Prosegue il viaggio della rubrica “Tutto lo Stadio” nel mondo del tifo viola e, in occasione del 35° numero di Alé Fiorentina siamo andati a Sestri Levante per conoscere meglio il Viola Club Golfo del Tigullio, attraverso le parole del Segretario Eulario Guidetti.
Eulario, quando e in quali occasioni nasce il vostro Viola Club?
Con alcuni amici, tutti tifosi Viola, ci trovavamo spesso in un bar di Sestri Levante il cui proprietario era tifoso della Fiorentina e così decidemmo di fondare un Club, visto che nelle nostre vicinanze non c’era traccia. Così il 15 agosto 1982 fondammo il Viola Club Golfo del Tigullio con sede ora al Bar Picnic, a Sestri Levante. Il nome fu scelto per racchiudere diverse località da cui venivano gli iscritti: Sestri Levante, Riva trigoso, Lavagna, Chiavari, Rapallo, Santa Margherita, Portofino e alcuni da Genova».
Quanti soci contate al momento? Com’è tifare Fiorentina nella vostra zona?
Il numero massimo di iscritti è stato 55, adesso siamo 34. Tutti noi siamo particolarmente tifosi perché per essere tifosi Viola in un’altra regione, come la Liguria con genoani e sampdoriani, strisciati ecc… ci vuole molta tenacia. Io ne ho da vendere, compreso mio nipote Gabriele di dieci anni».
Quando nasce la tua passione per la Fiorentina?
Il mio amore per la Viola è sbocciato alla giovane età di 9 anni, nel 1960, unico viola fra i tanti ragazzini che abitavano in via “Dollari” via delle Americhe a Riva Trigoso, tutti tifosi delle strisciate a parte un caro amico del Toro, e per me quello era il mio derby… Poi da Marina di Massa arrivò ad abitare nella nostra via e fu un grande sostegno Umberto Baria, del ‘52, tuttora iscritto e grande amico».
Ricordi la prima partita vista dal vivo?
La prima partita della Fiorentina che ho visto era contro il Genoa a Marassi, ultima giornata del campionato 1964/65: vinse il grifone 4-1 per la viola segnò A. Orlando, che fu capocannoniere assieme a Mazzola. Un aneddoto che mi piace raccontare: la prima partita che mio nipote Gabriele ha visto è stata a Genova, come il nonno: purtroppo perdemmo 4-1 contro la Samp. Lo scorso anno, invece, grazie al compianto Joe Barone partecipò a “bimbi in campo” contro il Frosinone 5-1… Una grande emozione!».
Ci sono altri aneddoti che vuoi raccontarci?
Ce ne sarebbero tantissimi… Negli anni 80/90 i rinfreschi al bar e gli auguri a Natale, organizzavamo pullman per le partite a Firenze, venne a trovarci al Club Luciano Chiarugi, a cui donammo un Leudo fatto a mano. E poi nel 1968/69, secondo scudetto, la viola gioca a Genova a fine campionato contro la Samp: facciamo uno striscione con scritto Forza Fiorentina esposto nei distinti e visto la sera in tv quando trasmettevano un tempo di una sola partita… finita 1-1, Ferrante segnò il gol alla fine è si salvò i capelli lunghissimi».
Veniamo all’oggi, che idea ti sei fatto della Fiorentina vista in questa stagione? E di mister Palladino?
Dare un giudizio ora è molto complicato, sembra di essere sulle montagne russe: partite da 8 e da 5, comprese quelle di coppa. Idem per Palladino, è giovane e va sostenuto, mi piace perché non è cocciuto né integralista».
E al Presidente Commisso, invece, cosa diresti?
A Commisso direi di fare una valutazione finale: c’è ancora “tanta carne al fuoco” prima della fine della stagione, compresa la Conference League. Cerchiamo di essere ottimisti e non mollare mai!!!! E Sempre Forza Fiorentina».
Intervista di Giacomo Cialdi