“Commisso, grazie! Kean…”

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La Fiorentina è alla ricerca della continuità di risultati, l’unica ricetta per uscire dalle sabbie mobili di una classifica che è indegna di città e tifoseria. Nonostante qualche evidente passo in avanti, e alcuni risultati positivi arrivati nel mese di gennaio, la squadra di Vanoli continua infatti a faticare a trovare un ruolino di marcia tale da dimenticare il girone di andata shock. Per parlare del momento della Viola e di ciò che la aspetta nelle prossime settimane, Alé Fiorentina ha intervistato in esclusiva Ezio Sella, ex giocatore viola dal 1977 al 1980.

 

Sella, che giudizio si è fatto sulla Fiorentina vista in stagione e, in particolare, sulle ultime settimane?

«E’ veramente difficile commentare la stagione della Fiorentina. Una squadra con valori ben differenti rispetto a quelli visti in campo, che ha faticato a fare punti fino a qualche partita fa. Da spettatore, non so spiegarmi cosa sia successo, onestamente. Nelle ultime settimane, diciamo da dopo la vittoria in extremis contro la Cremonese, le cose vanno un po’ meglio… anche se c’è troppa discontinuità di risultati. Alla lunga questa mancanza di costanza ti impedisce di uscire dalla zona bassa della classifica».

 

Cosa non sta funzionando secondo lei?

«A mio parere il problema principale è la fase difensiva. Nonostante la squadra sia cresciuta nell’ultimo periodo, vedo ancora troppa fragilità in difesa. Abbiamo perso molti punti, anche in partite decisamente importanti, per degli errori grossolani».

 

Come valuta il lavoro di mister Vanoli fin qui?

«Vanoli mi piace. È un allenatore preparato e competente, ma gli serve tempo. Sta dando delle certezze alla squadra… e non era semplicissimo. Adesso deve continuare a lavorare, a migliorare singoli e gruppo».

 

La Fiorentina sta scontando anche l’assenza – sia per infortunio che per scarsa vena realizzativa – dell’uomo che lo scorso anno ha fatto letteralmente la differenza: Moise Kean. Cosa ne pensa?

«Kean è indiscutibile! È un calciatore fondamentale per la Fiorentina e va recuperato a tutti i costi. È un attaccante fortissimo, che ha colpi pazzeschi e può fare la differenza in qualsiasi momento. Tant’è che quando ho letto, qualche giorno fa, di una sua possibile cessione a gennaio, ho pregato che non fosse vero. Kean è troppo importante per questa squadra, anche se adesso sta attraversando un momento non eccezionale. Diamogli fiducia!».

 

Febbraio vedrà la Fiorentina impegnata con Torino, Como, Pisa e, nel mezzo, la Conference League. Quanto è importante il prossimo mese?

«Molto, molto importante. Torino e Pisa sono due rivali dirette nella corsa alla salvezza. Centrare la vittoria in queste due partite potrebbe dare una spinta determinante alla Fiorentina. Lo stesso Como, che oggi fa un altro campionato, è un test da non sottovalutare perché la Viola ci ha insegnato, contro Lazio e Milan, che può battere chiunque. Anche una squadra che in questo momento sta volando come quella di Fabregas. Sulla Conference… non saprei…».

 

In che senso?

«Nel senso che fossi in squadra, allenatore e società, lascerei da parte la Coppa e mi concentrerei solo sul campionato. La Conference League è un torneo lungo, logorante, che ti fa giocare di giovedì sera e ti toglie troppo, se sei nelle condizioni di classifica della Fiorentina. Mi dispiace dirlo, perché una società come quella gigliata dovrebbe puntare sempre a tutti gli obiettivi, ma questa è un’annata particolare».

 

A proposito di annata particolare, certamente non in positivo, pochi giorni fa è scomparso il Presidente Rocco Commisso. Le chiedo un commento sulla sua gestione e su quale potrebbe essere il prossimo futuro.

«Per quel che ho potuto vedere, Rocco Commisso era una persona estremamente affabile, simpatica, che amava il calcio e la Fiorentina. Penso non si possa parlar male di un Presidente che ha investito tantissimo, ha fatto disputare tre finali europee nel giro di pochi anni e, soprattutto, ha costruito un centro sportivo all’avanguardia come il Viola Park. La notizia della sua scomparsa mi ha rattristato molto, e faccio le condoglianze alla sua famiglia e alla Fiorentina. E penso che Firenze debba salutarlo con un sincero “grazie”. Sul futuro, onestamente non saprei. Non conosco Joseph Commisso, ma certamente il padre ha gettato le basi: il centro sportivo, una rosa sulla carta di valore e un direttore sportivo come Paratici: sono le basi per una società importante. Mi auguro davvero possa avverarsi questo suo desiderio di una grande Fiorentina».

 

 

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