Prosegue il racconto della rubrica “Tutto lo Stadio” nel mondo dei tifosi e dei Viola Club, e questo mese Alé Fiorentina ha scambiato due chiacchiere con Massimiliano Cecconi, presidente del Viola Club Milano.
Massimiliano, quando è nato il vostro Viola Club e in quali circostanze?
«Il nostro Viola Club è nato ufficialmente a luglio di quest’anno, ma il seme è stato piantato qualche mese prima. L’idea è nata a marzo, durante una cena di lavoro a Parigi tra me e il mio socio e Vice Presidente, Giacomo Ferrini. Era una suggestione che mi accompagnava da tempo, un pensiero che avevo in testa da almeno un anno. Quando ne abbiamo parlato, ci siamo subito trovati sulla stessa lunghezza d’onda. Non era soltanto la passione per la Fiorentina ad accomunarci, ma anche le nostre radici: io sono originario di Poppi, nel Casentino, mentre Giacomo, pur essendo fiorentino, trascorreva le estati proprio a Poppi, da dove proveniva parte della sua famiglia. Il suo entusiasmo è stato contagioso e, nel giro di poco tempo, quello che sembrava un sogno è diventato realtà. Così è nato il Milano Viola Club, con l’obiettivo di riunire tutti coloro che, anche vivendo lontano da Firenze, portano la Fiorentina nel cuore da sempre».
Quanti soci avete al momento?
«Al momento siamo una ventina di soci, ma siamo fiduciosi di crescere rapidamente. In fondo il Club è nato soltanto pochi mesi fa e siamo ancora agli inizi di questa bellissima avventura».

C’è qualcuno, tra voi, particolarmente tifoso?
«Direi che siamo tutti profondamente tifosi. Ognuno a modo proprio cerca di seguire la Fiorentina il più possibile. Personalmente, dopo oltre vent’anni dal mio trasferimento in Lombardia, quest’anno ho deciso di rifare l’abbonamento al Franchi, tornando in Curva Fiesole, attualmente nel settore Ferrovia. Negli anni ho comunque sempre cercato di seguire la squadra nelle trasferte del Nord, compatibilmente con gli impegni di lavoro e familiari. Anche nella scorsa stagione non sono mancato a Milano contro il Milan e a Reggio Emilia, in una giornata che purtroppo credo tutti ricordiamo come uno dei momenti più difficili degli ultimi anni».
Quando è nata la sua passione per la Fiorentina?
«La mia passione nasce da bambino. Quando cresci in Toscana, la Fiorentina non è semplicemente una squadra di calcio: è parte della tua identità, della tua terra, dei tuoi ricordi. È qualcosa che ti accompagna per tutta la vita. Anche quando il lavoro o le scelte personali ti portano lontano da Firenze, quel legame rimane intatto. È difficile da spiegare a chi non lo vive, ma chi è viola sa perfettamente cosa significa».
Qual è stata la prima partita che ha visto dal vivo?
«La prima partita che ricordo allo stadio è Fiorentina-Cremonese del marzo 1990, finita 0-0. Si giocava ad Arezzo perché il Franchi era in ristrutturazione per i Mondiali. Non fu certo una grande partita: stavamo lottando per non retrocedere e lo spettacolo in campo lasciò a desiderare. Eppure è un ricordo indelebile. Ricordo una punizione che sfiorò il gol e soprattutto un palo di Roberto Baggio. Da bambino, vivere quelle emozioni dal vivo fu qualcosa di straordinario».
Avete una sede?
«Sì, abbiamo una sede nel cuore di Milano: il Carlsberg OL, in Bastioni di Porta Nuova 9. È lì che ci ritroviamo per seguire insieme le partite della Fiorentina e condividere la nostra passione».

Riuscite a venire a Firenze ogni tanto?
«Personalmente cerco di essere presente il più possibile. Anche altri soci del Club, quando ne hanno l’occasione, raggiungono Firenze per seguire la squadra dal vivo. È successo già in questa stagione, ad esempio nella partita contro il Torino».
Siete nati da pochissimo, ma c’è qualcosa che vi ha colpito del mondo dei Viola Club?
«Come Viola Club siamo ancora agli inizi però, fin dai primi mesi, ci ha colpito molto la composizione dei nostri soci. I fiorentini o toscani trasferiti a Milano sono in realtà una minoranza: molti sono nati in altre regioni d’Italia e sono arrivati a Milano per lavoro, portandosi dietro una passione viola che spesso arriva dalla famiglia. In tanti sono figli di genitori o legati a nonni che hanno vissuto le due grandi gioie dello Scudetto della Fiorentina e che hanno trasmesso loro, magari a migliaia di chilometri di distanza da Firenze, l’amore per questi colori. È una cosa che ci emoziona e ci dice molto della forza della nostra passione: alla fine il Viola non è solo una questione di luogo di nascita… è una questione di DNA!».
Obiettivi e iniziative per i prossimi mesi?
«In questa prima fase siamo concentrati sul consolidare il numero dei soci, soprattutto attraverso il passaparola e i nostri canali social. Il prossimo appuntamento sarà però speciale: il 25 Ottobre ci ritroveremo tutti insieme per Inter-Fiorentina. Sarà una sorta di derby per noi: saremo a Milano, certo, ma quella sera, insieme ai tifosi provenienti da Firenze, cercheremo di far sentire un po’ di aria Firenze anche da queste parti! In prospettiva ci piacerebbe organizzare altre trasferte e momenti conviviali, una visita al Viola Park e anche qualche iniziativa benefica: insomma, vogliamo che il Club diventi sempre più un punto di riferimento per i viola che vivono a Milano!».
Veniamo all’attualità: che giudizio si è fatto sulla Fiorentina di quest’anno? Le piace la squadra?
«La squadra ci piace: la vediamo piena di talento e con tanti profili interessanti, ma è evidente che debba ancora trovare la giusta amalgama, anche alla luce del cambio in panchina. È una rosa profondamente rinnovata e molto giovane, quindi serve tempo per trasformare il talento individuale in una vera squadra. Se però guardiamo al progetto dichiarato di costruire in quattro anni una Fiorentina internazionale, competitiva e sostenibile, questa rosa ci sembra coerente con quella direzione; tanti giovani, investimenti importanti e giocatori di prospettiva. Adesso noi tifosi e l’intero ambiente dobbiamo avere pazienza e permettere al mister Vanoli di darle identità e continuità».
Come valuta la scelta di richiamare Paolo Vanoli per il post Grosso?
«Per come si era sviluppata la situazione, credo che sia stata la scelta più giusta. In questo momento mi sembra l’uomo giusto al posto giusto. È evidente che qualcosa non abbia funzionato nella programmazione iniziale del progetto tecnico. Probabilmente, però, la scelta di Grosso era la migliore possibile nel momento in cui fu presa. Non dobbiamo dimenticare il contesto da cui arrivava la Fiorentina: una stagione molto complicata, salvata nel finale, e la necessità di rifondare quasi completamente la squadra. Non credo ci fosse una fila di allenatori pronti a raccogliere una sfida così impegnativa. Le dinamiche interne le conoscono soltanto i dirigenti coinvolti, ma da manager so bene che spesso si è chiamati a prendere decisioni difficili, che magari non rappresentano la soluzione ideale sulla carta. Un’organizzazione solida, però, sostiene le proprie scelte, se ne assume la responsabilità e, quando necessario, ha il coraggio di correggere il tiro. Per questo considero positiva la decisione di interrompere subito il rapporto con Grosso e di richiamare Vanoli, evitando di ripetere errori già visti in passato. Sul medio-lungo periodo sarà importante capire quale sarà la strategia della società, ma c’è tempo per lavorarci e personalmente guardo al futuro con fiducia. Da questo punto di vista mi sembra una Fiorentina cresciuta e più matura».
Un saluto, e un consiglio, a tutti i tifosi viola che ci leggono?
«Un grande saluto a tutti i tifosi viola, ovunque si trovino. Un ringraziamento speciale va ai ragazzi della curva e del tifo organizzato, che continuano a seguire la Fiorentina con passione e dedizione, sempre e comunque. Il consiglio che mi sento di dare è quello di avere pazienza. I tifosi fiorentini ne hanno sempre avuta tanta e continuano a dimostrarlo. Le soddisfazioni più belle arrivano spesso dopo i momenti più difficili. Infine, rivolgo un invito a tutti i tifosi viola di Milano e dintorni: se avete voglia di condividere questa passione insieme ad altri fiorentini e simpatizzanti della Fiorentina, contattateci e venite a trovarci. Potete seguirci anche sulla nostra pagina Instagram: @viola_club_milano».




