Con Sergio Carpanesi se ne è andato l’ultimo campione d’Italia del 1956, il più giovane di quella squadra, aveva 20 anni quando gli fu cucito lo scudetto sulla maglia viola.

Sergio era nato a La Spezia il 22 marzo 1936 ed arrivò a Firenze nel luglio del 1953, accompagnato dal babbo che dirigeva e sovvenzionava una squadra di ragazzi a La Spezia: i “Carpanesi boys”. Bernardini lo vide e la sua gracilità non lo spaventò: il ragazzo, tecnicamente, era quasi un calciatore formato. Il tempo e l’applicazione avrebbero fatto la differenza. La Fiorentina sborsò quattrocentomila lire e batté la concorrenza del Genoa. Dopo due stagioni passate nei ragazzi federali, nell’estate del ‘55 Carpanesi fece il gran salto nelle riserve.
All’inizio del raduno precampionato partì con i futuri campioni per Abbadia San Salvatore alloggiato, con la prima squadra, all’Albergo Roma. Sergio fu protagonista di tutto il ritiro e pochi giorni dopo fu uno degli artefici della vittoria conseguita dai ragazzi viola, allenati da Alfredo Mazzoni, del 9° torneo nazionale giovanile svoltosi dal 24 al 28 agosto a Sanremo.
Nello stesso anno giocò da titolare, oltre al Torneo di Viareggio, il campionato Cadetti – nel 1954-55 il campionato Riserve venne trasformato in campionato Cadetti (a cui le società di Serie A e B erano obbligate a partecipare) e manterrà questa denominazione fino al 1961-62. Le partite venivano disputate durante la settimana (al mercoledì o al giovedì). Le squadre potevano utilizzare fino a un massimo di tre giocatori che avevano giocato la precedente partita della prima squadra, oltre a tutti gli altri tesserati. In ogni gara le squadre potevano sostituire due giocatori in qualsiasi momento.

Bernardini meditava da tempo il lancio del ragazzo. Già a Roma, nell’incontro con la Lazio, Carpanesi doveva debuttare: Virgili aveva accusato un malessere alla vigilia. Julinho avrebbe sostituito Virgili e Sergio sarebbe stato impiegato all’ala destra. Poi Virgili si sentì meglio e tutto finì lì. Carpanesi era stato in pre allarme anche per esordire a Torino il 1° aprile. Il giorno dell’esordio fu il 13 maggio 1956, a Ferrara, quando venne chiamato a sostituire Montuori, spostato centravanti per fronteggiare l’assenza di Virgili. Sergio realizzò il gol del successo viola. Al 15’ della ripresa concluse con un forte tiro angolato una lunga fuga che sorprese la difesa spallina, una fuga iniziata su imbeccata di Julinho: “per il portiere Persico non c’era stato niente da fare. Dopo aver segnato il gol, Carpanesi fece un cenno con la mano verso la tribuna. In tribuna c’era suo babbo, giunto dalla Spezia nelle prime ore del pomeriggio. Così tardi da non poter far sapere a Sergio di essere a Ferrara. Sergio, infatti, è sceso in campo non sapendo che era in tribuna, ma, durante la partita, se ne accorse. Una voce, la voce del babbo, senza dubbio. ‘Forza Sergio’. E Sergio ha visto suo padre. Ed è stato quando, un po’, l’emozione lo ha tradito. Sentendosi osservato dal padre, Sergio si è sentito tremare le gambe. Questione di cinque minuti. Poi tutto è passato. Ed il prosieguo della partita è stato anche per lui un trionfo. Alla fine il ragazzino ha ricevuto le congratulazioni del presidente Befani, oltre che di tutti i suoi compagni di squadra, ormai campioni d’Italia consacrati. E con questo gol di Ferrara anche lui, Sergio Carpanesi, si sente un po’ campione d’Italia. Modesto ma simpatico contributo alla grande causa della Fiorentina di un ex ragazzo della Carpanesi boys” (Nerio Giorgetti, “Il Nuovo Corriere”, 14 maggio 1956).
Sergio si meritò la conferma la domenica successiva, nella trentaduesima giornata, 20 maggio: Sampdoria-Fiorentina 0-0.
La coesione del gruppo vincitore veniva sempre rimarcata da Sergio: “Mi fecero sentire subito uno di loro. Imparai tanto, pur giocando poco. Era una squadra forte e coesa, con dei valori straordinari in campo e fuori”. Sergio fece parte di quello squadrone per altri tre anni, tutti conclusi al secondo posto, contribuì alla vittoria della Coppa Grasshoppers. Nel 1958-59, con uno scudetto perso rocambolescamente, Carpanesi giocò ben 17 partite, la metà esatta di quel campionato passato alla storia come quello dell’attacco atomico della Fiorentina (95 reti segnate in 34 partite).
Nel campionato 1959-60 fu mandato a giocare in pianta stabile al Palermo, in prestito, ma, nell’estate successiva, dopo un campionato da titolare in Sicilia, quando tornò a Firenze, venne ceduto alla Spal in cambio di Dante Micheli che restò un solo anno a Firenze. Un errore di mercato che la Fiorentina pagò: la Spal cedette Carpanesi alla Roma, dove militò per sei campionati vincendo la Coppa delle Fiere nel 1961 e la Coppa Italia nel 1964. La carriera di Sergio continuò in Serie A, con la Sampdoria, per poi concludersi nel 1971 in Serie C con l’Anconitana e con l’Angelana in Serie D. Fu un bravo allenatore, in B e in C, ma è stato, soprattutto, una gran bella persona, intelligente, educata, legatissimo alla Fiorentina e alla città di Firenze, dove scelse di vivere.
Aveva festeggiato da poco i 90 anni e per lui, come ha ricordato il nipote Lorenzo, tutto si misurava in novantesimi. Ci piace ricordarlo in quella occasione, circondato dagli amici e dai parenti che gli hanno voluto bene.

Redazione Alé Fiorentina



