ritiro di Santa Margherita Ligure. La Fiorentina riparte da Caso e Antognoni finalmente in campo assieme e dalla conferma di Di Gennaro. I doriani fanno la partita e vanno avanti di due reti. Solo allora i viola si svegliano, accorciano le distanze con il subentrato Crepaldi e pareggiano con Antognoni, al volo. A cinque giornate dal termine Fiorentina è al quarto posto, appaiata con il Napoli, ad un punto dall’Inter.

In occasione dell’ultima gara di Mitropa viene lanciata un’iniziativa promozionale, “un pubblico giovane per una squadra giovane”; nel match contro il Vasas – accesso gratuito in Maratona – si paga solo l’accesso in tribuna. Ugolini anticipa la conferma dell’ossatura della squadra e spiega di avere un insperato parco giovani, addirittura nel ‘76 la Fiorentina non partecipò al Torneo di Viareggio, pensando di non avere una squadra all’altezza. La Fiorentina dei giovani, davanti a quindicimila spettatori quasi tutti nel settore gratuito della Maratona, deve rinunciare all’infortunato Caso e agli squalificati Antognoni e Casarsa, ma riesce a battere il Vasas (2-1) agevolata anche dai tanti errori di mira degli ungheresi. Segna al 5’ Di Gennaro, con un tiro in corsa. Il Vasas pareggia al 55’ e preme per vincere la gara, ma un diagonale di Sacchetti dà la vittoria alla Fiorentina.

Nuova trasferta, in campionato, a Bologna, con la squadra seguita da cinquemila tifosi. Una scialba Fiorentina viene sconfitta dai rossoblu con uno-due ad inizio ripresa. Mazzone non accetta il risultato e attacca la squadra, Ugolini sostiene il tecnico e minaccia i calciatori affermando che, in caso di mancata qualificazione UEFA, pagheranno di tasca propria, riferendosi ai reingaggi.

La partita contro il Perugia di Castagner viene decisa da un colpo di testa di Caso, su punizione di Antognoni, a metà del primo tempo. All’Olimpico Roma e Fiorentina non si fanno male, e la stampa sportiva si chiede retoricamente: “cosa c’è da dire in più di questa partita? Niente, veramente niente se non ripetere che veramente, un punto per uno non fa male a nessuno”. Un premio speciale di oltre mezzo milione a testa viene promesso a tutti i calciatori in caso di vittoria sull’Inter che significherebbe il sorpasso sui nerazzurri. Il 15 maggio la Fiorentina sfodera la migliore prestazione del campionato: non c’è partita, i viola segnano quando e come vogliono. Desolati, smaltiti i ripetuti infortuni, trascina i propri compagni. Al 26’, servito da Antognoni, segna di testa; al 42’ cross di Sacchetti e grande conclusione al volo, la rete più bella della giornata; al 53’ percussione di Di Gennaro, invito raccolto e conclusione in rete. Una bellissima tripletta, una prestazione eccezionale che porta la Fiorentina al terzo posto ed alla matematica qualificazione UEFA, festeggiata dalla consueta invasione di campo.

19 Dicembre 1976 Fiorentina-Sampdoria 1-1 Desolati contrastato, arbitro Serafino, Galdiolo, Frustalupi, Lippi

A Napoli, all’ultima giornata, basta un punto ai gigliati per confermare il piazzamento. È una giornata bizzarra, finita con una grossa, e violenta, contestazione del pubblico partenopeo contro la direzione arbitrale e il club. I padroni di casa tengono le redini del gioco, ma è la Fiorentina al 37’, a passare in vantaggio al termine di un’azione Antognoni-Casarsa-Caso e l’ininfluente ultimo tocco del difensore Catellani. Al 69’ Savoldi, con un bel diagonale, sigla il momentaneo pareggio. Il Napoli attacca a capofitto, ma, come nel primo tempo, viene trafitto in contropiede all’88’ con un lancio di Antognoni che innesca Caso sul filo del fuorigioco, l’ala scatta e sferra un tiro imparabile (2-1).

La Fiorentina conclude un campionato importante: arrivando terza con 35 punti, torna a qualificarsi per la Coppa UEFA, seppure con un distacco enorme da Juventus (51 punti) e Torino (50), cogliendo, come detto allora, lo scudetto dei poveri. Singolare, per la storia viola, la ripartizione dei punti conquistati: 18 in casa (7 vittorie, 4 pareggi, 4 sconfitte) e 17 in trasferta (5 vittorie, 7 pareggi, 3 sconfitte), 38 i gol segnati e 31 quelli subiti.

Il giorno dopo Antognoni si sposa a Roma, Desolati chiede di rimanere alla Fiorentina, Roggi viene ricoverato per forti cefalee, Mazzone parla del prossimo campionato. Dopo un’amichevole a Borgo San Lorenzo (3-0) ed una a Prato (1-0) per festeggiare la squadra promossa in serie C, i viola, il 4 giugno, volano in Unione Sovietica. Mazzone porta 15 giocatori, assente Antognoni impegnato con la Nazionale, spiccano tra i convocati il giovane Zottoli e Bresciani, in comproprietà con la Sampdoria con cui ha disputato l’ultimo campionato. La delegazione ufficiale alla “settimana di Kiev” è guidata dal sindaco di Firenze Elio Gabbugiani. Il primo impegno è il 7 giugno, ora locale 19, a Kiev contro la Dinamo, squadra dell’asso Blochin, che entra nel secondo tempo, arrivata in semifinale nell’ultima edizione della Coppa dei Campioni. Viola in vantaggio, davanti a trentamila spettatori, con una conclusione di Desolati all’incrocio dei pali. La reazione dei padroni di casa porta al pareggio prima, complice un errore di Pellegrini sulla tre quarti, e al loro vantaggio con una conclusione da fuori. I viola reagiscono all’inizio della ripresa e colgono il pareggio al 58’ con Bresciani. La Dinamo passa nuovamente con un calcio di rigore e all’85’ segna l’ultimo gol per il 4-2 finale.

Il giorno dopo la Nazionale vince 3-0 in Finlandia, Antognoni e Facchetti sono gli unici calciatori non appartenenti alle due squadre di Torino. La tournée gigliata prosegue il 10 giugno incontrando il CSKA Kiev, la squadra dell’Armata Rossa che guida il campionato di seconda divisione. Finisce mestamente, 2-0, con gol segnati entrambi negli ultimi dieci minuti. L’ultimo impegno della Fiorentina è il 14 giugno, un’amichevole a Pistoia, alle 21.15, per festeggiare la Pistoiese promossa in serie B. Una bella festa, dove il risultato (0-4 con reti di Caso, Bresciani, Casarsa su rigore, Braglia) non conta davvero.

Le ultime parole sono di Mazzone e riguardano il futuro della squadra: “io non mando via nessuno. Certo che, se per un giro vantaggioso, qualcuno potesse divenire una pedina importante, non ci tireremo indietro”.

L’appuntamento è per il 14 luglio allo stadio Comunale, ritrovo e il giorno dopo partenza per Asiago.

Massimo Cervelli

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