100 anni, un’unica passione

Condividi sui social

All’inizio della prossima stagione calcistica la Fiorentina compirà 100 anni.

Un secolo di attività sportiva è un percorso ricco di cambiamenti storici e, sportivamente, di crisi e successi. Un tragitto che ha attraversato e coinvolto generazioni diverse, ma tutte, nel mutare delle condizioni di vita, hanno mantenuto un legame profondo e costante, un filo viola: la passione per la Fiorentina.

L’andamento di questo campionato, e anche i ritardi dei lavori allo stadio, hanno, finora, messo in ombra questo appuntamento. Il centenario, però, non è una semplice ricorrenza: è un traguardo storico che appartiene alla piazza e ai suoi tifosi.

È un momento di orgoglio collettivo, di memoria condivisa e, vogliamo sperarlo, di rilancio.

È un ponte, anche simbolico, verso il futuro, che non si esaurisce in due serate con effetti speciali. Un futuro dove l’orizzonte calcistico sia adeguato alla storia di Firenze e all’essere ancora oggi una città globale conosciuta e amata in tutto il mondo.

18 Maggio 1969 Fiorentina-Varese 3-1 La gioia dei tifosi in campo a fine gara

È un appuntamento che ACCVC intende valorizzare e festeggiare insieme a tutta la comunità viola. La consapevolezza della nostra storia è una leva decisiva per costruire un futuro migliore: parliamo di risultati sportivi, ma anche di considerazione.

I tifosi non sono clienti, sono l’anima di una società!

In questi cento anni ci sono le radici profonde del tifo viola. La Fiorentina è un elemento primario delle nostre vite, gode delle dovute attenzioni ed è, semplicemente e naturalmente, una di casa.

Determina i nostri umori e, con le difficoltà aumentate dal mancato rispetto da parte della Lega Serie A, ci mette a dura prova nel conciliare il calendario calcistico con gli impegni e i nostri altri affetti.

Il centenario

Nessuno può trasmettere un secolo di vita di una squadra di calcio oralmente, con racconti diretti.

20 aprile 1985 – Pedalata Viola per il ventennale dei Viola Club (Foto Del Rocca Firenze)

I tifosi che oggi hanno più di 60 anni hanno vissuto la nostra storia con una doppia intensità: mezzo secolo di vita in presa diretta, seguendo la squadra; il periodo precedente attraverso i racconti dei genitori, dei nonni, degli appassionati più anziani che raccontavano, talvolta in modo esagerato, le prodezze di Petrone, il centravanti uruguayano primo idolo della piazza, la grande mediana degli anni Trenta, la classe e la risolutezza di “Meo” Menti morto a Superga insieme a tutto il Grande Torino con il distintivo della Fiorentina, le magie di Bernardini che aveva creato la Fiorentina invincibile del 1956, seguita da quella, nuovamente scudettata, dei Campioni del 1969…

Il centenario rappresenta il riconoscimento di un patrimonio costruito con passione, sacrificio e senso di appartenenza. È l’eredità di generazioni di atleti, dirigenti e sostenitori che hanno reso questa società un punto di riferimento sportivo e umano.

100 anni di storia vanno trasmessi elaborandoli.

Abbiamo scelto di farlo seguendo un punto di vista particolare che, crediamo, ci differenzia da tanti altri lavori che stanno uscendo e usciranno in questa occasione.

Il nostro punto di vista è quello del legame solido con il cemento degli stadi, con il freddo e il calore degli spalti dove ci affolliamo, in gradinate sempre scomode: lo spazio che, da tifosi, riempiamo in ogni partita e in cui accumuliamo rabbia, tensione, sofferenza e da cui lanciamo urla di sostegno, talvolta di imprecazione, altre volte di gioia.

E lo facciamo, come dice il nostro inno “nell’ora di sconforto o di vittoria”.

 

 7 giugno 2023 – Fortuna Arena Praga
29 maggio 2024 – OPAP Arena Atene

Insomma, abbiamo pensato di trasmettere tutto questo da tifosi a tifosi, regalando un’opera divisa in più parti e scritta a più mani. Testi che ripercorrono i diversi periodi della nostra storia, e che verranno pubblicati, uno al mese, su Alé Fiorentina.

Il primo uscirà nel prossimo numero di Aprile, scritto da Filippo Luti, e racconterà gli accadimenti e le emozioni che vanno dalla nascita alla vittoria della prima Coppa Italia nel 1940. A maggio sarà il turno di Massimo Cervelli, a cui toccherà ricostruire il periodo che va dalla seconda guerra mondiale alla grande Fiorentina degli anni Cinquanta. Il testimone passerà a Gianni Bonini che ci porterà negli anni Sessanta, conclusi con la vittoria del secondo scudetto e nei duri anni Settanta. Fabio Incatasciato ci guiderà negli anni Ottanta, il decennio Pontello iniziato con il sogno del terzo scudetto e concluso dalla cessione di Baggio; Alessandro Coppini e Marco Pieri ci condurranno nel periodo forse più contraddittorio, dal 1990 al 2002, con le ambizioni, le vittorie, le discese ardite ed il tracollo della proprietà Cecchi Gori. Proprio dal fallimento, e dalla rinascita attuata grazie al Comune di Firenze e alla mobilitazione del popolo viola, sempre Marco Pieri, partirà per esplorare con il sottoscritto gli anni della rinascita, le coppe europee e le occasioni mancate con la famiglia Della Valle. A Salvatore Cirmi il compito più difficile: raccontare, sostanzialmente, il presente, dall’arrivo di Rocco ad oggi. Il tutto con l’assistenza e la supervisione iconografica di Marco Vichi.

Questi testi, una volta completata la pubblicazione, saranno uniti in un epub, prodotto da ACCVC e distribuito gratuitamente, in prima istanza, al mondo dei Viola Club – non è un caso che questa opera segua immediatamente il numero speciale di Alé Fiorentina stampato per celebrare e ricostruire, a partire dalla nascita nel 1965, i 60 anni dei Viola Club e del Centro di Coordinamento.

Istruzioni per l’uso: le modifiche regolamentari più importanti

Sono necessarie alcune istruzioni, di ordine regolamentare, per la lettura di questi testi. Ci limitiamo ad elencare quelle più significative per la portata dei cambiamenti introdotti.

Nel campionato 1993-94 i punti ottenuti con la vittoria diventarono 3 e non 2 come erano sempre stati. Da allora il pareggio è diventato una mezza sconfitta, mentre, fino a quel momento, rappresentava un mezzo successo. Una modifica decisa per imprimere una svolta maggiormente spettacolare al gioco, così come era stata, nel 1992, l’abolizione del retropassaggio al portiere – che poteva prendere il pallone con le mani, trattenendolo a lungo – e, in tempi diversi, altre che vanno nella stessa direzione, come l’introduzione del rosso diretto, l’extratime, non più momento di compensazione del tempo perso ma vera estensione del gioco.

Fino al campionato 1939-40 le maglie dei calciatori non avevano numero: è dalla prima giornata di quel torneo che vennero inseriti (dall’1 all’11) e fino al campionato 1949-50, quando venne introdotta la fascia bianca, il capitano non aveva nessun segno distintivo. Con il tempo sono aumentati gli elementi di riconoscimento dei singoli giocatori fino alla numerazione fissa per calciatore con il cognome sul retro della maglia, introdotta nella stagione 1995-96.

Nel campionato 1965-66 venne data la possibilità di sostituire il portiere, portando in panchina un portiere di riserva con il numero 12 sulla maglia. Fino a quel momento, in caso di infortunio, nessun uomo poteva essere sostituito e, nel caso del portiere, un suo compagno doveva prenderne la maglia e schierarsi tra i pali. Nel 1968-69 fu data la possibilità di portare in panchina anche un calciatore di movimento, il numero 13, potendo sostituire comunque un solo uomo: il portiere o un qualsiasi altro giocatore. Da allora le sostituzioni sono state progressivamente ampliate, fino alle attuali cinque decise nel corso della pandemia COVID-19.

A questo punto non resta che darvi appuntamento al prossimo numero di Alé Fiorentina, con il primo capitolo di questo affascinante racconto sulla storia della nostra passione.

Fabio Fallai – Vice Presidente ACCVC

Leggi altri articoli
Torna in alto