LA STORIA DELLA FIORENTINA CONTINUA
a cura di Massimo Cervelli – 7° puntata
1975-76 LA FIORENTINA DI MAZZONE E’ UNA GRANDE DELUSIONE
La vittoria della Coppa Italia portò grande entusiasmo e fiducia nella nuova Fiorentina allenata da Mazzone. Il tecnico ritiene che la squadra non abbia bisogno di rinforzi. Ugolini, oltre a concordare sulla valutazione, è convinto che l’allenatore romano sia “l’uomo giusto per condurre la squadra verso ambite mete”. L’obiettivo dichiarato era che la Fiorentina si mantenesse nel gruppo di testa fino alla fine del campionato, senza però nessun sogno di scudetto, puntando, indicativamente, dal terzo al quinto posto. Il lavoro con i giovani ha certe caratteristiche, Mazzone confida che tutti risponderanno nel miglior modo possibile e ringrazia Rocco per come lo ha accolto.
In effetti, i cambiamenti effettuati nell’estate sono minimi: il rientro dell’attaccante Bresciani, riscattato dal Foggia, diventato vice capocannoniere della serie B, e l’acquisto del difensore Giovanni Bertini, cresciuto nella Roma, dall’Ascoli. I due prendono il posto di Saltutti e Lelj ceduti entrambi alla Sampdoria, il secondo in comproprietà; Tormen e Manunza vanno al Modena da cui arriva il difensore Talami; Prestanti è riscattato dal Vicenza, da cui rientra Macchi ceduto al Verona; per il settore giovanile arrivano la mezzala Masala dall’Olbia, Orsini dalla Marinese e il centrocampista Ceccato dal Padova.
Questi i movimenti minori che avvengono in uscita: il libero Berni alla Massese insieme al centrocampista Resta, il difensore Rossi al Rimini, Braglia alla Cremonese, gli attaccanti Colombi al Siena, Brutti all’Aquila, Balestrelli e Martellucci al Grosseto, i centrocampisti Stefanini e Monti al Pontedera, la mezzala Capacci al Sorrento, il portiere Pellicanò all’Empoli, il mediano Acconcia al Montevarchi. Un intero blocco di giovani calciatori viene trasferito alla Rondinella: il portiere Lucetti, i difensori Scannerini, Pemoni e Gritti, i centrocampisti Fulignati e Ghiandi, gli attaccanti Mancini e Del Nero.
Pandolfini rifiuta le offerte dell’Inter per Merlo (650 milioni, ma non offre Boninsegna l’unica contropartita richiesta dalla Fiorentina); del Bologna, che deve sostituire Savoldi venduto al Napoli alla cifra record di 2 miliardi, per Desolati (Clerici e soldi); della Lazio per Speggiorin.
La piazza, galvanizzata dalla vittoria della Coppa Italia risponde con entusiasmo sottoscrivendo 16.968 abbonamenti per un incasso societario di circa 830 milioni
Questi i 25 convocati per il 1° agosto, ore 18, allo stadio Comunale. Portieri: Superchi, Mattolini, Saccardi. Difensori: Bertini, Brizi, Della Martira, Galdiolo, Pellegrini, Roggi, Talami (‘55), Tendi. Centrocampisti: Antognoni, Beatrice, Ceccato (‘56), Guerini, Merlo, Rosi. Attaccanti: Avino (‘53), Bresciani, Casarsa, Caso, Desolati, Pagliari (‘57), Piccinetti, Speggiorin. La comitiva è guidata dal vicepresidente Melloni, accompagnatore ufficiale, ma partono, in realtà, in 21: Desolati è militare, Caso e Rosi attendono il congedo, mentre Galdiolo è rimasto a Firenze con il professor Baccani.
Il ritiro, confermato a Massa Marittima, inizia il 3 agosto. Il programma prevede atletica al mattino e preparazione tecnica individuale al pomeriggio, poi interval training e preparazione differenziata.
L’idea base di Mazzone è che la squadra deve giocare dieci metri più avanti dell’anno passato, con una difesa accorta ed elastica (Roggi), Guerini centrocampista di spola con Merlo centromediano metodista e Caso ala tattica; Antognoni regista avanzato, a cui chiede più gol, centravanti sarà Casarsa nonostante non sia uno sfondatore autentico, perché, dice Mazzone, la Fiorentina non avrà problemi a fare gol, schierando, accanto a lui, Speggiorin.

Roggi e Merlo sono squalificati per la prima di campionato. La Fiorentina ha accumulato nel 1974-75 ben 23 giornate di squalifica ed è un elemento che deve essere corretto. Mazzone ha lasciato Ascoli dopo 16 anni, dieci da calciatore e 6 da allenatore, vuole una squadra disciplinata. Il primo infortunato in allenamento è Bertini che deve operarsi al menisco.
La prima uscita, sabato 16 agosto, con la Massetana (10-0) davanti a cinquemila tifosi. Beatrice sostituisce Galdiolo, l’altro terzino è Roggi; coppia centrale Pellegrini e Della Martira. Tanti gol con doppietta di Speggiorin, reti di Casarsa e Antognoni nel primo tempo; tripletta di Rosi, Piccinetti, Pagliari e Caso, spostato nel ruolo di vice Merlo, nella ripresa. Una Fiorentina al 50% secondo la valutazione data da Mazzone.
Il 20 agosto, a Massa, i viola colgono uno stentato pareggio con la Massese (1-1): vantaggio su rigore di Caso nel primo tempo e superiorità dei padroni di casa che colgono il pareggio nella ripresa. Mazzone è amareggiato per le critiche: la squadra non può essere giudicata prima che abbia raggiunto la migliore condizione atletica. Le lacune più evidenti appaiono quelle dell’attacco, mentre i reingaggi hanno un solo caso problematico, quello di Antognoni, che viene comunque risolto. Il 24 agosto la Fiorentina vince a Viareggio (2-1), schierando la stessa formazione base e faticando ancora, con i locali, squadra di serie D, in vantaggio nel primo tempo; nella ripresa i gol di Caso e Casarsa ribaltano il risultato.
Mazzone risponde alle critiche dando appuntamento all’esordio in Coppa delle Coppe il 17 settembre, ma, oltre alla condizione fisica, non convince la nuova posizione di Antognoni. Il 30 agosto alla Rufina per l’inaugurazione dell’impianto la Fiorentina gioca contro l’Arabia Saudita (2-1), allenata, assieme ad Hector Rial, da Puskas che ha un contratto di 80 milioni l’anno per insegnare calcio. Viola in vantaggio con Speggiorin, già contestato dal pubblico e difeso da Mazzone, subito in gol, seguito da Casarsa. Nella ripresa gli arabi, veloci, ma tecnicamente limitati, accorciano le distanze grazie ad un’autorete di Della Martira. I viola faticano ad arrivare alla conclusione, il gioco diventa arzigogolato per i troppi passaggi e mancano ali vere, ma Mazzone difende questa scelta: con le difese affollate le ali come una volta sono inutili. Mentre la sua difesa deve spezzare il gioco avversario aiutando a mantenere il controllo del gioco.

La Fiorentina era ammessa, come detentrice, direttamente al girone di semifinale di Coppa Italia, per cui il precampionato perse l’attrattiva maggiore e le verifiche più significative.
Mercoledì 3 settembre, ore 21, davanti a ventimila spettatori i gigliati giocano contro il West Ham la prima partita ufficiale della stagione. È la finale d’andata della Coppa di Lega Italo-Inglese 1975-76, una manifestazione organizzata per volontà di Gigi Peronace dirigente calcistico italiano con un rapporto diretto in Inghilterra e che mette di fronte le vincitrici delle due coppe nazionali. Mazzone teme la gara. Il campionato inglese è cominciato il 16 agosto e sa che la Fiorentina non è ancora pronta: mette le mani avanti, ci sta di perdere. La RAI trasmette la radiocronaca del secondo tempo. È una partita sofferta, brutta e lenta, vinta grazie ad un gol di Guerini segnato al 19’ – favorito da una papera del portiere Day incapace di trattenere un tiro normalissimo – e difeso per tutta la gara. Nei viola buona la prestazione di Merlo nel nuovo ruolo chiesto da Mazzone, mentre Antognoni fatica ad adattarsi alla posizione richiesta. Viola solidi in difesa ed a centrocampo, con il grande lavoro di Caso e Guerini, ma evanescenti in attacco. La prima formazione titolare di Mazzone era il riflesso delle sue scelte: Beatrice e Roggi coppia di terzini; Pellegrini libero e Della Martira stopper; Guerini, Merlo e Antognoni a centrocampo; Caso sulla fascia, ma a sostegno del centrocampo e due punte Casarsa e Speggiorin – quest’ultimo è l’attaccante su cui Mazzone conta di più, davanti a Desolati, militare, e a Bresciani che appare troppo esile con i suoi 65 kg. Al 29’ della ripresa avvengono i due cambi: Mattolini per Superchi, leggermente infortunato, e Bresciani per Casarsa.
Nel mirino della critica e in quello del pubblico c’è già da tempo Speggiorin. Fisico forte, falcata veloce, tiro potente da fermo ed in corsa, notevole elevazione, ma tutte queste doti non emergono in partita. Il nuovo Riva delude e Mazzone rifiuta di rispondere alle domande su di lui. Resta estremamente ottimista Ugolini che crede fermamente nella squadra e nel tecnico, tanto da vedere notevoli progressi nel gioco.
Domenica 7 settembre i viola giocano in amichevole ad Udine, con Beatrice che, sostituito da Tendi, prende il posto di Caso. È un altro incontro modesto quello contro l’Udinese, che milita in serie C, vinto, immeritatamente, con un gol segnato da Antognoni al 66’.
Il mercoledì Antognoni e Roggi giocano con la Nazionale un’amichevole con il Basilea, mentre Guerini, Caso, Casarsa e Della Martira sono impegnati a Chiasso con l’Under 23 di Vicini, che giudica i viola “fuori condizione” facendo infuriare Mazzone che parla di fastidio muscolare per Caso e di un infiammazione nevralgica per Guerini e rimanda tutti, dopo una serie di partite inespressive, all’esordio europeo.
La seconda gara ufficiale a Istanbul, nei 16i di Coppa delle Coppe, viene giocata di fronte a 35 mila spettatori e a Fulvio Bernardini. Il match si risolve con un perentorio 3-0 inflitto al Besiktas (doppietta di un magnifico Caso e gol conclusivo di Casarsa).
Domenica 21 settembre, alle ore 16,30, i gigliati completano il percorso di avvicinamento al campionato ospitando il Rapid Bucarest davanti a 15 mila spettatori sotto un sole cocente che non aiuta il ritmo partita. Alla mezzora Guerini sbaglia un facile tiro e viene beccato dai tifosi della Maratona: il giocatore risponde con un gestaccio e Mazzone lo sostituisce con Rosi. I viola giocano al piccolo trotto, sbagliano diverse occasioni con Speggiorin e passano solo all’81’ con Antognoni, a cui Merlo allunga una punizione dal limite.
La domenica successiva Roggi e Antognoni vengono impiegati nella Nazionale che, duramente contestata a Roma, pareggia (0-0) con la Finlandia, mentre l’Under 23 vince ad Helsinki (3-2) con doppietta di Casarsa, impiegato assieme a Della Martira, Guerini e Caso.

La gara di ritorno, il 1° ottobre con il Besiktas, scorre sul velluto. Scarso il pubblico, circa diecimila presenti, per la scontatezza del risultato, ma anche per la scelta di fissare un alto prezzo per i biglietti (duemila lire per le Curve). Galdiolo e Rosi sostituiscono Roggi e Merlo squalificati per la partita di Ascoli. La Fiorentina è padrona del campo e vince esattamente con le reti segnate, e con gli stessi autori, nello stesso ordine, della partita d’andata! Il sorteggio estrae come avversario negli ottavi il Sachsenring di Zwichau vincitore della Coppa della Germania Orientale.
L’esordio in campionato mette subito l’allenatore contro il proprio passato. La Fiorentina gioca ad Ascoli, contro una squadra costruita da Mazzone e ora allenata da Riccomini. Una gara brutta e nervosa, con quattro ammoniti viola. La Fiorentina viene messa alla corde e perde (1-0), con un gol realizzato da Gola, il dominatore della gara, che trasforma un rigore, dopo che Ghetti se ne era visto parare un altro. Antognoni appare, ancora una volta, fuori posizione; la difesa, soprattutto nei marcatori, in difficoltà e l’attacco impalpabile.
L’esordio interno contro il Napoli offre immediatamente l’occasione per rispondere alle forti critiche piovute sulla squadra dopo il match di Ascoli dalla tifoseria che contesta anche il caro prezzi (Maratona a 6.000 lire e curva Fiesole a tremila).
I gigliati, schierati con la formazione titolare, passano in vantaggio al 9’, con un rigore trasformato da Casarsa, poi spariscono dalla partita per la reazione partenopea e per l’espulsione di Beatrice al 34’ per un fallo a gioco fermo sull’ala Massa. È Superchi il grande protagonista che nega il pareggio fino al 67’, quando deve capitolare per un tocco di Massa sotto misura. Vinicio critica il non gioco viola, accusando una compagine che ha praticato solo ostruzionismo. La squadra di Mazzone sembra costruita per giocare di rimessa ed ha ridotto il campo ad Antognoni, abituato ad averlo tutto a disposizione. La squadra, come già nella stagione precedente, scende in campo nervosa ed eccessivamente tesa. Intanto, il Consiglio direttivo multa Beatrice squalificato per due giornate.
A Torino, contro la Juventus, Galdiolo sostituisce Beatrice e Bresciani l’influenzato Casarsa. La Fiorentina comincia bene e risponde al vantaggio di Gori con Speggiorin che sigla il primo gol gigliato su azione dall’inizio del campionato, riprendendo una corta respinta di Zoff. Nel finale del primo tempo Causio, trasformando un calcio di rigore, riporta in vantaggio i bianconeri che nel secondo tempo dominano. I viola sembrano aver finito il fiato e solo il gol di Bresciani nel finale contiene il risultato (4-2). Dopo la netta sconfitta Mazzone parla di “partita entusiasmante” e di Fiorentina “a tratti superiore alla Juventus”, annunciando il riscatto nella partita di mercoledì di Coppa delle Coppe. Insomma, nonostante l’ultimo posto in classifica, l’ambiente è tutt’altro che depresso.
Il 22 ottobre la Fiorentina stenta contro i tedeschi orientali, battuti di misura (1-0), nonostante un grande Antognoni, con un gol di Speggiorin, subentrato a Casarsa, al 71’. Una rete casuale e fortunata segnata nel periodo peggiore dell’incontro d’andata. In attesa dell’apertura del mercato di novembre la Fiorentina conferma la possibile cessione di Desolati, scarsamente utilizzato da Mazzone, su cui si sta scatenando una vera e propria asta (Inter, Verona, Roma). L’allenatore spiega la propria scelta con il servizio militare di Claudio e con il buon rendimento di Speggiorin, ma ribadisce che se Desolati resta non subirà nessun ostracismo. Alla fine Desolati rimane, Vengono invece ceduti Piccinetti in comproprietà al Novara, Talami in prestito alla Cremonese e Pagliari, sempre in prestito, alla Spal.
Il 26 ottobre Antognoni gioca a Varsavia contro la Polonia (0-0), un pareggio che equivale all’eliminazione di entrambe le squadre dall’Europeo – immediatamente l’Italia, sostanzialmente i polacchi per la cui qualificazione l’Italia dovrebbe battere con quattro gol di scarto l’Olanda di Cruyff nell’ultimo incontro all’Olimpico. Il giorno dopo Caso e Casarsa giocano nell’Under 23 che pareggia (0-0) con il Chelsea.
La prima vittoria in campionato arriva contro il Perugia (3-1) alla 4a giornata. Dopo essere andati in svantaggio con un’autorete di Della Martina ed aver pareggiato con l’autorete di Raffaelli, la gara viene decisa da una doppietta di Bresciani, subentrato al 60’ a Casarsa. “Biscia”, partendo solo una volta da titolare, ha segnato tre reti in quattro gare, senza però far cambiare a Mazzone le gerarchie degli attaccanti che vedono in lui e Desolati le riserve designate.

A Sachsenring la gara di ritorno, 5 novembre, si conclude ai calci di rigore. I viola giocano senza gli squalificati Merlo e Speggiorin. I padroni di casa recuperano il gol di svantaggio nei 90’ e i supplementari passano senza che accada nulla. La conclusione, ai calci di rigore, vede i tedeschi realizzarli tutti ed un errore gigliato, quello di Antognoni che colpisce il palo. La squadra ha mostrato nuovamente un diffuso nervosismo, finendo con quattro ammoniti.
È un’eliminazione inaspettata e con questo ulteriore peso la Fiorentina, con la formazione titolare, si misura nel derby dell’Appennino a Bologna, cogliendo un buon pareggio: i viola in vantaggio al 10’ con Speggiorin, che segna incredibilmente di destro, vengono raggiunti al 76’ da Clerici; nel secondo tempo i rossoblu cambiano passo.
La domenica successiva una sconcertante sconfitta interna contro la Sampdoria (0-1), gol di Magistrelli al 40’, lascia la Fiorentina penultima in classifica, alla 6a giornata, a pari punti di Como e Verona. Sul banco degli imputati, a causa di alcuni errori di gioco, viene messo, anche con dei volantini, Mauro Della Martira, genero del presidente. Superchi, invece, chiede una maggiore protezione della difesa. Il responsabile del cattivo rendimento appare lo stesso allenatore che scarica le colpe sul cattivo assortimento dei calciatori dicendo che Merlo e Antognoni posseggono le stesse caratteristiche e che i difensori sanno difendere, ma stando fermi, non in movimento…
La sintesi di sor Carletto era impressionante: aveva lasciato una squadra ad Ascoli e a Firenze aveva trovato giovani calciatori illusi dalle convocazioni in Nazionale e non idonei a formare una squadra!
Il 23 novembre, con Antognoni in campo, l’Italia batte l’Olanda, priva di Cruyff, all’Olimpico (1-0)
Il giorno dopo è in programma ad Ascoli l’incontro U23 tra Italia e Olanda, ma la neve caduta sulla cittadina marchigiana non consente l’effettuazione della partita. Durante il viaggio di ritorno da Ascoli, un incidente automobilistico mette fine alla carriera agonistica di Guerini, il miglior mediano della sua generazione. Andò molto meglio a Mimmo Caso che viaggiava con lui e che rientrò in campo ai primi di gennaio.
La domenica successiva la Fiorentina perde al 90’, cross di Pavone colpo di testa di Boninsegna palla al centro e tre fischi finali, a Milano contro l’Inter, sostituendo Guerini con Beatrice, a sua volta rimpiazzato da Galdiolo, e Caso con Rosi. Fiorentina penultima da sola con un punto di vantaggio sul Cagliari e attacco frontale del presidente ai calciatori che pensano solo alle loro Porsche. Mazzone è sicuro: “usciremo presto dal tunnel”, intanto a Roggi viene applicata una doccia gessata per uno “stiramento collaterale mediano del ginocchio destro”. Mazzone continua la pretattica prima delle partite, non fornendo indicazioni sugli undici che scenderanno in campo, ma porta la squadra in ritiro “disintossicante” a Montecatini. La domenica successiva, senza Della Martira con Bertini e Galdiolo marcatori, Rosi mediano e col rientro di Desolati, schierato in attacco assieme a Casarsa e Bresciani, i viola sconfiggono la Roma (2-0), con gol di Antognoni al 24’ e di Desolati al 59’. È il preludio al successo del 10 dicembre a Londra (0-1 sul West Ham), nella finale di ritorno della Coppa con gol di Speggiorin al 19’ e con i giovani Mattolini e Tendi in campo. Capitan Merlo alza il trofeo, consegnato dai rappresentanti della Lega inglese e il giorno dopo la Fiorentina riceve gli elogi della stampa britannica.

Lo stesso Speggiorin, con una rete di rapina all’82’, sigla anche la preziosa vittoria di Como. La classifica migliora, il gioco no.
Merlo e Antognoni, magnifici sotto la guida di Radice, vengono impiegati diversamente da Mazzone e la squadra riesce solo a giocare da provinciale per poi vivere di sprazzi individuali.
Dopo una settimana passata con tre vittorie, il peggio sembra passato, ma l’ultima partita del 1975 è ancora una sorgente di amarezza, per la sconfitta interna contro il Milan scaturita da una rete di Chiarugi al 65’.
Caso scalda i motori per rientrare in serie A, giocando l’amichevole di Taranto domenica 28 dicembre finita in un pareggio (3-3) con la Fiorentina sempre di rincorsa con gol di Desolati e doppietta di Speggiorin. Antognoni, autore di una brillante prestazione nella Nazionale contro la Grecia (3-2) appare l’indiscutibile punto di riferimento di una squadra che il presidente Ugolini chiama a raccolta per trasformare gli auguri di fine anno nell’esortazione a battere il Torino di Radice imbattuto da dieci giornate. Gigi vanta numerosi estimatori in città, ed anche i calciatori spendono parole importanti al suo indirizzo, cominciando con Antognoni, passando per Merlo e chiudendo con Roggi. Il Torino non vince a Firenze da 23 anni ed entrambe le squadre fissano in un milione il premio partita. Radice, appena arrivato a Firenze, è andato, con una delegazione di giocatori del Toro, a trovare in ospedale Guerini. In campo vincono i granata, con un gol di Graziani al 38’ che i viola, in cui rientra Caso dal 1’, non riescono a recuperare.

Con questa sconfitta interna inizia il 1976. Fiorentina scalata al 14° posto e applausi a scena aperta a Radice, mentre il pubblico chiede l’esonero di Mazzone, ma Ugolini crede fortissimamente nel tecnico: “prima di lui sarò io ad andarmene”, e se la squadra andrà in B resteranno tutti con lui per risalire. L’ultimo successo granata al Comunale era avvenuto l’11 gennaio 1953 con gol di Buthz e Moltrasio.
La domenica seguente i viola colgono, squalificato Beatrice che peraltro ha un malanno da cui non riesce a guarire e che nell’occasione viene sostituito da Rosi, un sofferto pareggio a Cesena: gol iniziale di Della Martira e pareggio di Rognoni nel finale del primo tempo. Un pareggio meritato per una squadra apparsa in netto miglioramento e, forse, più incline a giocare in trasferta che in casa. La conferma arriva, un po’ a sorpresa, la domenica successiva in casa della Lazio.
Il 16 gennaio Guerini viene sottoposto ad un intervento di chirurgia plastica alla gamba destra, il calvario del calciatore sarà lunghissimo. All’Olimpico è una doppietta di Desolati che porta il successo esterno (1-2) vanificando il momentaneo pareggio di Martini. Nella crescita della compagine gigliata conta l’aver ristabilito le posizioni di Merlo e Antognoni, oltre al rilancio di Desolati considerato inizialmente dal tecnico quarto attaccante. Mazzone si mostra più elastico del previsto in una settimana in cui deve fronteggiare due gravi lutti ravvicinati, quello del suocero e quello del babbo. Tutti i calciatori plaudono alla nuova formula e i viola confermano i loro progressi anche sul terreno di casa sconfiggendo con un secco 3-0 il Cagliari, tutti e tre i gol nella ripesa: Bresciani, Antognoni e Desolati.
La Fiorentina prepara la trasferta di Verona, senza Beatrice fermo per uno stiramento al quadricipite sinistro della gamba destra, a Sesto Fiorentino, con un’amichevole (4-0) contro la Sestese. La serie positiva continua a Verona, accompagnati da un treno speciale di tifosi, con il terzo successo consecutivo. Gialloblu meglio nel primo tempo, che chiudono in vantaggio. Reazione gigliata nella ripresa guidata da Antognoni che pareggia al quarto d’ora e autorete decisiva di Busatta al 77’ a seguito di una punizione del numero 10 su cui il difensore veronese contrasta malamente Roggi. Il girone d’andata, disputato con 16 giocatori di cui solo Antognoni, Superchi e Pellegrini sono sempre stati presenti, finisce con la Fiorentina all’ottavo posto con 15 punti, con quattro lunghezze di vantaggio sulle terzultime. Mazzone, a cui Ugolini rinnova il contratto per la stagione successiva, torna a parlare di conquistare un posto in Coppa UEFA. La nota dolente è il rendimento di Casarsa fermo ad un gol.
All’inizio del girone di ritorno un pareggio casalingo con l’Ascoli, in una partita ostacolata da un vento fortissimo, sembra fermare lo slancio della Fiorentina, ma la vittoria conseguita a Napoli lo rilancia. Decide un’altra doppietta di Desolati, propiziata da Antognoni, questa volta in rimonta dopo il gol di Esposito e il cambio operato da Mazzone con Bertini sostituito da Speggiorin.
La Fiorentina, così come il Bologna e la Juventus, sceglie, clamorosamente ed eccezionalmente, di non partecipare al Torneo di Viareggio.
Intanto, il 10 febbraio Guerini lascia finalmente l’ospedale dopo 76 giorni di degenza e il 23 febbraio parte per Vienna dove il 25 viene sottoposto ad una nuova operazione, la quarta: il trapianto del nervo sciatico della gamba destra e rientra a Firenze il 12 marzo.
La Fiorentina ottiene parole importanti da Vicini, allenatore dell’U23 – “più la vedo giocare e più mi impressiona. A Napoli ha giocato un secondo tempo da grande squadra”; Ugolini è convinto di essere in piena lotta per un posto UEFA e chiede ai viola di battere la Juventus. Anche Roggi, dissipando le voci di un suo presunto litigio con Mazzone, traccia gli elogi del tecnico “pochi allenatori ‘vedono’ la partita come lui”, Carletto gongola, mentre Antognoni è alle prese, in Nazionale, con la presunta congiura bianconera (Causio e Capello) contro di lui. Beatrice, pronto a rientrare, subisce un nuovo infortunio, uno stiramento alla coscia della gamba destra fa fatica a camminare, ma Mazzone è certo di schierarlo contro la Juventus, ma Bruno non va nemmeno in panchina. Mediano gioca Merlo, con Caso ancora con la maglia n. 8.
Bettega, di testa, porta in vantaggio i bianconeri nel primo tempo, ma Bresciani, appena entrato al posto di Speggiorin, pareggia al quarto d’ora della ripresa seccando Zoff con un tiro a volo su passaggio di Merlo. Fiorentina settima, con 19 punti, ma seguono due brutte sconfitte: a Perugia: 2-1 con un bolide di Antognoni che accorcia le distanze solo all’88’ e con Bresciani che, da titolare non funziona; in casa con il Bologna, ancora per 1-2, con gol di Massimelli e Chiodi nei primi venti minuti, mentre Bresciani segna, da subentrato, il punto della bandiera all’86’. In entrambe le gare Caso gioca mezzala, con Merlo mediano.
Fiorentina decima con 19 punti e tifosi scatenati che assediano Della Martira, liberato dalla polizia, nel dopo gara. Il giorno dopo parlano Mazzone, minacciando di mandare in tribuna quei titolari che devono comprendere meglio “l’importanza e la responsabilità di alcune marcature”, e Ugolini che dichiara la sua stanchezza: “Dopo le nozze di mia figlia con Della Martira, la mia posizione personale e quella del giocatore sono diventate difficili. Tra i tifosi c’è chi specula su questo fatto e batte con insistenza sempre sullo stesso tasto”. Ugolini resta presidente, a fianco della Fiorentina, ma si chiede sui propri giocatori: “Abbiamo a che fare con uomini o con ragazzini viziati?” E conclude, “la Fiorentina nel prossimo campionato sarà molto diversa … soprattutto, più modesta e meno presuntuosa”.

A Genova Mazzone, oltre a sostituire lo squalificato Della Martira con Bertini, riporta Caso sulla fascia e Merlo mezzala: la Fiorentina pareggia a Marassi contro la Sampdoria (0-0), frena la caduta e stempera l’ambiente. Intanto, a nove giornate dalla fine, la Juventus ha cinque punti di vantaggio sul Torino.
Da Santa Margherita Ligure la Fiorentina va direttamente a Castel del Piano, sull’Amiata, per preparare la partita del rilancio, quella di Firenze contro l’Inter. Beatrice non guarisce e torna a Firenze, anche Della Martira è indisponibile. Giovedì 18 marzo nel test preparatorio contro il Siena i viola vincono (3-0) con doppietta di Casarsa e Speggiorin, tutti i gol sono segnati nella ripresa.
La Fiorentina, di fronte a quarantamila spettatori, inizia bene la gara contro l’Inter, Merlo fallisce un’occasione favorevolissima, ma dopo mezzora le ostilità paiono finire. La gara si trascina lentamente fino al termine, quando esplode una poderosa contestazione nei confronti della dirigenza e della squadra viola. Anche Roggi è tra i contestati ed esprime tutta la sua amarezza, qua sono l’unico fiorentino, ma se non mi vogliono più… Mazzone parla di “blocco psicologico”, mentre Ugolini è intenzionato ad essere meno tollerante con i calciatori.
All’Olimpico, per la trasferta con la Roma, la Fiorentina deve rinunciare a Merlo, squalificato, e prepara la partita ad Orvieto, dove il giovedì disputa un’amichevole contro i locali, vincendola (3-0) con reti di Antognoni, Casarsa e Bresciani. Le due squadre sono appaiate in classifica, a 21 punti, ed entrambe deluse. È una partita aperta, di quelle che venivano definite di “fine stagione”. I viola recuperano per due volte il vantaggio degli avversari con Antognoni, trascinatore della squadra, e Casarsa. Arriva anche la correzione di Roggi sulle precedenti dichiarazioni: “lasciare la Fiorentina sarebbe la cosa peggiore che mi potrebbe capitare” e chiede pazienza ai tifosi. Esprime tanta felicità Alessio Tendi per l’esordio in serie A. Il Torino batte la Juventus nel derby (1-2, ma diventerà 0-2 a tavolino per il lancio di petardi che avevano colpito il portiere Castellini alla testa) e riduce lo svantaggio in classifica ad un solo punto.
A Firenze i temi di discussione sono la “nullità offensiva” rimproverata a Mazzone e le prime voci di calciomercato con il sicuro arrivo dell’ascolano Steno Gola, chiesto a gran voce dall’allenatore. Ma il 1° aprile viene monopolizzato da Giancarlo Antognoni, non per il suo compleanno, bensì per il pesce d’aprile organizzato da Tele Libera che tiene in sospeso la città diffondendo le voci sul presunto rapimento del calciatore. Mazzone non la prende bene, lo stesso giorno i viola disputano un’amichevole (5-0) contro la Rufina dove si rivede in campo Beatrice.

Il 4 aprile è la giornata del fattaccio: agli ultimi sgoccioli del primo tempo, con il Como passato da poco in vantaggio, i tifosi tolgono gli striscioni dalla Curva Fiesole e un bullone colpisce Rigamonti, portiere del Como, che resta a terra e non rientra nel secondo tempo. I quattro gol segnati dalla Fiorentina sono assolutamente inutili, il Giudice Sportivo dà la partita persa (0-2).
Il Consiglio direttivo della Fiorentina si dimette, rimanendo in carica per garantire l’ordinario funzionamento, in vista dell’assemblea societaria del 28 aprile.
La domenica successiva la Fiorentina va a San Siro, con Mattolini che sostituisce Superchi, Beatrice di nuovo in campo come Brizi, schierato al centro della difesa. Il Milan passa in vantaggio con Benetti dopo poco più di un minuto e vince con un altro gol del Romeo nazionale; accorcia Caso a metà ripresa (2-1). Mazzone parla di anno nero per la sua squadra. In settimana arriva la sentenza del Giudice Sportivo per la gara contro il Como: 0-2 a tavolino, come previsto, e 6 milioni di multa alla società che evita la squalifica del campo. Viene squalificato per una giornata, a causa della somma delle ammonizioni, Roggi.
È una grande partita quella di Torino. I granata difendono il primo posto in classifica contro una Fiorentina pronta a rispondere colpo su colpo. Brizi viene confermato, Tendi sostituisce Roggi, Bertini gioca al posto di Della Martira; davanti Mazzone sceglie Desolati assieme a Casarsa. In vantaggio il Toro con Pulici al 10’, pareggio di Desolati e nuovo gol di Pulici. Al riposo il risultato è di 2-1, Casarsa pareggia su rigore, poi il Torino prende il largo con Zaccarelli e il terzo gol di Pulici; Caso fissa il risultato finale in uno spettacolare 4-3. Mazzone è convinto che il pareggio sarebbe stato il risultato giusto, mentre Merlo parla di “stagione disastrosa” ed entrambi guardano alla Coppa Italia per riscattarla. Il 22 aprile la Fiorentina gioca al Comunale un match di preparazione con la Nazionale Militare in vista del campionato mondiale. La partita finisce in parità (2-2), per i gigliati segnano Caso e Speggiorin, ma va menzionata la prima linea dei militari: Bruno Conti, Pecci, Pruzzo, D’Amico, Altobelli.
Ci vuole il 25 aprile per tornare, dopo oltre due mesi, alla vittoria battendo il Cesena (3-1), con la terza doppietta di Desolati e un gol di Beatrice, ma anche con una grandissima prestazione di Merlo.
Mazzone, per la prima volta nella stagione, si sbilancia dicendo che contro la Lazio, reduce da un pareggio contro i granata a Torino ed in piena lotta per non retrocedere, confermerà l’undici che ha battuto il Cesena.
L’assemblea societaria del 28 aprile conferma, nonostante le critiche l’assetto dirigenziale, con tre consiglieri dimissionari (De Santi, Matteini, Rovai).
Contro la Lazio, sempre a Firenze, la Fiorentina bissa il successo in una partita che mette in mostra due difese sgangherate (4-3), ma che riesce ad essere avvincente per la continua successione di reti. Passa in vantaggio la squadra romana al 6’ con gol di Giordano, pareggia Caso al 20’ ed un’autorete di Martini al 44’ manda i viola in vantaggio all’intervallo. Le due squadre sostituiscono il portiere ad inizio ripresa, entrambi per infortuni. Garlaschelli al 50’ pareggia e Desolati, su rigore essendo uscito per una botta alla testa Casarsa, riporta in vantaggio i padroni di casa. Caso segna il 4-2 e D’Amico, su rigore, fissa il risultato finale. Forti scazzottature in curva Ferrovia e laziali che protestano contro pubblico ed avversari decisi a spingere la Lazio in B, Roggi replica dicendo che la Fiorentina ha fatto solo il suo dovere.
Una Fiorentina molle perde a Cagliari (2-1 con pareggio momentaneo di Bresciani alla fine del primo tempo), contro i rossoblu retrocessi all’ultimo posto in classifica, e il pareggio interno (2-2) con il Verona, dopo aver concluso il primo tempo in vantaggio di due reti (Roggi e Speggiorin). Un finale malinconico: Mazzone dice che la squadra lo ha stancato, deluso ed amareggiato per l’assoluta mancanza di mentalità vincente e l’immaturità.
Il campionato si conclude con un altro piazzamento deludente, il nono posto finale con 27 punti, 4 punti in più dell’Ascoli retrocesso, di cui 15 fatti in casa dove ha perso 5 partite e 12 in trasferta. Desolati con 10 reti è il migliore attaccante, seguito da Bresciani, autore di 7 gol. È l’ultimo campionato in maglia viola di tre campioni d’Italia, gli ultimi rimasti a Firenze: Brizi, Merlo e Superchi. È anche l’anno terribile di Bruno Beatrice che, afflitto da una pubalgia, viene sottoposto, per accelerare la ripresa agonistica, in modo intensivo ai raggi X Roentgen, segnando la sua condanna.

In Coppa Italia la Fiorentina difende il titolo; la prima partita è a Napoli (0-0) dove i viola resistono alla pressione partenopea. La competizione deve aspettare la conclusione del Torneo del Bicentenario negli Stati Uniti dove è impiegata la Nazionale, con Antognoni e Roggi, per il quadrangolare con Brasile, Inghilterra e USA. L’ultimo incontro degli azzurri è il 5 giugno con la Romania (4-2). La Coppa Italia ricomincia il 9 giugno, dopo che i viola hanno giocato varie amichevoli: a Livorno (3-1), a Rimini il 2 giugno per festeggiare la promozione in B dei locali vincendo 5-2 con doppiette di Casarsa e Speggiorin e gol di Bellinazzi, in prova assieme a Volpato. A Firenze i Viola Club manifestano ad Ugolini il proprio dissenso sulla cessione di Merlo.
L’8 giugno a Santa Margherita Ligure scoppia un forte alterco tra Mazzone e Beatrice, che non vuole essere ceduto al Cesena, il calciatore viene rimandato a Firenze. Il giorno dopo i viola in vantaggio per 3-0 sulla Sampdoria (Bertini e doppietta di Rosi) al 67’ subiscono tre reti che valgono il pareggio in undici minuti… Mazzone, nel ritiro di Montecatini s’infuria per le dichiarazioni di Beatrice ai giornali e per il comportamento della squadra che sul 3-0 ha buttato via la partita. Beatrice risponde per le rime, spiegando che non ha nessuna intenzione di accettare il trasferimento pattuito dal club con il Cesena e che Mazzone si è permesso di parlare di un suo scarso impegno.
La Fiorentina, senza Desolati infortunatosi a Marassi, ospita il Milan, di fronte a ventimila spettatori. Rossoneri in vantaggio nel primo tempo con Maldera, poi dal 25’ al 30’ i viola rovesciano il risultato. Il pareggio è di Bresciani, subentrato a Caso, con un bel gol al volo e il vantaggio è opera di Antognoni con un tiro imparabile. Passano cinque minuti e arriva il definitivo pareggio del Milan (2-2) con una deviazione di Brizi su tiro di Villa. Prima del finale un gol viene annullato a Chiarugi, precedentemente autore di un battibecco con Mazzone a cui rimproverava di aver dato istruzioni per “picchiarlo”, per un fuorigioco millimetrico. Anche Roggi, uscito dolorante, polemizza con Chiarugi che, comunque, chiude le polemiche inviando un telegramma al tecnico viola.
La partita con il Napoli, nuovamente preparata a Montecatini, primo in classifica con due punti di vantaggio sui gigliati e sul Milan, è decisiva per riaprire la possibilità di arrivare in finale. Mazzone sostituisce Superchi, apparso incerto contro il Milan, con Mattolini. Caso parte dalla panchina con Casarsa all’ala destra e Bresciani-Speggiorin schierati nella coppia d’attacco. Al 36’ di un primo tempo giocato a basso ritmo i viola passano con Bresciani che ribadisce in rete un pallone respinto dalla traversa. All’inizio della ripresa Mattolini pasticcia su un tiro di Juliano dalla distanza, Massa conclude a rete, ma l’ultimo tocco è di Roggi nel disperato tentativo di sventare il gol. La Fiorentina non riesce a prendere il sopravvento e la gara si conclude (1-1) con una contestazione dei tifosi viola nei confronti di Mazzone e la richiesta di garanzie per il futuro ad Ugolini. Sulla stampa circolano le prime voci di mercato: oltre alla cessione di Beatrice, con l’aggiunta di un cospicuo conguaglio al Cesena per avere il mediano Zuccheri, Merlo è destinato all’Inter, Speggiorin al Napoli e la Juventus offre Capello e Spinosi per il cartellino di Antognoni. Mazzone prova a tranquillizzare la piazza “avremo una Fiorentina come voglio io”. Nel girone di semifinale, a due partite dalla conclusione, i gigliati sono terzi a due punti dal Napoli e ad uno dal Milan. Il match con la Sampdoria rappresenta tante cose: vincere serve a mantenere le residue possibilità di vincere il girone e a salutare con dignità il pubblico dopo una brutta stagione. La Fiorentina va in vantaggio di tre reti nel primo tempo, ma, a differenza dell’andata, non si fa riprendere (3-1). I viola giocano con Merlo mediano e Caso interno, con Casarsa all’ala destra; Bresciani e Desolati costituiscono la coppia d’attacco. Al 26’ il primo gol, originato da una conclusione di Merlo deviata da Lippi che spiazza il proprio portiere. Tre minuti dopo il raddoppio è di Desolati che risolve una mischia conseguente ad un corner calciato da Antognoni. Viene annullato un gol a Bresciani e poi è Antognoni, con una punizione toccatagli lateralmente da Merlo, a infilare la porta doriana con un bolide che s’insacca all’incrocio dei pali. In avvio di ripresa l’unica rete sampdoriana causata da una sfortunata deviazione di Pellegrini. Per Merlo e Superchi è l’ultima partita nel loro stadio, anche per Brizi, ma la trascorre tutta in panchina. Il Napoli ha battuto il Milan e guida la classifica con due punti sui viola. L’ultima giornata vede i partenopei ospiti della Sampdoria e la Fiorentina del Milan.
Lunedì 21 giugno, Guerini festeggiato da dirigenti e compagni con una cena dà l’addio al celibato: si sposa mercoledì 30 giugno a Brescia. Sabato 26 giugno in uno stadio di Marassi deserto il Napoli rimonta due gol alla Samp e vince il girone. La Fiorentina, dove rientra dopo quattro mesi con una bella prestazione Della Martira, va in vantaggio a San Siro al 48’ con un gol di Speggiorin, viene raggiunta all’88’ da un eurogol del giovane rossonero De Nadai (1-1).
Il bilancio della stagione è negativo. La responsabilità maggiore è di Mazzone, a cui si imputa di aver puntato tutto sulla squadra dell’anno precedente. L’allenatore si difende, parlando di grande sfortuna e dell’assenza nella compagine viola di interdittori.

Massimo Cervelli



