Un finale tutto da scrivere

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Chi avesse pensato anche solo per un attimo che ci saremmo annoiati a guardare e a commentare la Fiorentina di Palladino, ha sbagliato di grosso. Non sono mancate partite scialbe e soporifere, è vero, ma l’andamento dei viola in questa stagione è così altalenante che è quasi impossibile non sobbalzare sul divano o sugli spalti quasi ogni settimana. In un senso o nell’altro, perché la Fiorentina ha dimostrato un’ammirevole capacità di disattendere le attese: vince spesso, contrariamente ai pronostici, con le grandi del campionato e altrettanto spesso perde punti contro squadre ampiamente alla sua portata. Una vera montagna russa, la stagione di Gosens e compagni, che fa – e farà, probabilmente – aumentare ancor di più il rammarico perché, quando vinci con le prime della classe, ti aspetteresti di vederti lassù, in cima alla classifica, e invece la Fiorentina nel momento in cui scriviamo è solo ottava. Un vero peccato!

I motivi di questa alternanza di prestazioni e risultati sono probabilmente molteplici, e tra questi ci sono sicuramente la componente psicologica che ha fatto sbagliare alla squadra tanti secondi tempi, l’ampio mercato estivo e invernale, gli errori di un allenatore agli inizi della sua carriera. Guardando il secondo aspetto, ovvero il mercato, a un mesetto abbondante dal termine della sessione invernale stiamo vedendo effettivamente un’altra Fiorentina, come se Palladino avesse finalmente trovato i “suoi” giocatori, nelle loro posizioni, con un ritrovato equilibrio di squadra (equilibrio scomparso dopo i fatti accaduti a Bove). A centrocampo, ad esempio, ha trovato Fagioli, un calciatore che sta già conquistando Firenze per tecnica e classe – con una menzione doverosa per Mandragora, che nelle ultime settimane si sta dimostrando determinante. Anche la difesa, con il ritrovato Pongracic e l’arrivo di Pablo Marì, sembra essere tornata quella del lungo filotto di vittorie di qualche mese fa. La sensazione, guardando le ultime uscite dei viola, è che si sia finalmente (ri)trovata la quadra per un gruppo di lavoro che a un certo punto aveva evidentemente perso coesione e lucidità. Cose che adesso stiamo vedendo e che vogliamo vedere, con continuità, fino alla fine.

E poi c’è lui, l’uomo copertina, il bomber implacabile: Moise Kean. Potente, veloce, cinico, portatore sano di strafottenza e personalità, il valore aggiunto di questa rosa. Un centravanti vero, un grande centravanti come non se ne vedeva da tanto, troppo tempo in riva all’Arno e che sta contribuendo, e di molto, alle fortune della Fiorentina. Con un Kean in questo stato di grazia, è lecito sognare cose che altrimenti, classifica alla mano, sarebbero molto complicate. Con un Kean così ogni avversario, anche il più forte, incute un po’ meno timore. Un concentrato di pura goduria per i tifosi viola, i quali, senza voler peccare di blasfemia o fare paragoni, rivivono nei gol e nello strapotere fisico del numero 20 dolci ricordi di un certo Gabriel Omar venuto dall’Argentina.

Alla luce di tutto questo, con la stagione che ha ancora tanto da dire – non dimentichiamo le ultime e decisive battute della Conference – chi può prevedere cosa farà la Fiorentina?! E’ un finale tutto da scrivere. Può continuare a farci urlare, di gioia e di dolore, sulle montagne russe oppure trovare una continuità anche contro avversarie medio-piccole. In questo secondo caso, be’, rischierebbe di essere un finale veramente memorabile.

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