Nel segno di Mutu e Pepito Rossi

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NEL SEGNO DI MUTU E PEPITO ROSSI

CENTO ANNI, UN’UNICA PASSIONE

Ottavo testo di approfondimento per celebrare il Centenario della Fiorentina, curato da Fabio Fallai, che racconta il periodo dal 2006 al 2016

Penalizzazioni e rimpianti

E’ ancora ben presente nella mente e nel cuore dei tifosi il provvedimento con cui il Commissario Guido Rossi – nemico di Firenze, come titola una scritta ancora visibile davanti a Coverciano – dopo aver orientato le intercettazioni acquisite da Borrelli e Palazzi, condanna la Fiorentina a scontare 30 punti di penalizzazione nella stagione 2005/2006, oltre ai 15 da scontare nel campionato 2006/2007, riscrivendo completamente la classifica maturata sul campo.

Guido Rossi, commissario straordinario della FIGC ai tempi di Calciopoli – 22 Maggio 2006

La tifoseria è disorientata, Diego accusa il colpo: lui che, forse con un po’ di scelleratezza, voleva cambiare il mondo del calcio, sfida apertamente Berlusconi anche sul piano politico e perde clamorosamente. Si autoinfligge un passo indietro ma soprattutto provoca una frattura tra le ambizioni dei tifosi e quelle della Società, dalla quale Diego si distacca sempre più. La sua condanna definitiva a 8 mesi di inibizione sancisce il definitivo distacco del patron Viola dalla Fiorentina. La quale, senza i 15 punti di penalizzazione, avrebbe meritatamente raggiunto il terzo posto qualificandosi per i preliminari di Champion League. Ma fu comunque un anno fantastico, concluso al sesto posto nonostante la penalizzazione, nel quale la tifoseria oscillava tra la rabbia per la persecuzione orchestrata dal “Palazzo” e quella per il patron viola che aveva ingenuamente abboccato al tranello ordito contro di lui, condannando la Fiorentina a perdere l’ennesimo anno nella sua risalita verso palcoscenici internazionali.

Lo sponsor tecnico della squadra è Lotto mentre quello ufficiale è Toyota. Diego e Andrea Della Valle, fur ancora frastornati dallo scandalo di Calciopoli che brucia enormemente soprattutto nell’orgoglio di “Sciarpa”, come amichevolmente i tifosi hanno soprannominato Diego, mettono a disposizione di Cesare Prandelli una squadra rinforzata tecnicamente con l’arrivo di Adrian Mutu, Carlo Alberto Santana, Fabio Liverani, Reginaldo, Alessandro Potenza, Michele Blasi e Massimo Gobbi, senza dimenticare i riscatti di Sebastian Frey e Riccardo Montolivo.

Dopo una immeritata sconfitta in casa con l’Inter per 2-3, e la successiva sconfitta a Livorno per 1-0 con l’immancabile gol di Lucarelli, Prandelli inanella cinque vittorie, con in mezzo la sconfitta ad Udine dopo la vittoria sul Parma: Parma (1-0), Catania (3-0), Empoli (2-1), Reggina (3-0) e Torino (1-0), Empoli e Torino in trasferta. Concentrati esclusivamente sul campionato, dopo l’uscita in Coppa Italia al secondo turno eliminatorio con il Genoa, la squadra offre buone prestazioni e qualche rovescio inaspettato, ma alla fine si piazza al 6° posto, dopo essere stata fino alla 14° giornata tra il 20° e il 18° posto causa la penalizzazione, con un ruolino di marcia in casa (16 vittorie, 2 pareggi e 2 sole sconfitte, che consentirà al compianto giornalista e tifoso Ciccio Rialti di ribattezzare il Franchi come il “fortino” di Prandelli.

Il sesto posto consente alla Fiorentina di ottenere l’accesso in Coppa UEFA, un risultato grandioso in rapporto alla pesante penalizzazione di 15 punti che a molti aveva fatto prefigurare uno scenario molto meno prestigioso.

Il debutto è con il Groningen, società olandese considerata di seconda fascia, che si dimostra invece ben strutturata e competitiva. Il 20 settembre 2007 i tifosi viola vengono accolti in una stadio che è una chicca: comodo, riscaldato, pulito, ben organizzato. Una sensazione bellissima per i tifosi viola, abituati a stadi molto meno accoglienti e, in molti casi, fatiscenti. Il doppio confronto, terminato sia all’andata che al ritorno con il punteggio di 1-1, vede prevalere la Fiorentina ai rigori per 5-4.

Il Viola Club Franco Nannotti in trasferta ad Amsterdam il 10 Aprile 2008

E’ una bella cavalcata in Europa quella che la squadra di Prandelli regalerà ad una tifoseria sempre più motivata e ambiziosa: sono tanti i voli charter che i tifosi riempiono per andare a Villareal, piccolo borgo con sede nella provincia di Castellon della comunità valenciana, nella Spagna orientale, a circa 60 km da Valencia.

Coloro che erano in pullman con il sottoscritto nel trasferimento dall’aeroporto allo stadio, ricordano con affetto che l’autista del pullman chiese indicazioni per lo stadio ad alcuni passanti, perché lo stadio stesso si trovava in una landa sperduta di cui evidentemente non era a conoscenza.

La fase a gironi, grazie al pareggio a Villareal per 1-1, alla roboante vittoria casalinga con gli svedesi dell’Elfsborg per 6-1, al pareggio ad Atene con l’AEK per 1-1 ed alla conclusiva vittoria interna con la squadra ceca del Mlada Boleslav per 2-1, si chiude con il passaggio del turno e la Fiorentina accede alla successiva fase ad eliminazione diretta ed il livello degli avversari ovviamente cresce. Ci pensa Mutu a liquidare il Rosemborg in Norvegia (0-1), consentendo alla squadra di giocare in scioltezza il ritorno a Firenze (2-1. Gol di Liverani e Cacia) e conquistare il passaggio del turno.

Agli ottavi di finale tocca all’Everton (2-0 all’andata a Firenze), con una invasione viola a Liverpool in occasione del ritorno: la squadra inglese sembra caricata a pallettoni e in molti nasce il sospetto che abbiano assunto sostanze non proprio lecite per come corrono e con quale intensità. Ai tempi regolamentare finisce 2-0 per gli inglesi ma già ai supplementari e soprattutto ai calci di rigore l’acido lattico si deposita pesantemente nei muscoli dei giocatori dell’Everton e la Fiorentina si impone con il punteggio di 2-4.

Ai quarti di finale Mutu decide di fare la storia e con il PSV, titolata squadra olandese, determina entrambi i risultati con 3 magnifici gol; il primo a Firenze davanti a 34.000 spettatori con un gol fortunoso che consente alla Fiorentina di pareggiare 1-1, e poi ad Eindhoven dove con una sassata su punizione prima e poi con un chirurgico tiro in porta sulla ribattuta del portiere olandese in uscita disperata su Pazzini chiude il conto (0-2) e consegna a Firenze e alla squadra viola la semifinale di Coppa UEFA.

E qui si infrange il sogno: con due scialbe prestazioni con il Glasgow Rangers, entrambe chiuse con il punteggio di 0-0, stavolta i rigori beneficiano gli scozzesi grazie agli errori di Vieri e Liverani: verranno battuti facilmente in finale dai russi dello Zenith San Pietroburgo, con maggior rimpianto per i tifosi viola.

Il contributo di Vieri e Osvaldo, acquistati ad inizio stagione per rinforzare l’attacco, è determinante per consentire la bella cavalcata in Coppa UEFA. E’ stata una stagione entusiasmante nella quale tutte le città europee dove la Fiorentina va a giocare vengono invase dai charter e dai pullman viola. Si comincia con Groningen – uno stadio meraviglioso in una cittadina olandese per niente accogliente con i nostri tifosi che ingaggiano violenti scontri con gli hooligans locali e con le forze di polizia a cavallo – passando per Villareal, Rosenberg, Liverpool versante Everton, PSV e, appunto, Glasgow. L’entusiasmo vola con i tifosi che abbracciano Cesare Prandelli e la squadra all’aeroporto di Liverpool dopo l’epica battaglia con l’Everton, salutano I fratelli Della Valle a giro con il nipotino nelle strade di Liverpool, festeggiano i due capolavori di Mutu nella rete del PSV ancora in terra olandese: insomma è una stagione in cui si gode. E si gode anche in campionato, su tutto la rovesciata di Osvaldo a Torino che vale la qualificazione in Champion League. C’è chi ha fuso la macchina in quella trasferta ma i suoi ricordi sono tutti incentrati sulla partita, sul viaggio nel bagagliaio di un caro amico che purtroppo ci ha recentemente lasciato, sulla gioia incontenibile di quella giornata che ha segnato lui come tanti tifosi viola. E’ l’anno del doppio successo con la Juve grazie ai gol di Papa Waigo, il nero dalle zampe gialle: i tifosi sognano e ne hanno motivo.

18 Maggio 2008 Torino-Fiorentina 0-1 Osvaldo segna il gol partita al 31’ del secondo tempo

E’ l’anno della Champion

Con la nuova stagione arrivano Gilardino e Felipe Melo e di nuovo tutta Europa si colora di viola. Questa stagione i tifosi la ricorderanno a lungo: Il 15 febbraio 2009 a Genova (per l’occasione i pullman dei tifosi viola vengono scortati in autostrada utilizzando la corsia di uscita e non quella di entrata, con conseguente paralisi del traffico automobilistico dell’intera area), Mutu con una fantastica tripletta condanna formalmente il Genoa di Gasperini – e mai gioia fu più grande – a lasciare il passo alla Fiorentina per la conquista dell’accesso alla Champion. E’ ancora quarto posto e la Fiorentina ci riprova.

15 febbraio 2009 Genoa-Fiorentina 3-3 Mutu esulta dopo aver segnato il terzo gol

Comincia a serpeggiare una certa insoddisfazione: la squadra è protagonista in Italia (a lungo seconda in Campionato), in Coppa Italia (eliminata in semifinale con l’Inter) e in Europa (trionfa a Liverpool e approda agli ottavi di finale di Champion con il Bayern Monaco grazie al gol di Gilardino al 92’). Sembra che manchi poco per salire quel gradino che consenta alla squadra di fare il salto di qualità e provare davvero a vincere. L’appetito vien mangiando e una parte della tifoseria, stuzzicata da una stampa compiacente, non si accontenta più del quarto posto e chiede acquisti e investimenti all’altezza. Nasce in questo periodo (ma si affermerà con forza solo 2/3 anni dopo, la “scissione” tra i leccavalle – ragionieri e pragmatici – e i sognatori, quelli che vogliono di più, che non si interessano ai bilanci ma solo al risultato sportivo. Per tutti il 17 febbraio 2010 sarà una mazzata mortale: l’arbitro norvegese Ovrebo prima espelle Gobbi per un fallo inesistente, poi convalida all’89° un gol di Klose in palese fuorigioco. Una cosa inaudita, un furto clamoroso che taglia le gambe ai tantissimi tifosi viola presenti all’Allianz Arena e che hanno tinto di viola tutte le grandi città dove ha fatto sosta la Fiorentina. Una tifoseria meravigliosa che, lo voglio ricordare, ha visto anche momenti dolorosi quando a Liverpool, prima della partita, ha perso per un infarto uno dei motori del tifo organizzato, Paolo Pani, sopravvissuto e rientrato a Firenze qualche giorno dopo ma impossibilitato a proseguire nella sua opera di organizzatore dei tanti charter viola messi in piedi in quel periodo.

17 Febbraio 2010 Bayern-Fiorentina 2-1 L’arbitro Ovrebo mostra il cartellino rosso a Gobbi

La squadra prova a ribaltare la sconfitta ad opera esclusivamente dell’arbitro, e ci riesce quasi quando Jovetic fa impazzire il Franchi segnando il 3-1 che avrebbe qualificato la Fiorentina. Una gioia che Robben spenge quasi subito, condannando la squadra viola all’eliminazione.

Il rilancio con Montella

L’anno successivo la squadra, guidata da Sinisa Mihajlovic bordeggia a metà classifica e tocca il suo momento peggiore l’anno dopo, quando Delio Rossi, subentrato al serbo per dare una scossa alla squadra, aggredisce in panchina Adem Ljajic, guadagnandosi il meritato licenziamento in tronco.

Con Montella i Della Valle hanno un sussulto e rilanciano sul mercato – forse infastiditi dalle polemiche sul vivacchiare e sull’autofinanziamento che imperversano sui media – e forniscono all’allenatore romano una squadra competitiva. Arrivano Gonzalo Rodriguez, Savic, Pizzarro, Borja Valero, Cuadrado, Vecino e Giuseppe Rossi. E’ l’anno di prestazioni indimenticabili, nel cuore e nella testa di tutti i tifosi viola: la Fiorentina travolge il Milan a San Siro, annichilisce l’Atalanta al Franchi, schianta l’Inter con doppiette di Ljajic e Jovetic (“il pallone è quello giallo”), sbanca Roma (versante Lazio) e Bergamo con perentori 0-2. E si piazza al quarto posto, ritornando meritatamente in Europa League, non senza sottolineare come il terzo posto, quello che consente l’accesso alla Champion, è stato consegnato dagli arbitri italiani al Milan con una serie impressionante di rigori a favore, una stagione che i tifosi viola celebrarono con la maglietta “Rigore per il Milan” a rimarcare l’ennesimo aiutino benevolente nei confronti delle squadre “strisciate”.

Grazie all’entusiasmo di Andrea Della Valle – che riesce a vincere le resistenze di Diego, sempre più scettico sull’opportunità di investire nella Fiorentina – arriva Mario Gomez. In oltre ventimila al Franchi, sotto un sole cocente, i tifosi viola in delirio accolgono Super Mario, bomber del Bayern Monaco, arrivato sull’Arno con le stimmate del calciatore vincente. E’ un anno affascinante, impreziosito a Gennaio dall’arrivo di Mohamed Salah, un campione che farà la storia del calcio mondiale e che per 6 mesi veste la maglia della Fiorentina con un contratto di solo prestito che influenzerà pesantemente il giudizio finale sulla proprietà Della Valle. Ma è anche l’anno di un giovane attaccante della Primavera, Khouma El Babacar, una promessa del vivaio viola che, comunque lo si giudichi, contribuirà con i suoi 9 gol a impreziosire la stagione della Fiorentina, e di un giovane terzino spagnolo, Marcos Alonso, prelevato dal Sunderland, che lascerà non pochi rimpianti nel cuore dei tifosi.

20 Ottobre 2013 Fiorentina-Juventus 4-2 Pepito Rossi segna il primo gol della storica tripletta

E’ l’anno del favoloso 4-2 alla Juve, con tripletta di Pepito Rossi e gol splendido di Joaquin, una partita storica che molti tifosi hanno celebrato comprando la tazza ricordo di quel fantastico pomeriggio di Ottobre che è il simbolo dell’intera stagione. Lo stadio Franchi impazzisce di gioia e abbraccia i suoi gioielli indiscussi (Cuadrado, Rossi, Joacquin, senza dimenticare Gonzalo Rodriguez, Fernandez, Alonso, Borja Valero, Savic, Vargas, Ilicic) che hanno esaltato la tifoseria viola con le loro prestazioni e hanno dato un significato importante all’intera stagione, portando la squadra al quarto posto finale. Una stagione il cui fiore all’occhiello è la finale di Coppa Italia a Roma contro il Napoli.

Jenny La Carogna

Oltre 30.000 tifosi invadono la Curva Sud dello Stadio Olimpico in una serata in cui protagonista è Jenny La Carogna e in cui lo Stato, la Società Viola, la Lega e una parte della tifoseria abdicano vergognosamente di fronte alla violenza e all’arroganza, costringendo a giocare una partita che non andava giocata, con un risultato che era già scritto e che rappresenta l’ennesimo marchio di vergogna del calcio italiano. E non conta l’errore di Ilicic che sbaglia un clamoroso gol, un gol facile che avrebbe comportato il pareggio e l’accesso ai tempi supplementari, con il Napoli in evidente crisi atletica. La passeggiata dei dirigenti delle due squadre a prendere ordine da Jenny La Carogna, con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi presente in Tribuna ad assistere, il tentativo di convincere i tifosi a non tifare in segno di rispetto (ma di rispetto di chi?), lo scandaloso inizio della partita con oltre 30 minuti di ritardo, del tutto ingiustificato se non dal fatto che la squadra del Napoli era stata sequestrata dalla frangia camorrista della tifoseria partenopea, segnano una giornata iniziata festosamente dalla carovana di pullman e auto e che, dopo oltre 5 ore di sosta al casello di Roma Sud, assiste impietrita a questa vergogna per tornare a casa mesta e avvilita, ma mai doma.

3 Maggio 2014 Fiorentina-Napoli 1-3 La Tifoseria viola allo Stadio Olimpico

La squadra arriva nuovamente quarta ma spadroneggia in Europa: eliminato il Tottenham (a Londra per un disguido all’aeroporto i tifosi provenienti da Pisa poterono entrare solo nel secondo tempo per festeggiare lo storico 1-1), la Roma – il secondo gol di Alonso nel ritorno a Roma rimane uno dei gol più belli della stagione –  e la Dinamo Kiev (gol di Babacar all’andata e sigillo di Gomez e Vargas al ritorno).

Poi purtroppo si spenge la luce: la Fiorentina affronta in semifinale il Siviglia di Unaj Emery, fresco vincitore l’anno precedente dell’Europa League che si ripeterà anche in questa stagione e in quella successiva: un’onda viola invade Siviglia in una calda giornata di maggio, ma la prestazione non è all’altezza delle aspettative. Il Siviglia è sicuramente più forte ma la Fiorentina entra in campo scarica; si ripeterà lo stesso copione anche al Franchi.

Usciamo frastornati dal doppio scontro dopo che anche in Coppa Italia Mohamed Salah ci aveva illuso in semifinale vincendo a Torino con la Juvemerda per poi venire asfaltati al Franchi ed uscire dalla Coppa. Un finale di stagione che segnerà il destino di Montella.

Arriva Paulo Sousa

Due semifinali e due eliminazioni: il giocattolo si rompe. La dicotomia “leccavalle”/”sognatori” si acuisce, i gravi infortuni di Mario Gomez e di Pepito Rossi spezzano il sogno, Salah lascia la maglia viola non senza polemiche, se ne va anche Joaquin. Montella viene sostituito da Paulo Sousa che per tutto il girone di andata riaccende le speranze dei tifosi viola. Il terzo posto di Gennaio fa sperare che nella sessione di mercato invernale la Società offra all’allenatore una serie di rinforzi adeguati. Arrivano invece Konè, Tino Costa, Tello e Benalouane, acquisti che una parte della tifoseria subisce come un insulto e che lo stesso Sousa non gradisce, distaccandosi polemicamente con la frase “faccio la frittata con le uova che mi danno”. Si esce subito in Coppa Italia con il Carpi, si esce ai sedicesimi di Europa League con il Tottenham. E anche se la stagione viene salvata da un quinto posto che conferma la partecipazione all’Europa League, la sensazione è che ormai non ci sia possibilità di miglioramento.

Paulo Sousa (Ansa)

Sousa resta anche nella stagione 2016-2017 ma esce in Coppa Italia ai quarti e esce in Europa League ai sedicesimi, terminando ottavo in campionato. Condannati a vivacchiare o pronti per un nuovo rilancio?

La morte di Astori e l’illusione di ripartire

E’ il primo anno che la Fiorentina è fuori dall’Europa: mancano le trasferte internazionali, il suono della musichetta come diceva il mitico Mario Ciuffi, manca soprattutto l’entusiasmo. E la convinzione di essere perseguitati dalla sfortuna e da complotti penalizzanti per i nostri colori trova conferma a Udine il 4 marzo 2018 nella tragica scomparsa di Davide Astori. Un lutto che segna la città e la squadra, il primo di una lunga serie che contrassegnerà la storia recente della Fiorentina.

Una perdita che Stefano Pioli, nuovo allenatore della squadra, riesce a gestire professionalmente e con coraggio, un evento tragico che i soliti cercatori di responsabilità addosseranno sulle spalle del medico sociale Prof. Galanti, condannato e indicato come responsabile primo della morte di Davide, dimenticando che spesso la fatalità e una serie di concause non evidenti e non palesi possono cambiare il corso di una storia e anche di una vita.

Davide è stato adottato con il numero 13 ed è nel cuore della tifoseria viola: Davide rappresenta l’ultimo passaggio al definitivo disimpegno della famiglia Della Valle che, di lì a poco, passerà la mano al tycoon americano Commisso.

Davide Astori

E’ opportuno tuttavia rimarcare che durante la gestione Della Valle, una delle proprietà più longeve della storia della Fiorentina, non sono mancati momenti di esaltazione e di grande entusiasmo, pur senza mai raggiungere traguardi e trofei. L’astio con cui si è conclusa la loro parabola, culminata con il presidio davanti ai negozi Tod’s di Via Tornabuoni, è ora oggetto di recriminazioni e rimpianti in tanti che, sconsolati, vedono un presente ancora più nero. Del resto il consigliere della Fiorentina Panerai lo aveva annunciato: “li rimpiangerete”.

Nel mercato estivo che si chiude il 31 Agosto 2016 vengono ceduti Manuel Pasqual, Ante Rebic, Facundo Roncaglia, Mario Gomez, Giuseppe Rossi, Marcos Alonso. E’ il segnale della dismissione: i festeggiamenti per i 90 anni della Fiorentina non riusciranno a riportare entusiasmo tra i tifosi. In una stagione che vede tra i giocatori che registrano il maggior numero di presenze Cristian Tello lTello, tello te, pochi sono i sussulti che riempiono i cuori dei tifosi: la vittoria in trasferta a Cagliari per 5-3, il 5-4 casalingo con l’Inter e il 3-2 sempre al Franchi con la Lazio. La stagione 2016/17 vedrà la Fiorentina chiudere all’ottavo posto, fuori ai quarti in Coppa Italia con il Napoli, fuori ai sedicesimi di Coppa UEFA con il Borussia M’gladbach.

E la stagione successiva sarà l’ultima dell’era Della Valle.

Fabio Fallai

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