LA STORIA DELLA FIORENTINA CONTINUA
a cura di Massimo Cervelli – 4° puntata
Campionato 1972-73: arriva Giancarlo Antognoni!
La Fiorentina vive un’estate positiva. Il campionato precedente ha lasciato in dote il ritorno in Europa, con la qualificazione alla Coppa UEFA, e la finale di Mitropa Cup da giocare contro il Celik Zenica. Le operazioni più importanti del calciomercato sono l’uscita di altri tre campioni d’Italia. Chiarugi, che mette per scritto il proprio dispiacere con una lettera ai tifosi pubblicata da Alé Fiorentina, ceduto al Milan; Ferrante passato al Vicenza, dichiarandosi tradito dalla società;

Esposito venduto al Napoli, con dichiarazioni al veleno su Liedholm: “mi ha distrutto, mi considerava un mediocre, erano bravi per lui solo quelli del Varese”, da cui arriva il terzino tuttofare Perego; tornano dai prestiti Macchi e il portiere Migliorini dalla Ternana. Lasciano la Fiorentina anche Florio (Bari), Berni (Vicenza), D’Alessi, Ghedin, Favaro, Sulfaro, Campagna ed altri giovani.
Alle accuse dei campioni partenti risponde, per la società, il direttore sportivo Montanari: “alcuni giocatori dopo lo scudetto si sono smarriti, hanno sopravvalutato se stessi ed il loro recupero a Firenze era diventato impossibile”.
Due dei nuovi acquisti sono voluti direttamente dall’allenatore Liedholm, che li ha conosciuti durante la sua esperienza al Milan: l’attaccante Saltutti, preso dal Foggia per sostituire Chiarugi, e Sormani, 33 anni, un giocatore con un passato importante e con cui si pensava di ripetere l’operazione riuscita con Clerici l’anno prima utilizzandolo a centrocampo. Anche Sormani, come Clerici, era arrivato in Italia nel 1961, diventando un grande protagonista della serie A e vestendo anche la maglia della Nazionale.

L’arrivo più importante è quello di un diciottenne nato a Marsciano, in provincia di Perugia, proveniente dall’Astimacobi, una squadra piemontese di serie D: Giancarlo Antognoni. Il calciatore era entrato nei radar di Egisto Pandolfini che, assieme ai suoi collaboratori, Aldo Biagiotti su tutti, lo aveva ripetutamente osservato. Il ragazzo, durante le sue convocazioni a Coverciano, era stato visionato anche da Liedholm, Ugolini e da altri consiglieri viola vista l’entità dell’investimento necessario per portarlo a Firenze. La formula attivata è quella dell’acquisto della comproprietà: il 50% subito, per una cifra attorno ai cento milioni, e il restante da discutere alla fine del campionato. Un altro forte diciottenne viene acquistato dalla Fiorentina: Moreno Roggi, prelevato dall’Empoli.
È il segno, con Orlandini titolare e con Caso e Desolati in rampa di lancio, di un cambio generazionale.
Ugolini spiega così le operazioni di mercato: occorreva cedere i calciatori ritenuti in soprannumero da Liedholm e vendere Chiarugi, pezzo pregiato del mercato, per rientrare dai 400 milioni spesi anche per l’acquisto dei giovani Antognoni, Restelli (Montebelluna), Giannotti (Moglia), Roggi (Empoli), Cini (Genoa), Filippazzi (Porto Empedocle), Rossi (Ravenna).
Insomma, si doveva svecchiare la Fiorentina, più nella mente che nell’età, chiedendo agonismo, serietà e impegno.
Liedholm dichiara proibita la parola scudetto, spiega che non vi è possibilità di finire prima del quarto posto e che l’obiettivo è fare 40 punti. Il tecnico rivela che fra le sue richieste di mercato c’erano Domenghini, Bertini e Facchetti, “ma lui sa bene dove può arrivare una società come la Fiorentina” e ritiene che tra i giovani alcuni (Antognoni, Roggi, Cini) potrebbero anche esplodere.
Gli abbonamenti vengono aumentati, anche sensibilmente, la Maratona Numerata il 25% la Ferrovia il 35%, ma secondo Ugolini restano “i più bassi d’Italia”: poltronissima 160.000 lire, poltroncina 100.000, tribuna coperta 75.000, tribuna coperta numerata 65.000, Maratona numerata 50.000 (ridotta 40.000), Maratona 26.000 (ridotta 18.800), Ferrovia 13.500 (10.000), Fiesole 10.500 (7.500).
L’appuntamento è allo stadio per domenica 6 agosto alle 8.30, con partenza in serata per Massa Marittima. Questi i venti convocati: portieri Superchi e Migliorini; difensori: Galdiolo, Longoni, Scala, Brizi, Perego, Pellegrini, Parlanti, Botti; centrocampisti: Antognoni, Orlandini, Merlo, De Sisti, Sormani. Attaccanti: Clerici, Saltutti, Macchi, Caso, Cini. Saranno raggiunti da una quindicina di giovani tra cui Roggi e Desolati, reduci dalla Nazionale Juniores.
È il direttore sportivo ad affrontare la questione dei reingaggi fin dal primo giorno del ritiro, ormai il solo De Sisti ha un ingaggio elevato.
In un ritiro molto caldo, l’11 agosto il termometro sfiora i 40°, Liedholm annuncia la formazione base, con Scala mediano, Merlo ala tattica, Sormani mezzala, spiegando che sono in dubbio solo le maglie dei terzini e dello stopper che giostreranno accanto al libero Brizi, il migliore d’Italia… peccato che abbia sbagliato tutta la sua carriera giocando da stopper. La Fiorentina avrà un volto più aggressivo dell’anno precedente, dovrà imparare ad attaccare e a difendersi in massa.
A Ferragosto, davanti a quattromila tifosi, la squadra sostiene il primo impegno con la Massetana, battuta 4-1. Nell’ultima mezzora c’è l’ingresso di Antognoni, giudicato “titubante”, al posto di De Sisti. Unica nota negativa l’infortunio di Perego.
Finito il ritiro Ugolini invita tutta la squadra per un giorno di rilassatezza nella sua villa di Punta Ala. Viene archiviata anche la pratica dei reingaggi.
A Empoli, il 19 agosto il collaudo in vista del primo impegno ufficiale: la finale d’andata di Mitropa a Firenze. Un po’ di pioggia e il caro prezzi frenano l’afflusso del pubblico, mentre in campo la Fiorentina vince in scioltezza (4-0 con Saltutti e Clerici nel primo tempo, Cini e Caso nella ripresa), calando dopo una grande mezzora, con ottimo palleggio e precise geometrie, ma sconta un nuovo infortunio di Perego e la difficoltà di Sormani ad adattarsi al ritmo dei compagni. Scala impiegato terzino, con Orlandini mediano.
La finale, in programma il 23 agosto, viene preparata a Roveta. I biglietti per la partita costano 4.000 in tribuna coperta, 2.200 in Maratona, 1.200 in Ferrovia e 1.000 lire in Fiesole.
Il Celik, detentore della Mitropa, porta il nome della più famosa acciaieria jugoslava ed è alla sesta esperienza nella massima divisione.
Il 23 agosto è una giornata autunnale e piove durante la partita. Gli spettatori sono solo sedicimila. Liedholm schiera i nuovi acquisti: Perego, terzino con Galdiolo ed Orlandini stopper; Sormani, regista arretrato con De Sisti più avanzato del solito; e Saltutti. La manovra viola non decolla, la partita diventa subito nervosa e continuamente spezzettata dai falli sistematici degli slavi che non vogliono far avvicinare gli avversari alla loro area. Al 38’ del primo tempo Clerici sbaglia un rigore, colpendo il palo alla sinistra del portiere. L’atteggiamento ostruzionistico del Celik prosegue anche nella ripresa, quando i gigliati, alle prese con un’approssimata condizione atletica, esauriscono la spinta e non riescono a superare il muro difensivo eretto dallo Zenica. La Fiorentina ha ancora bisogno di tempo per conquistare la migliore condizione atletica. Una forte contusione al quadricipite sinistro blocca Clerici.
Il girone n. 5 di Coppa Italia, con Bologna, Cesena, Bari e Monza viene disputato senza riuscire a vincere nessuna delle quattro partite in programma, lasciando molte perplessità. L’esordio, in casa con il Monza, compagine di serie B, è da brividi: 0-3. Liedholm conferma Orlandini nel ruolo di stopper, con Scala mediano, mentre Sormani sostituisce Clerici al centro dell’attacco con l’ingresso di Caso all’ala destra. La Fiorentina preme per tutto il primo tempo, ma non sblocca la parità. Il gol dei brianzoli, ad inizio ripresa, affonda i viola che, nel momento migliore, subiscono il raddoppio al 15’. Nel finale, sostituendo Caso, fa il suo esordio ufficiale in maglia viola Antognoni, autore di due ottimi spunti, insieme all’attaccante Cini, proveniente del Genoa. All’85’ il definitivo 3-0 sigilla una vittoria meritata con una migliore manovra e una più avanzata condizione fisica messa in mostra dal Monza. Anche a Cesena (1-1) il gioco migliore viene espresso dai romagnoli allenati da Radice: Fiorentina in vantaggio al 21’ e pareggio di Braida al 42’.
Il brutto inizio produce una forte contestazione, guidata dal capotifoso Mario Fantechi che spara a zero su Liedholm, responsabile di cessioni eccellenti e di non aver dato un gioco alla squadra, nonostante percepisca un robusto ingaggio di 72 milioni.
Nuovo nulla di fatto a Bari (0-0), dopo il turno di riposo della Fiorentina, con il rientro di Longoni, e anche in casa contro il Bologna, ma il rientro di Clerici riporta il gol; suo il primo oltre a quello di De Sisti, che però s’infortuna. I gigliati sono raggiunti due volte da Savoldi (2-2).

Eliminati dalla Coppa Italia e con la finale di Mitropa compromessa i gigliati affrontano nei trentaduesimi di finale della Coppa UEFA l’Eskisehirspor, squadra arrivata seconda alle spalle del Galatasaray nel campionato turco. I turchi scelgono di giocare ad Istanbul, 200 km lontani dalla loro sede, per ottenere un maggiore incasso. La Fiorentina, che rimedia all’assenza di De Sisti inserendo Pellegrini al fianco di Brizi, con Orlandini mediano e Scala tornante, vince una partita non facile con gol decisivo di Clerici nel finale, realizzato con un pallonetto seguito ad uno scambio con Sormani, dopo che i padroni di casa avevano pareggiato la rete segnata da Sormani e la Fiorentina aveva sprecato tante occasioni in contropiede. I viola festeggiano la prima vittoria in gara ufficiale cenando a bordo dell’Angelina Lauro ormeggiata al porto di Istanbul.
L’ultimo collaudo, prima del campionato, è un’amichevole a Pistoia. I viola vincono 3-1 segnando i loro gol nei primi venti minuti (Scala, Clerici, Sormani) in una gara in cui brilla, per la limpidezza del suo gioco, il giocatore schierato con la maglia numero 8: Giancarlo Antognoni.
La Fiorentina inizia il torneo a Marassi con una vittoria sulla Sampdoria, al termine di una gara non esaltante. Il merito è di Orlandini che ribatte in rete un tiro di Clerici respinto dalla traversa e rimbalzato sulla linea. Ancora assente De Sisti, sostituito con l’inserimento di Perego nel ruolo di ala tornante. Ottima la prova della coppia centrale Brizi-Galdiolo e di Superchi.
A Firenze un secco 3-0, davanti a settemila spettatori e all’ex viola Can Bartù inviato speciale del giornalismo turco, chiude i conti con l’Eskisehirspor. Liedholm ripropone la stessa formazione di Genova e i viola chiudono il primo tempo 2-0 con gol di Clerici, che mette in rete sulla respinta del palo di una punizione di Sormani e Saltutti, anche lui ribadendo un pallone respinto dal palo su conclusione di Clerici. La terza rete è segnata ancora dal Gringo su calcio di rigore e subito dopo Liedholm fa entrare Antognoni e Caso.
La Fiorentina attende con fiducia, sostenuta dagli oltre sedicimila abbonati, l’esordio casalingo contro la neopromossa Lazio, in una sfida che viene presentata come il duello Clerici-Chinaglia, quest’ultimo affidato alle cure di Galdiolo. I viola, nonostante il rientro di De Sisti, naufragano. Il gioco non si vede e la Lazio espugna Firenze con un tiro da lontano di Garlaschelli su cui risulta decisiva l’incertezza di Superchi. La squadra di Maestrelli crea una superiorità costante a centrocampo e i viola appaiono slegati nei vari reparti, in una gara in cui sono in pochi a salvarsi. La partita finisce con una pioggia di fischi dei trentacinquemila spettatori. Liedholm individua nel quadro psicologico, la voglia di strafare, la chiave della brutta prestazione della sua squadra.

Nella finale di ritorno della Coppa Europa Centrale, l’atmosfera che accoglie la Fiorentina a Zenica, ospite dell’Hotel Metallurgic, è di grande festa, con l’inaugurazione “ufficiosa” dello stadio “Clatusa” capace di accogliere trentamila spettatori – quella ufficiale avverrà a marzo con Jugoslavia-Brasile. Nell’occasione esce la prima edizione del giornale della società (Celik), alla presenza delle massime autorità del calcio jugoslavo, compreso il selezionatore della Nazionale Vujadin Boskov.
In campo, il 4 ottobre 1972, la partita è una battaglia, con De Sisti messo ko, con una profonda ferita al ginocchio sinistro, al 2’ e sostituito da Pellegrini. Liedholm prepara una partita in contropiede schierando Perego al posto di Saltutti. Il direttore di gara, l’austriaco Marshall, tollera la caccia all’uomo praticata dagli slavi. Gli episodi chiave, a parte un palo colpito da Perego con un colpo di testa all’11’ avvengono nel finale: all’87’ viene annullato un gol a Clerici, per un presunto fuorigioco di Sormani. Il Gringo viene espulso per le conseguenti proteste e due minuti dopo Galijasevic marca la rete vincente: la Mitropa va al Celik che ha cercato il gol per tutta la partita, collezionando undici calci d’angolo a zero.
Il cinquantenne Liedholm confida nel futuro, le squadre si vedono nei momenti di difficoltà, e, visti gli impegni azzurri, mette in libertà i giocatori: “siamo la migliore squadra italiana, ma siamo in crisi”. Saltutti e Sormani non si sono ancora ambientati, De Sisti è stato bloccato dagli infortuni. Ugolini sostiene l’allenatore, la cui posizione è “solidissima”.
Il 15 ottobre, alla 3a giornata la Fiorentina affronta la trasferta di Verona. Nel ritiro di Peschiera del Garda, Liedholm, fedele alla sua abitudine di dare la formazione all’ultimo momento, non dice chi sostituirà Picchio De Sisti. Al “Bentegodi” la Fiorentina conferma Perego al posto di Saltutti, schiera Antognoni, con il numero 8, e Merlo con il 10 ed in mezzora liquida il conto con i gialloblu, andando sul 2-0 con un’autorete di Mascalaito su punizione di Sormani ed una rete di Clerici; poi amministra il risultato e nel finale il Verona accorcia le distanze, ma senza impensierire. I giornali esaltano la prova dell’esordiente “splendido palleggiatore e rifinitore prezioso”.
In Coppa UEFA la Fiorentina incontra ai sedicesimi il Vitoria Setubal. Nella pioggia e nel vento della serata portoghese i viola schierati con una formazione iper prudente con Perego e Scala alle ali, perdono di misura (1-0), con un gol al 60’ ed un altro, apparso regolare, annullato poco dopo a Clerici che poi deve uscire dal campo per infortunio, sostituito da Saltutti. La domenica contro il Torino c’è l’esordio assoluto di Caso, quello casalingo di Antognoni e Saltutti al posto dell’infortunato Clerici. È una partita che si gioca tra due ottimi centrocampi e che perde d’intensità col passare dei minuti: le due squadre si abituano ad accettare l’idea del pareggio.
Nella gara di ritorno contro il Vitoria Pellegrini sostituisce Brizi; rientrano Clerici, vistosamente fasciato, e De Sisti con Sormani spostato all’ala sinistra e sostituito da Caso all’inizio della ripresa. Gol immediato di Clerici e raddoppio su tiro parabolico di Perego al 21’, ma al 28’ Duda accorcia le distanze ed è un gol fatale che provoca l’eliminazione (1-0 e 1-2) per la regola dei gol segnati in trasferta – in caso di parità del punteggio dopo le due gare, i gol segnati in trasferta valevano il doppio.
A Napoli, dopo la cessione nel mercato autunnale di Migliorini all’Ascoli, secondo portiere è il giovane Mattolini, in attesa del ritorno dal Venezia di Favaro. La gara viene decisa da un calcio di rigore, contestato, realizzato da Improta al 6’. La Fiorentina arretra Merlo in mediana, inserisce Caso e Antognoni, sposta Sormani centravanti, ma la squadra viola subisce la netta differenza di ritmo fra le due squadre ed il risultato finale è una brutta batosta (3-0).

Alla 6a giornata c’è un nuovo importante esordio, quello di Moreno Roggi con la maglia numero 4 – giocatore con grande forza fisica, agilità, temperamento, intelligenza tattica – contro il Milan, autore di una splendida prova in marcatura su Bigon. È la partita migliore dei viola dall’inizio della stagione, Orlandini-Merlo-De Sisti imperversano a centrocampo con l’ausilio di Caso, rimontano il vantaggio iniziale di Prati con gol di Longoni su punizione, di Clerici, con un fortissimo diagonale, e di Caso con un’autorevole azione. La stessa formazione, con Pellegrini al posto di Brizi, è protagonista di una clamorosa rimonta a Cagliari: da 2-0, nel primo tempo, a 2-2 con reti di Saltutti e Caso nella ripresa conclusa con l’uscita di Riva per trauma cranico. La netta vittoria casalinga con il Bologna (3-0), con Antognoni che sostituisce Merlo e una doppietta decisiva di Clerici, oltre ad un autogol di Bulgarelli, fa volare l’entusiasmo.
La seguente gara con la Juventus lascia l’amaro in bocca. Questa volta, dopo il vantaggio siglato da Saltutti, subiamo il ribaltamento del risultato. La Fiorentina gioca una bella partita, con Merlo, Antognoni, che soffre la marcatura di Furino, De Sisti, ma viene tradita da ingenuità difensive che permettono i gol dei due vecchi marpioni Haller e Altafini. Viene contestata anche la tattica rinunciataria di Liedholm: subito dopo il pareggio sostituisce Saltutti con Scala, lasciando isolato Clerici e dando convinzione ai bianconeri di poter attaccare. Fiorentina a cinque punti dalla Lazio capolista.
Nel finale del girone d’andata i viola alternano ottimi risultati al Comunale con scivoloni in trasferta: vittoria in casa col Vicenza (1-0) con gol di De Sisti e il rientro di Caso al posto di Antognoni; una squadra eccessivamente prudente viene sconfitta a Palermo con un gol subito al 77’. Riporta l’ottimismo il doppio successo casalingo (entrambi per 2-1) con Roma, gol di Caso e Orlandini, e Ternana, doppietta di Clerici, seguita dal pareggio subito in extremis a Bergamo. La sconfitta in casa con l’Inter che rimonta (1-2), produce un’ondata di nuove critiche verso l’atteggiamento prudenziale di Liddas. Ai nerazzurri aveva segnato Caso protagonista assoluto di questo scorcio di campionato e ritenuto da Liedholm “più smaliziato di Antognoni”.
Al giro di boa la Fiorentina è quinta, con 17 punti, staccata di cinque punti da Milan ed Juventus e di quattro da Lazio e Inter. Il girone di ritorno inizia con due vittorie ed un pareggio e con la porta che rimane imbattuta: 2-0 alla Sampdoria, pochissimo gioco ma la terza doppietta del Gringo, uscito malconcio dal campo, e con Macchi alla prima da titolare. All’Olimpico contro la Lazio Antognoni, Merlo e De Sisti dietro alle due punte Clerici e Macchi, ma c’è una sola occasione finale per il centravanti, in un partita in cui la spartizione della posta appare convincere tutti (0-0). In casa contro il Verona la solita Fiorentina uso interno, una squadra che non entusiasma, non impone il proprio gioco, ma alla fine ha la meglio con un gol per tempo (2-0): una punizione di Longoni che rimbalza davanti al portiere Pizzaballa ingannandolo e, nel finale di partita, un tiro di Scala dal limite dell’area. La squadra appare solida, con un centrocampo forte in cui viene inserito Antognoni; davanti El Gringo fa reparto anche da solo ed ha già segnato 9 dei 10 gol che saranno, per il secondo anno consecutivo, il suo bottino in campionato; Saltutti attaccante di grande foga e in grado di giocare in tutte le posizioni avanzate, dopo le difficoltà iniziali, garantisce un discreto rendimento.
L’altalena di risultati riprende nelle gare successive. Nuova doccia gelata a Torino (3-0) contro i granata che imprimono fin dall’inizio un ritmo frenetico e ne raccolgono i frutti con un’autorete di Galdiolo e un gol di Bui. Clerici ha l’occasione per riaprire il match, ma si fa parare un calcio di rigore da Sattolo. Nel secondo tempo è il Toro ad avere un penalty che Pulici realizza fissando il risultato sul 3-0: Liedholm parla di giornata storta.
È una nuova settimana di pausa per gli impegni degli azzurri e la Fiorentina gioca a Manchester la partita iniziale del torneo anglo-italiano, pareggiando (1-1) con lo United con una grande prova di Antognoni, schierando Favaro in porta e riproponendo in campo Sormani al posto di Clerici.
La marcia della Fiorentina riprende con la vittoria interna (1-0) sul Napoli, gol di Saltutti al 72’ in una partita che non regala altre emozioni, giustificata da Liedholm con l’infortunio di Merlo e le precarie condizioni di Clerici. Il giorno dopo, il 5 marzo, la Fiorentina vince per la seconda volta il Torneo di Viareggio al termine di una durissima finale con il Bologna, decisa dal gol di Poli al 113’. In campo ci sono diversi giocatori della prima squadra: Roggi, Pellegrini, Antognoni, Macchi, Desolati. Il campionato riprende con la sconfitta subita a San Siro dal Milan (2-0) con una doppietta di Benetti nel finale (75’ e 86’). Liedholm ha inserito Sormani al posto di Merlo, lasciando in panchina Antognoni. È un bel successo (3-0) quello contro il Cagliari a Firenze, maturato grazie ad un cambio di passo nel secondo tempo con le reti di Scala e Saltutti ed il primo gol in serie A di Antognoni, ma la sconfitta di Bologna (2-0), un gol per tempo, Ghetti e Savoldi, spenge gli entusiasmi: il rendimento tra casa e trasferta è troppo diverso ed i viola devono difendere il quinto posto. Prima della trasferta con i felsinei la Fiorentina batte a Firenze l’Hull City (1-0), nel torneo anglo italiano grazie ad una autorete. Dopo la sosta, in cui i viola perdono a Luton (1-0), la Fiorentina ospita la Juventus in una tesissima gara che si accende nella ripresa: gol di Saltutti, rigore di Causio ad un quarto d’ora dalla fine e penalty per la Fiorentina trasformato da Desolati all’84’. La squadra, con Galdiolo e Roggi terzini, Scala, Brizi e Orlandini in mediana, Antognoni, Merlo, De Sisti e le due punte Desolati e Saltutti gioca in modo ordinato e con una bella grinta. Sulla scia del successo i viola espugnano Vicenza con gol di Saltutti, confermando la formazione. È la prima striscia positiva, che arriverà a sei gare di campionato consecutive senza sconfitta: pareggio (1-1) a Roma con botta e risposta in quattro minuti ad inizio ripresa; vittoria a Terni, dopo il pareggio interno contro il Crystal Palace (2-2), con un gol di Desolati e bella vittoria nell’ultimo match interno contro l’Atalanta (4-0) a Firenze con il primo gol in A di Roggi, oltre a quelli di Merlo, Desolati e Clerici su rigore.

La sconfitta finale a San Siro contro l’Inter non cambia la classifica gigliata: 4° posto finale con 37 punti ad 8 punti dalla Juventus campione d’Italia e seconda qualificazione UEFA consecutiva. Un buon campionato, anche se, a differenza del 1971-72, la Fiorentina non è mai entrata nella lotta per il titolo vinto all’ultima giornata dai bianconeri. Prima di disputare gli ultimi 45 minuti di gioco del campionato, la classifica era questa: Milan e Lazio primi a pari merito a 44 punti con spareggio scudetto, terza Juventus a 43. Dopo il secondo tempo dell’ultimo turno, classifica ribaltata: prima la Juventus a 45 punti (che rimonta da 0-1 a 2-1 in trasferta contro la Roma con rete di Cuccureddu all’87’), secondo il Milan fermo a 44 (sconfitto 5-3 nella fatal Verona), terza la Lazio ferma a 43 (superata nel secondo tempo 1-0 a Napoli)
Dei 37 punti conquistati dalla Fiorentina 25 sono stati realizzati in casa e 12 in trasferta. L’unico sempre presente in serie A Franco Superchi. La novelle vague gigliata aveva già mostrato continuità di rendimento: Antognoni 29 presenze complessive, di cui 20 in A con due reti; Roggi 21, di cui 16 in A con un gol; Caso 19, di cui 12 in A con 4 reti; Desolati 8, di cui 6 in A con 3 gol
A cavallo della giornata finale di serie A la Fiorentina supera il Bologna (1-1 a Firenze con gol di Scala; 1-2 a Bologna con reti di Caso e quella di Clerici nel secondo tempo supplementare) e si qualifica per la finalissima del torneo anglo-italiano.
Il 3 giugno, a Firenze, il Newcastle, mettendo in mostra una migliore condizione fisica e un inquadramento di squadra più solido, vince la finale con due segnature nel secondo tempo a cui replica solo Clerici per l’1-2 conclusivo.
A fine stagione succede l’imprevedibile, con la rottura a sorpresa tra la società e l’allenatore.
Liedholm, teorico della crescita graduale, non aveva gradito le critiche che riguardavano l’assenza del gioco collettivo – da lui ripetutamente annunciato e però mai visto, sostituito con un atteggiamento molto più classico, squadra ordinata, diligente e grintosa con Clerici gladiatore dell’area di rigore – e le due finali perse che qualcuno associava alla sua filosofia, dove vincere non era un imperativo.
Tutti, comunque, riconoscevano all’allenatore svedese il lavoro fatto, che aveva riportato la Fiorentina immediatamente alle spalle delle protagoniste della lotta per il titolo.
Il presidente Ugolini sostiene che il mancato rinnovo fosse dovuto ad un grande equivoco, la convinzione che il tecnico avesse già un accordo con l’Inter, poi saltato e non a richieste economiche ritenute eccessive dalla società.
Massimo Cervelli



