Il dolore per Rocco

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Ci ha lasciato Rocco Commisso, patron e Presidente della Fiorentina, ennesima figura di spicco in maglia viola che la città di Firenze è costretta a piangere prematuramente ed in modo improvviso.

Stadio Franchi 24/01/2026 – In ricordo di Rocco prima di Fiorentina-Cagliari

Non vogliamo anche in questo articolo celebrare un peana per il grande scomparso: ne hanno fatti e scritti tanti di “coccodrilli” magniloquenti la cui unica funzione è quella di promuovere chi li scrive. Rocco è stata una persona schietta, che non faceva trasparire infingimenti né retropensieri: diceva pane al pane e vino al vino ed ha cercato, a modo suo, con le sue sensibilità ed i suoi errori, di fare il bene della Fiorentina, in una città spesso ostile e sempre diffidente.

Tuttavia abbiamo assistito ad una, secondo me, falsa narrazione degli eventi nella quale i fiorentini, ed i tifosi in particolare, appaiono colpevoli di irriconoscenza profonda non solo nei confronti di Rocco ma di tutti i precedenti “benefattori”. Si parte da Baglini che faticò a far dimenticare il grande Befani e che, nonostante il secondo scudetto, se ne andò senza rimpianti e senza che nessuno lo difendesse. E poi la cacciata dei Pontello, l’uscita di scena a furor di popolo di Vittorio Cecchi Gori, tutti traditi da una tifoseria implacabile che impallinerà anche i Della Valle, uomini di successo nel mondo dell’imprenditoria italiana e internazionale che meritavano solo applausi. Per arrivare a Rocco Commisso che Firenze e la Fiorentina non hanno meritato. Sto citando a braccio una articolo di Italo Cucci su Stadio che bene riassume questa vulgata dell’osanna ai caduti (legittima e in parte anche condivisibile) ma che sottintende una sentenza morale inaccettabile per cui i tifosi viola sono geneticamente ingrati, presuntuosi, cattivi e irriconoscenti, che francamente trovo stucchevole ed ingiusta.

La storia della Fiorentina, come del resto di tutte le compagini sportive, è fatta di successi e di sconfitte, di esaltazioni e di messa al bando: lo ha fatto l’Inter con Moratti, il Milan con Berlusconi, anche il Real Madrid con Fiorentino, eppure hanno vinto tutto.

I tifosi possono essere accusati di irriconoscenza perché la memoria è fragile ed una brutta sconfitta cancella troppo velocemente quello di buono che è stato fatto nel passato. Ma i tifosi della Fiorentina non sono cecchini in attesa del momento giusto per impallinare chiunque diriga la baracca e anche se è possibile che siano presenti soggetti di questo tipo (i social sono la loro piattaforma preferita) non rappresentano la totalità né la maggioranza.

Senza dimenticare la grande umanità che ha sempre contraddistinto il popolo viola; dalla partecipazione al dolore di Prandelli per la scomparsa della moglie, alla vicinanza agli alluvionati di Campi Bisenzio, la città ha una sua identità solidale e generosa che non deve essere mai dimenticata o messa in discussione.

I tifosi viola piangono la scomparsa di un uomo importante, che ha costruito la storia della Fiorentina negli ultimi 7 anni, un uomo generoso e appassionato che merita il rispetto e il cordoglio di tutti.

Nella sua veste di Presidente i giudizi possono cambiare a seconda delle sensibilità di ognuno: la morte non rende tutti santi e, senza acrimonia, non cancella il giudizio su quanto fatto in vita. Continuo a pensare che la Fiorentina di Commisso sia la peggior Fiorentina della storia e che le responsabilità di Rocco, al netto della buona fede e delle migliori intenzioni, non possa essere sottaciuta. A cominciare dall’aver dato fiducia a persone inadeguate che hanno prodotti risultati insoddisfacenti per nome e per conto di Rocco.

Trovo estremamente falso questo atteggiamento di prostrazione a prescindere, questa esaltazione unanime della bontà che invece è doverosa per la persona, per l’uomo che non c’è più, per il dolore della famiglia che perde un proprio caro insostituibile. Sono piani distinti che è giusto mantenere separati.

Rocco è stato l’artefice (e come lui altri prima di lui) del tentativo di scardinare le opacità del calcio, di modernizzare e migliorare la città di Firenze e le sue rigidità: purtroppo ha perso e lo scempio in cui lo Stadio Franchi versa ne è la palese conferma.

La sua sconfitta è il nostro rimpianto più amaro e getta ombre minacciose sul futuro della Società e della squadra.

Il discorso di Joseph durante la commemorazione in ricordo di Rocco in Santa Maria del Fiore il 26 Gennaio 2026

Non è il momento di prefigurare scenari futuri che, probabilmente, sono ancora tutti da scrivere, anche se in occasione della commemorazione del Presidente nella basilica di Santa Maria del Fiore sia Catherine che Joseph hanno esplicitamente affermato che intendono proseguire il lavoro iniziato da Rocco, prefigurando un futuro di continuità nella proprietà e nella gestione della Fiorentina da parte della famiglia Commisso. Ne parleremo in un altro momento – anche se molto ravvicinato perché la situazione non ammette immobilismi – quando il dolore sarà parzialmente metabolizzato e potremo affrontare gli scenari futuri con maggiore consapevolezza e con qualche certezza in più.

Adesso è il momento di stare vicini a Catherine, Joseph e Marisa e a tutta la squadra che perde il motore principale in un momento di grande difficoltà sul piano sportivo (e non certo su quello patrimoniale che, per chi lo ritiene importante, è indubbiamente uno dei successi della gestione del Presidente italo-americano).

La famiglia Commisso – Joseph, Rocco, Catherine e Marisa

Semmai ci interroghiamo sulle frequenza inaudita con cui simili tragedie si sono abbattute sulla nostra squadra, da Melloni a Baretti, Da Mario Cecchi Gori a Barone, per non dimenticare Astori il più fortunato Bove.

Rodolfo Melloni

 

Pier Cesare Baretti

 

Mario Cecchi Gori

E’ comunque con grande rispetto e con profondo affetto che ti salutiamo:

CIAO ROCCO, FAI BUON VIAGGIO.

Fabio Fallai

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