PRANDELLI: “NON SIAMO VITTIME SACRIFICALI”

PRANDELLI: “NON SIAMO VITTIME SACRIFICALI”

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Vigilia di campionato per la Fiorentina, impegnata domani pomeriggio in casa dell’Atalanta. Il tecnico viola Cesare Prandelli ha parlato della sfida dalla sala stampa dello stadio Franchi. Queste le sue parole cominciando dal ricordo di Paolo Rossi: "Avrei preferito parlare alla fine di Paolo... il calcio tante volte passa in ultima posizione: in questo momento particolare abbiamo la fortuna di andare con la testa in campo e dunque penseremo al nostro lavoro. Paolo è stato un amico vero, sincero, leale, una persona straordinaria che ironizzava su se stesso, aveva grande sensibilità. Non mi ricorderò di lui per i gol, ma per la felicità che aveva negli occhi quando è diventato padre: il mio pensiero va alla sua famiglia, noi amici di Paolo ci saremo sempre".

Su cosa serve domani per vincere: "Affrontiamo una delle squadre più forti, più fisiche e più organizzate d'Italia: noi partiamo oggi col pensiero di non essere la vittima sacrificale, di non aver perso ancora prima di partire. Anche le grandi squadre non sono perfette, c'è sempre un momento della partita in cui possono non essere lucidi e allora dovremo essere sfacciati e bravi a metterli in difficoltà".

Sul gol al 98' col Genoa: "E' stata un'iniezione di grande fiducia e riscatto: se avessimo perso la partita sarebbe stato qualcosa di brutto, non avremmo certo meritato. Quel pari è la dimostrazione che questo gruppo non si arrende. C'è un'immagine che ho fatto rivedere alla squadra, quella dell'esultanza collettiva, alla quale ho spiegato che i giocatori non sono soli".

Su Ribery: "Tutta la squadra, non solo Franck, avrebbe bisogno di sentire fiducia e calore. Ribery ha sempre vissuto su grandi palcoscenici e soffre più di tutti la mancanza del pubblico. Lui è stimolato a far qualcosa in più, mi fa piacere che stia affrontando bene questa difficoltà, noi siamo con lui".

Se l'Atalanta di ora ricorda la Fiorentina del 2005/10: "Un po' di similitudini ci sono, i nerazzurri hanno avviato un progetto concreto e lungo molti anni, quando c’è continuità di pensiero diventa più facile".

Su Bonaventura e il suo ruolo: "Sarebbe stato in campo già con il Benevento, per me è un titolare anche quando parte dalla panchina: ha personalità, tempi di gioco ed inserimenti. E' una vera risorsa per me".

Se l'Atalanta è un modello da seguire per la Fiorentina attuale: "Sulle infrastrutture ricordo sempre che l'Atalanta è partita prima di tante altre su questo aspetto: il nostro centro sportivo forse sarà migliore, le infrastrutture nel calcio moderno sono importantissime. Il progetto di un club non è solo tecnico-tattico. I grandi giocatori quando scelgono le squadre lo fanno anche per le infrastrutture. A Bergamo in un anno hanno ricostruito lo stadio, qui invece si discute se mettere la doccia o una sauna... ma non entro in questi discorsi"

Su quale Fiorentina vuole vedere domani: "Domani dovremo avere un giusto timore e una sana paura ma con la consapevolezza che ci saranno momenti in cui possiamo fare male all'Atalanta". 

Su Gasperini e le recenti polemiche: "E' il responsabile di un progetto tecnico importante: quando accanto a te hai una società forte, che sa affrontare i momenti difficili è più facile lavorare. Ci possono essere anche momenti di tensione ma tutto ciò che sta accadendo adesso all'Atalanta non toglie nulla al lavoro che è stato fatto. In questo momento anche noi siamo sotto attacco, c'è una critica forte: noi dovremo essere bravi ad uscire da questa situazione. Dobbiamo essere uniti. Se la squadra va male, tutti si scende di categoria. Il momento è delicato, l'importante è che la squadra non sia troppo sotto pressione: quando corri in campo, devi far bene il tuo lavoro. I calciatori devono essere stimolati dalla critica".

Se Ribery può partire dalla panchina: "La sua disponibilità è totale, noi dobbiamo recuperare alcuni giocatori sotto l'aspetto fisico, l'importante è che chi va in campo possa dare il 100%".

Se la proprietà viola è disposta ad accettare la critica: "Ho trovato in Joe Barone, che è da solo un anno a Firenze, una figura che ha capito bene cosa sono queste dinamiche: secondo me sta diventando un grande dirigente in poco tempo, ha dimostrato di essere pronto e capace. Il presidente ha una cultura diversa dalla nostra e dobbiamo rispettarlo, la critica tecnica l'accetta: non accetta le bugie e le falsità. Lui capirebbe la nostra mentalità se si dicesse sempre la verità".

Su Callejon: "Lui come altri giocatori sono calciatori con caratura interazionale, il dubbio semmai è sulla tenuta fisica e sul minutaggio. Per fortuna oggi posso fare 5 cambi. Josè può essere criticato ma col Genoa ha tirato fuori due palle gol".

Su Castrovilli: "Fino a ieri ha fatto un lavoro di recupero, abbiamo uno staff medico e di fisioterapisti eccellente, forse il migliore che abbia incontrato in carriera: Gaetano è sceso in campo con noi ieri e sta molto bene, poi deciderò io se farlo giocare o no".