In occasione dell’uscita del nuovo numero di Alé Fiorentina, siamo andati a conoscere meglio il Viola Club Val di Pesa, chiacchierando della storia del Club e del momento della Fiorentina con il presidente, Saverio Nozzoli.
Saverio, quando è nato il vostro Viola Club e in quali circostanze?
«Il Club è stato fondato nel 1967 da mio babbo, (nella foto scattata il 27/5/56 ultima giornata in casa, l’anno della conquista del primo scudetto) con altri amici di San Vincenzo a Torri e dei paesi vicini della val di Pesa: venne a mancare un mese dopo la conquista del secondo scudetto e della leggendaria trasferta a Torino (11/5/1969), e così il Viola Club rimase in letargo fino alla fine degli anni ’70. Voglio sottolineare che teniamo ancora in archivio, come cimeli, le riviste originali di “Ale’ Fiorentina” di quegli anni! Nel 1978 lo rimettemmo in marcia assieme a mio fratello e restammo attivi fino all’inizio del nuovo millennio. La terza vita del Club è iniziata lo scorso anno».
Quanti soci avete al momento?
«Abbiamo una quarantina di soci, tutti animati da tanta passione e voglia di sentirsi vicini alla nostra Viola».
Quando è nata la tua passione per la Fiorentina? Qual è stata la prima partita che hai visto (dal vivo)?
«Mi è stata trasmessa dal babbo, anche a seguito della vittoria del secondo scudetto. La prima partita al Franchi è stata Fiorentina-Ternana del 30 dicembre 1972: da allora ne ho perse poche!».
Vi riunite per vedere la Fiorentina? Se sì, dove?
«Quando possibile ci troviamo allo stadio, o partecipiamo insieme alle trasferte. Molti di noi condividono il luogo di lavoro, per cui non mancano le occasioni per confrontarci sulle varie questioni della vita associativa del Club».
Ci sono aneddoti che ti di raccontarci? Cene, incontri con calciatori, trasferte “particolari”?
«Le cene sociali che ricordo in maniera particolare sono quelle dell’inizio degli anni ‘80, quando avemmo il privilegio di ospitare Giancarlo De Sisti, Daniel Bertoni, Tito Corsi, e una delegazione del Centro Coordinamento (fra cui gli indimenticabili Aldo Polidori e Walter Tanturli, e l’amico Gianni Gallori) un paio di mesi prima dello scippo del terzo scudetto da parte di “lei” (e poi oggi fanno i perbenisti per una coreografia goliardica, in stile “Amici miei”!), e altre cene a cui parteciparono fra gli altri Sacchetti, Cuccureddu e Pulici, e i giovani Bortolazzi e Fattori: furono serate davvero straordinarie per la nostra piccola comunità paesana!
La trasferta più “particolare” è stata a San Siro contro il Milan all’inizio degli anni ‘80: al termine della partita, un gruppo di ultras rossoneri, aggredirono il nostro pulman e ne ruppero diversi finestrini: riuscimmo a ripartire ugualmente e a tornare a casa in piena notte, con alcuni di noi che tenevano le tende, per tentare di non far entrare il vento freddo autunnale; in quel periodo il servizio d’ordine pubblico praticamente non esisteva. E quella dell‘82 ad Ascoli, aggregati al VC Ponte a Greve (dell’allora presidente compianto e amico Giancarlo Nencioni), dove gli ultras ascolani distrussero a sassate i vetri di quasi tutti i nostri pulman! La trasferta più esaltante, invece, sicuramente la semifinale di Conference a Basilea… Adrenalina pura! Ricordo anche la partecipazione a tornei di calcetto che l’Associazione organizzava all’inizio degli anni ’90 e a cui noi, da “underdog”, un anno abbiamo sfiorato la finale!».
Iniziative passate particolarmente interessanti? Avete in mente qualche iniziativa per i prossimi mesi?
«Fino a qualche anno fa partecipavamo ai ritiri estivi della squadra, dove si potevano incontrare e fotografare grandi giocatori. Per le prossime, ne parleremo durante la cena sociale di fine stagione (magari sperando di poter utilizzare il magnifico Viola Park), confidando che finalmente si possa festeggiare qualche obiettivo sportivo, che manca da troppo tempo!».
Veniamo all’attualità: che giudizio ti sei fatto sulla Fiorentina di quest’anno? E su Palladino?
«La rosa dei giocatori è sicuramente la migliore dell’era Commisso: se Palladino, che ha sbagliato qualcosa per inesperienza, riuscisse in questo finale di stagione a trovare i giusti equilibri, potremmo finalmente toglierci qualche soddisfazione».
Dove può arrivare questa Fiorentina? A cosa può o dovrebbe puntare?
«E’ ancora possibile piazzarsi per un posto in Europa League, ma vorrei si giocasse un’altra finale di Conference: anche solo per la legge dei grandi numeri…!».
Potessi inviare un messaggio al Presidente Commisso, sul presente e il futuro (richieste, sogni etc…), cosa gli diresti?
«Io ho creduto in lui fin da quando è arrivato, lo vedo come un uomo vero e sincero. Penso che abbia capito che non potrà mai avere il consenso di tutti, anche perché noi fiorentini abbiamo spesso idee molto discordanti anche fra noi e “un si va d’accordo su nulla!”, anche se questo pare averlo ben capito; ma di certo tutti noi appassionati viola vogliamo avere una Fiorentina vincente: e se anche lui continuasse a crederci, come spero, insieme potremmo farla diventare una delle più importanti squadre europee».
Un saluto, e un consiglio, a tutti i tifosi viola che ci leggono?
«Saluto tutto il popolo viola, con l’augurio di poter ritrovare quello spirito antico e quel senso di appartenenza che oggi, in qualche circostanza, mi pare siano stati smarriti: questo non vale certo per i giovani della Fiesole che sono riusciti a rinnovarsi, senza perdere mai la passione per maglia viola, e tenendo sempre vivo il valore della nostra storia!».
Intervista di Giacomo Cialdi