QUANDO SI DICE... TRE PUNTI D’ORO!

QUANDO SI DICE... TRE PUNTI D’ORO!

775VISUALIZZAZIONI

Non è stata una gara che resterà nella storia. Certamente però è stata la prestazione che certifica, ancora una volta, la costante crescita dei viola. Dopo un buon primo tempo, anche se condotto con un pizzico di brillantezza in meno rispetto alle ultime apparizioni, si è vista una squadra anzitutto capace di soffrire. Soffrire come mai prima in questa stagione. Nella ripresa, infatti, i ragazzi di Italiano non erano in più in grado di ripartire, di uscire dal pressing - la terza partita in una settimana si è fatta sentire -, perciò hanno dovuto tirar fuori prima di tutto il cuore, contro un’Udinese rognosa e costretta a riversarsi in avanti: la Fiorentina ha dovuto arretrare il baricentro, chiudersi, lottare e affidarsi alle manone di Dragowski (tre parate decisive, migliore in campo). Ad un certo punto, seppur per pochi minuti, si è rivista la difesa a cinque, e anche questo paradossalmente è un buon segno: il trasformismo tattico in corsa è sintomatico del fatto che l’allenatore non è un talebano del 4-3-3 e che la squadra è capace di adattarsi all’occorrenza. Dopotutto, non si può saper vincere solo di fioretto.

Quindi, è stato sufficiente il gol di Vlahovic su rigore (il decimo realizzato su altrettanti calciati in Serie A) per portare a casa una gara che in altri tempi, anche recenti, avrebbe probabilmente visto la Fiorentina uscire sconfitta, o con un punto. Come sentiamo dire spesso - ed è vero! - le vittorie sporche sono grandi vittorie. Da grande squadra. E la Viola, continuando su questa strada ancora lunga, lo diventerà. Ne siamo certi.

E allora, intanto, godiamoci i 12 punti in classifica dopo 6 gare. Due punti di media a partita, come non accadeva da anni. Terza vittoria consecutiva in trasferta, e per la prima volta con la porta inviolata. 5 punti in più rispetto a un anno fa di questi tempi. Tutti segnali che possono e devono farci guardare il futuro con un po’ di sano ottimismo. E di entusiasmo, che ce n’é sempre un gran bisogno. A cominciare da domenica prossima: al Franchi arriverà il Napoli di Spalletti. La più seria candidata al titolo, per quanto visto fino ad ora. Ma la Fiorentina, anche stavolta, scenderà in campo conscia di poter dire la sua. Di potersela giocare. Scusate se è poco...

Articolo di Giacomo Cialdi

(foto di ACF Fiorentina)