Quelle Coppe “minori” che…

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Delle Coppe Europee il tifoso fa una specie di “classifica”. In testa a quest’ultima c’è (giustamente) la Champions League.

Il prestigio della competizione era ancora maggiore quando alla stessa potevano accedere solo i vincitori dei rispettivi campionati. Oltre al fatto di aver allargato i criteri di partecipazione, anche la nuova formula ha un po’ annacquato il sapore della “Coppa dalle grandi orecchie”. Le partite sono tantissime, forse troppe, e gli scontri tra big, una volta epici e frutto di incroci casuali, divengono frequenti e perciò inflazionati, perdendo parte del loro fascino.

Il secondo torneo continentale per importanza è ovviamente la UEFA Europa League (la vecchia Coppa UEFA). Infine la cara, amata e accogliente Conference League, introdotta da pochi anni per permettere a società meno blasonate di frequentare palcoscenici europei altrimenti inaccessibili.

I predecessori di questi tornei si perdono letteralmente nella notte dei tempi, e averli messi in bacheca non sembra dare molto prestigio ai vincitori. Vengono considerati trofei “minori” mentre se li contestualizziamo al periodo nel quale sono nati,  sono coppe importanti. Vediamole allora alcune di queste competizioni, limitandoci a quelle alle quali ha partecipato la Fiorentina, qualche volta addirittura vincendole. Una importante premessa che riguarda la maggior parte dei tornei di seguito elencati: la Union des Associations Européens de Fooball (il cui acronimo è UEFA) nacque in Svizzera nel 1954. Perciò i tornei continentali nati prima di quella data erano frutto dell’iniziativa di singoli club o di singole federazioni nazionali

In ordine di tempo il più vecchio torneo europeo in assoluto è la Mitropa Cup, istituita nel 1928. Il nome del torneo è una contrazione di Mitteleuropea, cioè destinata ai paesi del centro Europa. È indispensabile sottolineare che in quel periodo, e per tutti gli anni 30, le cosiddette squadre “danubiane” (cioè le nazionali o i singoli club di Austria Ungheria e Cecoslovacchia) sono fortissime. È questo il gruppo delle partecipanti che, nelle prime due edizioni, vede anche squadre della Jugoslavia. Quest’ultima nel 1929 fu sostituita dall’Italia.

Negli anni seguenti altre nazioni forniscono i partecipanti alla Coppa che a lungo resta l’unico e più importante torneo intercontinentale per club. Dal 1979 all’ultima edizione del 1992 al torneo partecipavano i vincitori dei campionati di secondo livello, ed è questo il motivo per cui nell’albo d’oro troviamo Udinese, Ascoli, Pisa ma anche Milan e Torino.

Venendo alla Fiorentina, l’esordio dei viola in questa competizione coincide anche con l’esordio assoluto in un torneo continentale, e avviene a Budapest il 16 giugno 1935, dove la Fiorentina batte per 2 a 0 l’Ujpest Dosza. Una curiosità: gli ungheresi hanno gli stessi nostri colori, bianco e viola, anche se disposti a strisce sulla maglia. Vittoria anche allo Stadio Berta (come si chiamava l’attuale Franchi), ma poi eliminazione nei quarti ad opera dello Sparta Praga.

Dopo la “pausa” dovuta alla guerra, il torneo riprese e nella seconda metà degli anni ‘60 e la Fiorentina Ye-Ye divenne protagonista. Nel 1965 fu sconfitta in finale, ma nel 1966 si aggiudicò il trofeo battendo per 1 a 0 con goal di Brugnera a Firenze i cecoslovacchi dello Jednota Trencin. La Mitropa continuò anche se via via perse di prestigio, e fu soppressa nel 1992.

Il biglietto della finalissima del 1966, vinta dai viola contro i cechi dello Jednota Trencin

Il secondo torneo in ordine cronologico di istituzione è anche il più curioso, e rappresenta la prima vittoria in campo internazionale dei nostri colori: la Coppa Grassophers.

Organizzato proprio dalle “cavallette” svizzere, si trattò di un torneo ad inviti al quale parteciparono Austria Vienna, i tedeschi dello Schalke 04, gli jugoslavi della Dinamo di Zagabria, i francesi del Nizza e appunto gli Italiani della Fiorentina. Ci crediate o no il torneo durò…cinque anni, dal 3 giugno 1952 all’8 maggio 1957. In un girone all’Italiana le squadre si affrontavano in partite di andata e ritorno distanziate tra loro anche di 2 anni! Comunque non ridiamo troppo perché alla fine in testa alla classifica con 15 punti ci fu proprio la nostra Fiorentina.

Si va in giro per 5 anni (qui in partenza da Santa Maria Novella) ma poi si vince la Coppa!

Ulteriore curiosità: essendo stata costituita nel 1955 la Coppa dei Campioni, la Fiorentina partecipò nel 1956 ad ambedue le competizioni.

Sempre nel 1955 nasce la Coppa Città delle Fiere. Anche in questo caso torneo piuttosto curioso o almeno particolare perché le squadre partecipanti (ad invito) erano club o rappresentative città sede di Fiere internazionali. Lo scopo degli organizzatori era dare visibilità a città e pubblicità ad eventi che facevano i conti con le difficoltà del dopoguerra. Le edizioni furono triennali (1955-1958) biennali (1958-1960) e infine annuali 1960-71.

Come detto sopra le squadre partecipanti provenivano esclusivamente da città sede di Fiere di una certa importanza.  Alla prima edizione perciò parteciparono Barcellona, Basilea, Birmingham, Copenaghen, Francoforte sul Meno, Losanna, Lipsia, Londra e Milano

Col tempo la possibilità di partecipare esula dalla provenienza da città sedi fieristiche e diventa legata a risultati sportivi, riguardando le seconde classificate nei vari campionati continentali.

Nonostante sei partecipazioni alla Coppa delle Fiere, il trofeo l’abbiamo visto solo in figurina!

Nel 1960 viene istituita la Coppa delle Coppe. In realtà per un periodo è stata tutt’altro che un torneo “minore”, anzi seconda per importanza solo alla Coppa dei Campioni. Ma le sue prime edizioni vedevano un numero limitato di squadre partecipanti, dato che non tutte le federazioni europee avevano tra le proprie competizioni una coppa nazionale. Fu proprio alla prima edizione (10 in tutto le partecipanti) che la Fiorentina vince il trofeo battendo, nella doppia finale gli scozzesi del Rangers di Glasgow.

Particolare non secondario: fu il primo trofeo continentale vinto da una compagine italiana. All’evento è stato dedicato un libro intero, perciò solo un accenno a quanto accaduto nella doppia vittoriosa finale. Il 17 maggio a Glasgow segna una doppietta il centravanti Milan. Dieci giorni dopo a Firenze i viola si impongono per 2 a 1, con reti ancora di Milan e di Kurt Hamrin.

Con il tempo il trofeo aumenta la sua importanza per numero e blasone dei partecipanti, tanto da divenire come detto il secondo torneo UEFA per importanza dopo la Coppa dei  Campioni. Perciò la stupenda partecipazione viola all’edizione 1996-97, quella dell’immenso Bati che zittisce i 90.000 del Nou Camp a Barcellona, non può certo essere annoverata come quella ad una “coppa minore”.

La Coppa delle Coppe dalla stagione 1999-2000 venne “assorbita” dalla COPPA UEFA.

In ordine cronologico di istituzione, ci sono stati due trofei basati sull’amicizia tra i popoli confinanti con le Alpi: la Coppa d’amicizia italo-francese (1959, 1960, 1961) e la Coppa delle Alpi o Coppa Amicizia Italo-Svizzera.

Al primo la squadra viola ha partecipato due volte, mentre al secondo i gigliati parteciparono nel 1961, 1968 e 1970. In nessuna delle due competizioni ci sono state singole squadre vittoriose, perché ogni compagine contribuiva al punteggio finale ottenuto dalla nazione di appartenenza. In ambedue le manifestazioni la Fiorentina favorì l’assegnazione della coppa all’Italia.

Successivamente un certo rilievo ebbero due distinte manifestazioni che volevano mettere a confronto il calcio italiano e quello inglese. Il primo fu ideato da Gigi Peronace, un vulcanico calabrese che divenne manager calcistico ed “emigrò” in Inghilterra. Qui facilitò la collaborazione tra la Football Association e la FIGC per la organizzazione di un trofeo, la Coppa Anglo italiana.

A cadenza annuale, il torneo ha visto la prima edizione nel 1970. Il regolamento dello svolgimento era alquanto complesso, ma sintetizzando si può dire che venivano a concretizzarsi due classifiche, una per le compagini italiane e una per quelle inglesi, e i primi in graduatoria si sfidavano in finale.

Peronace era un manager che oggi si definirebbe visionario, e nelle prime tre edizioni del torneo introdusse, per aumentare la tendenza al gioco d’attacco, la regola che assegnava un punto per ogni rete realizzata. E, sempre per lo stesso obbiettivo, dalla terza edizione il regolamento prevedeva il fuorigioco solo per gli ultimi 16 metri di campo.

Nella quarta edizione (1973) altre modifiche dei criteri, sia di partecipazione sia di quelli che definivano le finaliste. Infatti le semifinali si giocavano tra le migliori di ogni paese e le vincenti disputavano la finalissima. Insomma un torneo un po’ arzigogolato ma che proprio nell’edizione del 1973 vide la nostra Fiorentina arrivare in finale. Eliminato il Bologna in semifinale, l’ultimo atto si svolge a Firenze. È una squadra di buon livello quella guidata da Liedholm, con giocatori come Superchi, Roggi, Scala, Merlo, Clerici, De Sisti. Ma a Firenze vince il Newcastle per 2 a 1.

C’è un altro torneo di quegli anni, la Coppa di Lega Italo Inglese. È una partita secca tra chi ha vinto la Coppa Italia e la “seconda” coppa inglese, la Coppa di Lega. Partite di andata e ritorno. I viola partecipano in quanto detentori della Coppa Italia e incontrano i londinesi del West Ham che si sono aggiudicati la Coppa di Lega.

L’andata si gioca a Firenze il 3 settembre 1975. Sulla panchina viola Carletto Mazzone, che schiera Superchi, Beatrice, Roggi, Pellegrini, Della Martira, Guerini, Caso, Merlo Casarsa, Antognoni e Speggiorin. Vincono 1 a 0 i viola, segna Vincenzo Guerini.

Il ritorno si gioca nel mitico Boleyn Ground casa storica del West Ham, e anche in terra inglese la Fiorentina si impone per 1 a 0, aggiudicandosi il trofeo.

Nella sede del Centro di coordinamento dei Viola Club c’è una bellissima foto di grande dimensioni: è la formazione vittoriosa. Sulle immacolate divise bianche spiccano la coccarda tricolore della Coppa Italia sormontata da un piccolo giglio rosso. Alcuni giocatori a dire il vero (quelli più battaglieri) presentano sulla maglia qualche macchia di fango. Nella foto appaiono undici dei dodici giocatori schierati, e all’estrema destra Pallino Raveggi, un massaggiatore evidentemente felice e un po’ rotondo. Sullo sfondo si intuiscono gli spalti ormai vuoti. La luce che permette lo scatto è quella di un semplice flash, non si vedono né fuochi d’artificio, né strisce dorate o coriandoli fosforescenti. Di pasciuti e tronfi maggiorenti delle istituzioni calcistiche che consegnano le medaglie nemmeno l’ombra. Sui volti degli atleti una gioia misurata: “Abbiamo vinto una coppa, mica scoperto la penicillina!” sembrano dire. Però hanno fatto anche felice una intera tifoseria e una città: altro che Coppa Minore!

La formazione vittoriosa a Londra, che si è aggiudicata la Coppa di Lega italo-inglese 1975. L’originale lo potete ammirare nella sede del Centro Coordinamento dei Viola Club

 

Alessandro Coppini – Viola Club Franco Nannotti

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