In occasione del nuovo numero di Alé Fiorentina, per la rubrica “Tutto lo Stadio” siamo andati a conoscere il Viola Club Civitanova Marche, scambiando due chiacchiere con Carlo Alberto Riccucci, presidente del Club.
Quando è nato il vostro Viola Club e in quali circostanze?
«Il nostro Viola Club di Civitanova è stato costituito il 5 giugno 1993, l’anno dell’inattesa retrocessione in serie B. Sono ritornato nelle Marche proprio nel 1993 da Piacenza dove ho trascorso 18 anni per motivi lavorativi. Precedentemente ero socio del Viola Club di Piacenza. Ritornato nella regione di origine ho ritrovato alcuni vecchi amici tifosi viola e insieme abbiamo deciso di fondare il Club a Civitanova Marche, città dove risiedo, anche se sono nato a Sarnano, un piccolo paese di montagna della Provincia di Macerata e che vanta parecchi iscritti al Club».
Quanti soci avete al momento?
«Al momento il Club ha 22 iscritti. Ma dall’inizio ad oggi i soci complessivi sono stati 162. Poi tra decessi, il Fallimento e la retrocessione in Serie C2 e altri fattori i soci sono diminuiti».

Quando è nata la tua passione per la Fiorentina? Qual è stata la prima partita che hai visto?
«La mia passione per la Fiorentina è nata nel 1955/56, anno del primo Scudetto in cui nella Fiorentina giocavano tra i sei e i dieci giocatori della Nazionale Italiana. Ho lavorato dal 1961 al 1974 all’estero ma nelle occasioni di passaggio in Italia non perdevo l’occasione di andare a vedere le partite della Fiorentina. La prima partita che ho visto dal vivo è stata Milan-Fiorentina 1-2 del 6 marzo 1966 a San Siro. La prima partita che ho visto dal vivo a Firenze è stata Fiorentina-Besiktas 3-0 nell’ottobre del 1975, quando mi trovavo in viaggio di nozze. La partita di cui conservo il ricordo più entusiasmante è Juventus-Fiorentina 0-2 dell’11 maggio 1969, quando a Torino la squadra conquistò matematicamente il secondo Scudetto».
Avete una sede? Vi riunite per vedere la Fiorentina? Se sì, dove?
«Nei primi anni di fondazione del Club, quando gli iscritti erano quasi un centinaio, avevamo una sede fissa in una Pizzeria/Circolo nel centro di Civitanova Marche, dove ci riunivamo a vedere le partite della Fiorentina, a seguito dell’avvento della Pay Tv avvenuto proprio in quegli anni. Dopo la scomparsa del titolare della pizzeria, che era anche il Vice Presidente del Club, avvenuta qualche anno fa, non abbiamo più avuto una sede».
Ci sono aneddoti che ti va di raccontarci? Cene, incontri con calciatori, trasferte “particolari”?
«Ce ne sono parecchi. Di cene sociali ne abbiamo fatte tante in passato e continuiamo a farle anche oggi. Vi ha sempre presenziato anche Giuseppe Brizi con la famiglia, indimenticato difensore della Fiorentina vincitore del secondo scudetto, che abitava nella vicina città di Macerata. Anche dopo la sua morte continua a venire alle cene il figlio. La cena di cui conservo il ricordo più bello è quella organizzata con il Viola Club di Ancona nel maggio 1994, in occasione della partita con l’Ancona di Serie B, alla quale parteciparono Giancarlo Antognoni, Oreste Cinquini, Rigoletto Fantappiè e tanti altri componenti dell’ACCVC. Inoltre, ho partecipato a molte riunioni e cene a Firenze a Villa Montalto, ai Santi Fiorentini, al Palazzo dei 500, in cui a volte erano presenti gli ex presidenti Vittorio Cecchi Gori e i Della Valle, nonché tanti calciatori».

Avete in mente qualche iniziativa per i prossimi mesi?
«Attualmente purtroppo con l’età che avanza (compirò 86 anni tra pochi giorni) faccio fatica ad organizzare iniziative, anche se continuo saltuariamente ad andare a vedere le partite della Fiorentina accompagnato da soci più giovani».
Veniamo all’attualità: la stagione è ormai giunta al termine, la salvezza quasi certa: come ti spieghi un’annata così brutta? Confermeresti Vanoli per il prossimo anno?
«Possono capitare annate storte anche se si ha una squadra abbastanza competitiva (non dimentichiamo che nel 1992/93 siamo retrocessi in Serie B avendo in rosa calciatori del calibro di Batistuta, Baiano, Effenberg…). Probabilmente ha inciso l’assenza del Presidente Commisso, che purtroppo è stata causata dai motivi che conosciamo. Vanoli, vista la situazione che ha ereditato, ha fatto del suo meglio, anche se a livello di gioco la sua squadra non mi ha mai entusiasmato. Per il prossimo anno credo che la società si indirizzerà su un altro tipo di allenatore».
Cosa ti aspetti adesso dalla famiglia Commisso?
«Per me la famiglia Commisso ha lavorato bene nel corso degli anni, anche se il livello della squadra non è migliorato di molto. Giuseppe Commisso è giovane e pare avere entusiasmo. Credo che con l’aiuto e l’esperienza di Paratici (che ho visto giocare da calciatore con la squadra Primavera del Piacenza) farà sicuramente bene».
Un saluto, e un consiglio, a tutti i tifosi viola che ci leggono?
«Saluto tutti i lettori di Alé Fiorentina e consiglio di essere sempre sostenitori della squadra, sia nel bene che nel male, perché la Fede Viola resta immutata».




