Tutto lo Stadio – Viola Club Arcidosso

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In occasione del nuovo numero di Alé Fiorentina, per la rubrica “Tutto lo Stadio” siamo andati a conoscere il Viola Club “Angelo Mazzarelli e Mario Crociani” di Arcidosso, scambiando due chiacchiere con Rolando Bardelli, presidente onorario del Club.

Rolando, quando è nato il Viola Club Arcidosso?

«Il Club è rinato per iniziativa del sottoscritto e Mario Crociani nel 2002, verso Pasqua, quando eravamo in C2 e il Rimini ci contrastava per la promozione iscrivendo, a voce, una quarantina di aderenti che poi sono diventati 80 quando abbiamo formalizzato la struttura all’ACCVC a settembre. Questo, secondo me, è un grosso merito… nell’ora di sconforto e di vittoria, ricorda ecc…».

Quanti soci avete al momento?

«Al momento siamo 202 soci. Qualche super tifoso lo abbiamo, ma siamo anche in molti avanti con l’età.  Abbiamo fatto solo una volta il pullman per Firenze, la volta che, sconfiggendo nettamente l’Atalanta 3-0, balzammo in testa alla classifica. Era il 4 ottobre 2015…».

Quando è nata la tua passione per la Fiorentina? Qual è stata la prima partita che hai visto?

Essendo nato a Firenze da mamma fiorentina e trasferito ad Arcidosso (Grosseto) pochi giorni dopo, e trovandomi in Toscana, potevo prendere la J… innominabile come la maggior parte dei “Caperci”? (soprannome degli abitanti di Arcidosso, ndr)

La prima partita dal vivo risale al 11 ottobre 1959, Fiorentina-Roma in Maratona col babbo e lo zio Piero: vincemmo 3-1 con Lojacono che, mi sembra di ricordare, sbagliò un rigore prendendo una zolla… 76 primavere!!».

Avete una sede sociale?

«Abbiamo una sede ad Arcidosso, in Parco donatori del sangue, di fronte al Supermercato COOP».

Ci sono aneddoti che ti va di raccontarci?

«Ogni anno ad agosto, dal 2004, facciamo un pranzo con mediamente 50 adesioni tra soci e simpatizzanti, con torte con immagini del momento. Per quanto riguarda me, invece, ho tanti ricordi… Ad esempio, durante il servizio militare a Brescia, con la mia 500 e disobbedendo ai miei superiori, uscendo dal Presidio mi recai a Como a vedere Como-Fiorentina. Vincemmo con gol di Speggiorin».

Veniamo all’attualità: Cosa pensi della situazione della Fiorentina? Vanoli ti piace?

«Che dire, è una situazione alla quale ancora non ci siamo mentalmente abituati, quasi non ci crediamo. Dopo un brodino come Cremonese, Udinese, sono arrivati Cagliari, ma poi Como. Dico una cosa assurda: penso che la vittoria del Lecce a Cagliari ci sia utile per evitare di crederci fuori dalla mischia; agganciando il Lecce in caso di sua sconfitta a Cagliari saremo costretti a continuare con la grinta, e non solo, dimostrati a Como. Per quanto riguarda Vanoli, lo avevo seguito a Venezia vedendo alcune partite e mi ispirava fiducia. A Firenze ha impiegato troppo tempo prima di cambiare qualcosa rispetto alla situazione che ha trovato, per esempio la difesa a 3 o 4 e l’utilizzo di alcuni giocatori come Parisi, Fagioli… Non sono mai stato un estimatore di Italiano e “Pallidino”, per quelle che sono le nostre aspirazioni può rimanere Vanoli. La cosa più importante è la dirigenza, il settore tecnico che non porti, causa incompetenza, 6/7 “centravanti” per sostituire Vlaovic e pure Chiesa… che hanno portato diversi milioni, purtroppo spesi molto male. Dopo Corvino, speriamo in Paratici. E poi voglio dire una cosa: anche se ci sono i lavori al Franchi, non sono giustificabili certe prestazioni in casa (Verona, Lecce ecc…)».

Un saluto, e un consiglio, a tutti i tifosi viola che ci leggono?

Il consiglio ai tifosi è di continuare così perché in questo periodo sono stati ESEMPLARI. Evitiamo sempre gli scontri con altre tifoserie; quanto sarebbe bello se giocatori, allenatori, dirigenti di tutte le squadre di calcio vedessero un incontro di Rugby.

Intervista di Giacomo Cialdi

 

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