Prosegue il viaggio di Alé Fiorentina nel mondo dei Viola Club e questo mese, in occasione del numero 45, abbiamo avuto il piacere di conoscere Graziano Ciuti, presidente del Viola Club Montagna Pistoiese.
Graziano, quando nasce il vostro Viola Club e in quali circostanze?
«Il nostro Viola Club è nato nel 1972 grazie alla passione di alcuni ragazzi che si sono riuniti, fra i quali Sergio Ferrari, Giuseppe Scatizzi, Piero Arcangeli, Italo Cecchini, Romano Manzani e altri, i quali hanno deciso di dar vita a questo Viola Club».
Quanti soci avete al momento? C’è qualcuno, tra voi, particolarmente tifoso?
«Il numero dei soci è intorno ai 40, tutti nutrono la stessa passione per la Viola, anche se io e altri tre amici la seguiamo costantemente avendo l’abbonamento in curva da decenni e partecipando anche a numerose trasferte, sia in Italia che all’estero».
Quando è nata la tua passione per la Fiorentina? Qual è stata la prima partita che hai visto?
«All’età di cinque anni chiesi alla mamma per quale squadra facesse il tifo il babbo e lei mi rispose “per la Fiorentina, naturalmente”, ed è da allora che anch’io mi sono legato alla maglia viola. La prima partita alla quale ho assistito dal vivo è stata nell’anno 1964, un Fiorentina-Juventus dove vincemmo 1-0».
Avete una sede? Vi riunite per vedere la Fiorentina?
«Ci ritroviamo come sede presso il bar di un nostro socio, “Caffè 28” di San Marcello. Le partite, per chi non veniva allo stadio all’inizio delle PayTV, era consuetudine ritrovarsi per guardarle insieme. Oggi ognuno ha il suo abbonamento privato per cui la cosa si è un po’ persa».
Ci sono aneddoti che ti va di raccontarci? Cene, incontri con calciatori, trasferte “particolari”…?
«Mi ha raccontato un socio fondatore del club che un anno, nel quale i giocatori della Fiorentina erano stati a fare ossigenazione all’ Abetone, in accordo con l’allora allenatore, fecero fermare il pullman che rientrava a Firenze e i giocatori a piedi andarono verso la piazza del paese per incontrare i tifosi e farsi delle foto insieme. Poi ricordo una cena alla quale invitammo l’Unico 10, Giancarlo Antognoni… Per ciò che riguarda le trasferte, tutte possono essere considerate particolari, sia per le varie situazioni che per il risultato conseguito che va ad influenzare lo spirito del rientro. Se vogliamo prenderne una che può riassumerne tutte, pensiamo alla vittoria a Wembley contro l’Arsenal con gol di Batistuta».


Iniziative passate particolarmente interessanti? Avete in mente qualche iniziativa per i prossimi mesi?
«Una cosa che ci ha fatto molto piacere è stata la possibilità di poter mandare i bambini, i nostri piccoli soci, in campo ad accompagnare i giocatori, questo grazie anche alla disponibilità e alla cortesia del Centro Coordinamento Viola Club. Per ciò che riguarda iniziative prossime, a parte l’organizzazione di qualche trasferta, stiamo organizzando la nostra cena sociale».


Veniamo all’attualità: poche settimane fa ci ha lasciato il Presidente Rocco Commisso. Ti senti di esprimere un pensiero?
«A nome del Viola Club tutto possiamo dire che ci è sembrato un uomo passionale, deciso, socievole e alla mano, che però si è dovuto scontrare con realtà burocratiche, a lui sconosciute, che lo hanno ostacolato nei suoi progetti».
Cosa pensi della situazione della squadra?
«La situazione non è tra le migliori ma non del tutto compromessa, dobbiamo essere positivi e crederci fino in fondo».
Un saluto a tutti i tifosi viola che ci leggono?
«Vincere troppo “stanca”! Un saluto a tutti e forza Viola sempre».
Intervista di Giacomo Cialdi








