Il tempo del rigore

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Eravamo tutti d’accordo: febbraio sarebbe stato un mese decisivo. Ciò che abbiamo capito ormai con relativa certezza è che la Fiorentina di Vanoli è una chitarra scordata che, se toccata nel punto giusto, tira fuori un accordo da pelle d’oca. Il problema è beccare il punto. Il pareggio beffa col Toro e la vittoria nello scontro salvezza con il Pisa, assieme all’insperato trionfo in casa del Como, hanno dato un po’ di benzina a Kean e compagni, punti preziosi che hanno ridato un pizzico di fiducia per il prosieguo della stagione. Perché qualche passo in avanti, in termini di gioco e di grinta, lo si è visto nelle ultime settimane. In campionato, quantomeno; perché in Europa, con la Fiorentina B, la squadra si è rivelata fragile e balbettante come lo era costantemente fino a due mesi fa.

Nella gara di ritorno con lo Jagiellonia, infatti, abbiamo rischiato di inciampare sulle nostre stesse ombre, salvandoci ai supplementari dopo una prestazione orribile, al limite della vergogna, grazie a un tocco di Fagioli che sapeva di pulito in mezzo a tanto fango. Vanoli urla, sbraccia e cerca di dare ordine a un caos al quale ci siamo ormai abituati, ma talvolta sembra un’impresa molto più grande di lui. Viviamo in bilico tra un volo europeo e una scivolata fatale di Ranieri, una parata di De Gea e un gol sbagliato che sa d’incredibile.

A proposito di gol, per fortuna è tornato Moise Kean. Tre reti nelle ultime tre gare di Serie A, un ruolino di marcia che ci fa ricordare il bomber dello scorso anno, quando bastava una palla dubbia in area di rigore per inserirlo nel tabellino dei marcatori. Un recupero fondamentale per questa squadra.

Però non abbiamo fatto ancora niente. La salvezza è un approdo che si allontana ogni qualvolta si crede di averlo raggiunto, per cui guai a pensare di aver risolto i nostri problemi: la Fiorentina deve proseguire quanto di buono fatto vedere nel mese di febbraio (e di gennaio). L’obiettivo dev’essere quello di raggiungere la tranquillità il prima possibile. Allora – e solo allora – la Conference, per adesso un lusso che non possiamo permetterci di sognare, diventerà qualcosa di concreto, un supplemento di senso capace di rendere una stagione fin qui dolorosa un’annata da ricordare. Per trasformare la fatica in memoria.

Ma siamo andati troppo oltre… Questo è il tempo del rigore e della lotta, non ancora della fantasia.

Giacomo Cialdi  Direttore Alé Fiorentina

 

(foto nell’articolo di ACF Fiorentina; foto in copertina di fiorentinauno.com)

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