La tigre e la neve (ma non è il film di Benigni)
Come accennato nel titolo, questo non è un articolo sul film di Benigni, ma il racconto di una straordinaria atleta che alle soglie dei 35 anni continua a stupire il mondo dello sci. Parliamo di Federica Brignone.
Per capire bene questo fenomeno dobbiamo partire dalla genesi di ciò che ha permesso che questo accadesse. A mio parere tutto ha inizio nei primi anni settanta, dal punto di vista giornalistico esattamente il 7 gennaio del 1974, quando il giornalista della Gazzetta dello Sport Massimo Di Marco titolò un clamoroso evento sportivo mai ripetuto Valanga Azzurra; da quel momento nell’immaginario collettivo degli sportivi italiani si percepì che ormai eravamo nel campo dello sci una potenza mondiale assoluta, e di conseguenza lo sci cominciò a diventare un fenomeno di massa e non più uno sport d’elite.
L’evento sportivo clamoroso fu quello dello slalom Gigante di Berchtesgadem dove nei primi 5 posti si qualificarono 5 sciatori italiani, Piero Gros primo, Gustavo Thoeni secondo, Erwin Stricker terzo, Helmuth Schmalzl quarto, Tino Pietrogiovannaquinto. 5 nei 5. Incredibile: soprattutto Pietrogiovanna, che con il pettorale 43 fece urlare al miracolo.



Ma già dal 1971, grazie alla prima di 4 coppe del mondo conquistata da Gustavo Thoeni, si era capito che l’Italia stava cominciando a dominare: io sono uno di quei fortunati che il 23 marzo del 1975 riuscì a vedere in diretta la sfida all’ultimo paletto dello slalom speciale parallelo tra in nostro Thoeni e il grande Stenmark, sfida che vide vincitore il nostro campione che si aggiudicò così la sua quarta coppa del mondo.
Fu una emozione che rimarrà sempre impressa nella mia memoria, e credo in quella di tutti gli spettatori e i telespettatori che assistettero a quella epica sfida.
Nel mio personalissimo cartellino emozionale l’altra impresa che più si avvicina a quella di Thoeni fu la incredibile vittoria al fotofinish di Silvio Fauner contro il fortissimo norvegese Daehlie, e che diede la medaglia d’oro olimpica alla staffetta italiana 4×10 chilometri davanti a 150.000 tifosi norvegesi ammutoliti, Re compreso. Olimpiadi di Lillehammer – 22 febbraio 1994.
Maria Rosa Quario e Federica Brignone
Qualche anno dopo, esattamente il 28 novembre 1978 fu l’Impresa al femminile a fare nascere quella che venne chiamata la Valanga Rosa.
Si correva lo slalom femminile delle World Series al Sestriere, una specie di prologo alla Coppa del Mondo. Su un tracciato molto difficile si impose una giovanissima Maria Rosa Quario (La futura mamma di Federica) superando l’allora capitana della squadra Claudia Giordano: inoltre tra le prime otto si qualificarono ben 6 italiane.
Alberto Tomba e Christian Ghedina
Atleta dal fisico minuto, specialista dello slalom speciale, la Quario gareggiò a livello internazionale tra il 1979 e il 1986, vincendo quattro gare di Coppa del Mondo.
Successivamente, anche se a fasi alterne, lo sci italiano ha continuato a mietere successi, come non ricordare il periodo d’oro del mitico Alberto Tomba (la bomba) che con i suoi 50 successi in coppa del mondo rimane il detentore del record con più vittorie. In quel periodo un altro fuoriclasse faceva parlare di se, il funambolico Kristian Ghedina, uno spericolato discesista che tra le sue vittorie vanta anche una discesa libera a Kitzbühel, la regina delle discese.
In quel periodo anche lo sci femminile non era da meno con le fuoriclasse Deborah Compagnoni e Isolde Kostner. Poi tra alti e bassi siamo arrivati fino ai giorni nostri con questa splendida atleta dalla carriera incredibile.
Deborah Compagnoni e Isolde Kostner
La prima vittoria in coppa del mondo risale al lontano 2015, quindi stiamo parlando di una longevità agonistica fuori dal comune. La sua prima Coppa del mondo assoluta risale invece al 2020, in quella occasione però è giusto ricordare che per via del Covid la stagione sciistica fu interrotta e lei, che in quel momento era prima in classifica, grazie a quella (s)fortunata coincidenza si ritrovò vincitrice.
Mentre quest’anno meritatamente … senza se e senza ma, vince la sua seconda Coppa del Mondo assoluta.
Lindsay Vonn
Quello che sicuramente al di là di tutte le vittorie che ha ottenuto, e che speriamo otterrà, la rende unica, è essere arrivata in una linea d’ombra dove di solito le atlete cominciano a declinare (pensiamo alla grande Lindsey Vonn che alla sua età si ritirò dalle competizioni): lei invece è riuscita a migliorarsi. Ricordo la sua recente prima vittoria in discesa libera, molto probabilmente perchè non ha avuto paura di volare.
Antonio Felice
Questo il suo palmares aggiornato al 26/03/2025.
Olimpiadi
3 medaglie:
- 1 argento (slalom gigante a Pechino 2022)
- 2 bronzi (slalom gigante a Pyeongchang 2018; combinata a Pechino 2022)
Mondiali
5 medaglie:
- 2 ori (combinata a Courchevel/Méribel 2023; slalom gigante a Saalbach-Hinterglemm 2025)
- 3 argenti (slalom gigante a Garmisch-Partenkirchen 2011; slalom gigante a Courchevel/Méribel 2023; supergigante a Saalbach-Hinterglemm 2025)
Mondiali juniores
2 medaglie:
- 1 oro (combinata a Garmisch-Partenkirchen 2009)
- 1 argento (slalom gigante a Monte Bianco 2010
Coppa del Mondo
- Vincitrice della classifica di combinata nel 2019
- Vincitrice della Coppa del Mondo di combinata nel 2020
- Vincitrice della Coppa del Mondo nel 2020
- Vincitrice della Coppa del Mondo di slalom gigante nel 2020
- Vincitrice della Coppa del Mondo di combinata nel 2020
- Vincitrice della Coppa del Mondo di supergigante nel 2022
- Vincitrice della Coppa del Mondo di supergigante nel 2022
- Vincitrice della Coppa del Mondo nel 2025
- Vincitrice della Coppa del Mondo di discesa libera nel 2025
- Vincitrice della Coppa del Mondo di slalom gigante nel 2025
- 85 podi
- 37 vittorie
- 27 secondi posti
- 21 terzi posti