Tutto lo stadio – Viola Club Credito Cooperativo della Toscana

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Continua il viaggio nel mondo dei Viola Club, e questo mese abbiamo avuto il piacere di parlare con Riccardo Cellai, presidente del Viola Club Credito Cooperativo della Toscana.

Riccardo, quando è nato il vostro Viola Club e in quali circostanze?

«Il nostro Club è nato nel 1994 su iniziativa di altri miei colleghi di lavoro con lo scopo di raggruppare tifosi da tutta la Toscana che gravitavano nell’orbita delle banche di credito cooperativo, e fargli recapitare per esempio il cartaceo dei biglietti per venire “in trasferta” al Franchi, perché per loro è come affrontare una trasferta. Siamo arrivati ad avere circa 150 soci, poi con gli ultimi anni di dismissione dei Della Valle, poi con il Covid e con la possibilità di acquistare i biglietti elettronicamente, la funzione del nostro Viola Club è andata sempre più scemando e adesso siamo una trentina. Ma la passione viola, indipendentemente dal momento, c’è sempre, al limite cova sotto la cenere».

Quando è nata la tua passione per la Fiorentina? Qual è stata la prima partita che hai visto (dal vivo)?

«Da sempre tifo Viola, avevo quasi dieci anni quando ho visto la prima partita allo stadio, non ricordo onestamente quale, ma era la seconda metà degli anni ‘70 e quando vedevi Giancarlo Antognoni si accendeva la luce viola».

Ci sono aneddoti che ti va di raccontarci? Cene, incontri con calciatori, trasferte “particolari”?

«Quando ero senza figli, trasferte ne ho fatte diverse, anche prima della nascita del Viola Club, Ve ne cito due fra le più belle, la prima a Milano, Milan-Fiorentina gol di Baggio e Diaz, con il Divin Codino che si inginocchia sotto il nostro settore: impagabile! PSV Eindhoven-Fiorentina a Eindhoven, con doppietta di Mutu, fui ospite subito dopo al Ring dei Tifosi condotto da Leonardo Bardazzi e misero in onda il video che portai in studio di alcuni momenti di quella splendida trasferta».

Iniziative passate particolarmente interessanti? Avete in mente qualche iniziativa per i prossimi mesi?

«Fino a quando era possibile organizzare le cene in autonomia, avendo a disposizione giocatori o membri dello staff tecnico, e fino a quando il numero degli iscritti ce lo permetteva, abbiamo avuto come ospiti per esempio Bigica e Robbiati, Toldo e Robbiati, Trapattoni, Miccoli e Jorgensen, Borja Valero, tutti eventi partecipati con molta passione. Un aneddoto con Trapattoni: all’inizio ero un po’ titubante nel dargli la mano vista la militanza ex juventina… ma poi mi son lasciato andare!».

Veniamo all’attualità: Cosa pensi della situazione della Fiorentina? Come ti spieghi un’annata così?

«Credo che commentare e dare una spiegazione a quest’annata sia un’impresa ardua, direi impossibile. Sicuramente ci sono più motivi, che nascono credo dalle dimissioni di Palladino e successiva scelta, a posteriori, maldestra di prendere Pioli».

E quanti meriti o demeriti dai a Vanoli?

«Facciamo finta di essere già a fine campionato salvi, e purtroppo ancora non lo siamo, Vanoli sicuramente hai dei meriti indiscussi secondo me, ma credo sia il caso di puntare su un’altra figura di allenatore, mi viene in mente Maurizio Sarri in rotta con la Lazio. Vediamo se Paratici lo riprende visto che lo aveva già preso alla… innominabile».

Un saluto, e un consiglio, a tutti i tifosi viola che ci leggono?

«Saluto i lettori di Alé Fiorentina invitandoci a tenere duro anche nei momenti difficili, ne abbiamo passati tanti, in attesa di riuscire a vincere qualcosa soprattutto per le nuove generazioni che non hanno visto vincere niente, e sempre forza Viola e Alé Fiorentina!».

Intervista di Giacomo Cialdi

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