MA PARATICI CI PUO’ SALVARE?
Tutti lo danno per certo: dopo il 5 Gennaio Fabio Paratici lascerà il Tottenham e approderà al Viola Park nel ruolo di … SALVATORE DELLA PATRIA!

Fabio Paratici è uno “splendido cinquantenne” (come direbbe Nanni Moretti), la cui carriera sportiva è iniziata da giocatore come esterno destro – di difesa e di centrocampo – in molte compagini di serie C1 e C2 (alcune importanti, come Sassuolo, Palermo, Novara), ma si afferma soprattutto nel ruolo di dirigente sportivo.
Al termine della carriera da calciatore, Paratici intraprende infatti quella dirigenziale all’interno della Sampdoria, assumendo il ruolo di capo degli osservatori, per diventare successivamente direttore sportivo della società ligure, agli ordini del direttore generale Giuseppe Marotta.
Nell’estate 2010 segue Marotta alla Juventus sempre con la qualifica di Direttore Sportivo. In questo ruolo, si segnala nel portare a Torino vari elementi che faranno la fortuna del club bianconero, come Andrea Barzagli, Arturo Vidal, Carlos Tevez e Paulo Dybala. Ha poi un ruolo-chiave nell’acquisto di Cristiano Ronaldo, per molti osservatori la vera causa del dissesto dei conti juventini.
Nel novembre dello stesso anno subentra a Marotta quale direttore dell’area sportiva della Juventus, assumendo poi dall’ottobre 2020 il ruolo di Amministratore Delegato. Lascia la società piemontese nel maggio 2021, non rinnovando il proprio contratto in scadenza
Nel giugno 2021 va ad assumere il ruolo di Direttore Generale presso il club inglese del Tottenham, ma è costretto a lasciare temporaneamente la carica nel marzo 2023, a seguito di una sanzione comminatagli dalla FIGC nell’ambito dell’inchiesta sulle false plusvalenze, che lo inibisce per trenta mesi a svolgere attività in ambito federale. L’iniziale richiesta della FIGC di estendere la squalifica in ambito internazionale, nell’immediato recepita dalla FIFA, viene annullata nell’aprile seguente – dopo la richiesta d’appello presentata da Paratici – e pertanto, nell’ottobre 2025, al termine della squalifica, il nostro fa ritorno al Tottenham, stavolta come Direttore Sportivo, in coabitazione con Johan Lange. Al Tottenham porta Kulusevski dalla Juventus per 50 milioni, un acquisto da molti interpretato come un ultimo omaggio alla Vecchia Signora.
E’ indubbiamente un uomo di calcio, uno di quelle figure che i tifosi viola invocano da tempo ma, lasciatemelo dire, anche l’unico squalificato in quella brutta vicenda delle plusvalenze e quindi un pregiudicato.
Non intendo fare un processo alle intenzioni né sminuire le caratteristiche tecniche e dirigenziali del piacentino del momento: constato semplicemente che lui – e solo lui – vanta una condanna in giudicato che ha già scontato.
Ma, come abbiamo scritto anche in un altro articolo di questa rivista, tra Paratici e il nulla, meglio Paratici.
I soliti bene informati ci dicono che non sarà solo un uomo mercato: coniugherà società e squadra. Alla Juventus gli toccava la funzione di gestore dell’area tecnica, ma soprattutto di amministratore delegato. Indicherà le linee guida al Viola Park, oltre a organizzare le operazioni. Si confronterà coi giocatori, dovrà capire chi sia volenteroso di restare (o chi semplicemente lo meriti). Qualcuno ha già chiesto la cessione, come Richardson che è in trattativa col Nizza. Qualcun altro lo ha fatto intendere, come Martinelli e Dzeko. C’è chi sarà valutato in base al proprio atteggiamento sul campo, è il caso di Gudmundsson.
Rimane il dubbio sulla reale capacità decisionale di Fabio Paratici. Una proprietà come quella di Rocco Commisso (che ha sempre sottoscritto contratti per DS e DG annuali rinnovabili di un anno) offre un contratto di 5 (cinque) anni: è Rocco che sottoscrive o qualcun altro?
E poi: pieni poteri? O il potere si limita all’ambito sportivo e di mercato, sotto la supervisione ed il controllo economico del D.G. Ferrari?
Domande legittime che sottintendono cose non dette, tipo una graduale transizione verso una nuova proprietà, oppure una continuità nella gestione di Rocco Commisso (Fabio è in buoni rapporti con Lucci – vero artefice del mercato viola dell’anno scorso – e Ramadani, ed è stato contattato da Daniele Prade’ che, benché dimissionario, si fa notare nell’ombra al Viola Park e c’è chi dice che non se ne è mai andato).
Insomma Paratici risponderà a Commisso (o peggio che mai a Ferrari) o a uno dei tanti compratori arabi che, dal 2023 almeno, si vocifera intendano acquistare la Fiorentina – con o senza il contributo di Matteo Renzi, sempre citato insieme agli sceicchi?

E, al di là di questo, il buon Fabio è l’uomo giusto per raddrizzare una situazione societaria e sportiva che – è ormai certificato – rappresenta la peggiore Fiorentina della sua storia (la Fiorentina che retrocesse nel 1937/38 ottenne 15 punti in 30 partite con una media di 0,50 punti a gara: oggi, applicando 2 punti a vittoria, la media sarebbe 0,47)?
Se posso concedergli qualche possibilità di successo è solo immaginando uno sconquasso in Società che ridisegni completamento l’asse di comando, con Ferrari e Goretti riportati ai loro ruoli di secondo piano ed un deciso passo avanti verso la ristrutturazione della squadra in funzione di un prossimo passaggio di proprietà. Il settennato di Commisso ha concluso il suo ciclo e deve essere chiaro a tutti.
In caso contrario temo che anche Paratici finirà col fare la figura di Vanoli: tanto rumore per nulla!
Fabio Fallai



