KOKORIN: “FIRENZE AMBIENTE TOP. VINCIAMO...”

KOKORIN: “FIRENZE AMBIENTE TOP. VINCIAMO...”

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Aleksandr Kokorin, attaccante della Fiorentina, si è raccontato ai canali ufficiali del club viola. Queste le due parole: "Ricordo che cominciavo ad allenarmi molto presto. Ero piccolo, ma cominciavo a giocare a calcio verso le 6 o le 7 di mattina, poi alle 10 mi recavo in una specie di centro sportivo, dove oltre ad allenarmi frequentavo la scuola. Ho capito che sarei diventato calciatore quando avevo 14, 15 anni. Prima giocavo ma senza capire, solo perché mi piaceva il calcio. Poi ho debuttato a 17 anni. Il recupero fisico è molto importante, intorno ai 24 anni ho iniziato a recuperare molto bene, ma prima non ne capivo l’importanza, perché quando sei giovane ti alleni, poi esci con gli amici…".

Cosa rappresenta per lei il calcio?

Il calcio è quello che so fare, credo sia la mia vita, perché mi alleno da 20 anni. Gli ultimi mesi senza tifosi sono stati difficili. Credo sia stato il secondo periodo più significativo della mia carriera da questo punto di vista, perché nel 2018 ho avuto un infortunio grave, al legamento crociato, e ultimamente ho avuto questo problema muscolare, che non mi era mai capitato prima, per cui non capivo bene come riuscire a recuperare".

Che impressione le ha fatto Firenze?

"Prima di firmare il contratto ho parlato con Barone, Pradè e tutti mi hanno detto che Firenze è una bellissima città. Per quello che ho visto finora, e lo dicono tutti, quando i tifosi avranno la possibilità di tornare allo stadio a Firenze, con lo stadio pieno sarà straordinario". 

Qual è il suo obiettivo personale?

"Per me adesso l’obiettivo più importante è quello di essere pronto, dal punto di vista fisico, e di giocare. Non mi interessa se da attaccante, a destra, a sinistra, al centro, da difensore. Vorrei solamente giocare e trovare continuità". 

Cosa pensa delle critiche?

"Ho molti “hater”. Ed è per questo che devo pensare bene a quello che sto facendo. Magari faccio dei piccoli errori, ma tutti ne parlano come se fossero un grosso problema. Credo che un calciatore debba essere intelligente e capire bene tutte le situazioni".

Chi era il suo idolo da bambino?

"Ronaldo Nazario, il Fenomeno. Ho quasi sempre indossato il numero 9 da quando l’ho visto giocare, per cercare di imitarlo".

Ci racconta qualcosa sull'ambiente viola?

"Fantastico. Penso al centro sportivo, dove abbiamo sia le strutture di allenamento che gli uffici della Fiorentina, quindi il Presidente Commisso e Barone ci sono molto vicini… non ho mai visto nulla di simile. Secondo me la Fiorentina ha giocato bene anche lo scorso anno, meno bene in alcune partite, e credo che la posizione finale in classifica non rispecchi il valore della squadra. Questo deve cambiare a partire da quest’anno, dobbiamo cercare magari di arrivare in zona Europa League, vincere la Coppa Italia, se possibile".

Qual è il suo rapporto con la Russia?

Non mi manca, perché ho vissuto in Russia per molti anni. Sono nato a 600 km da Mosca, in una piccola città, e dopo aver iniziato la mia carriera mi sono trasferito a Mosca quando ero molto piccolo, avevo 10 anni. Poi ho vissuto lì per 15 anni. Per questo non mi manca la Russia, perché ho vissuto in tutte le città più belle, la conosco molto bene e voglio vedere alcune città europee. Se la nazionale partecipa a una grande competizione, come il Mondiale o l’Europeo, ovviamente è molto importante per me, e conservo queste partite nei miei ricordi. Ho giocato nel campionato russo per 12 anni, i primi due o tre anni sono stati molto importanti perché ho cominciato, in seguito ho cominciato ad adattarmi. Ovviamente le grandi competizioni sono un ricordo importante per me".

Non sono però solo rose e fiori:

"In Russia per me è molto difficile essere famoso, perché anche quando commetto dei piccoli errori le persone ne parlano come se fossero un grosso problema. Magari faccio qualcosa che penso sia giusto per me, ma le persone che mi seguono pensano che non lo sia. Sarei un essere umano come tutti gli altri ma quando sei un calciatore professionista a volte inizi a essere molto famoso e devi pensare bene a quello che stai facendo".

Quindi, il suo rapporto con la lingua italiana: "Prima di arrivare a Firenze ero stato solo a Milano, per una piccola vacanza di due-tre giorni, poi nel 2012 ho trascorso due mesi a Roma, dopo un infortunio. Avevo iniziato a imparare l’italiano, ma ho qualche problema. Adesso ho in programma di continuare, a studiare ho iniziato online e continuerò. Capisco molte parole ma non capisco come strutturarle. Capisco quello che vuole il mister e che cosa dicono i miei compagni, ma per ora capisco e basta. Parlo un pò di più con Dragowski, perché è polacco, quindi di un paese non molto distante dalla Russia. Lui mi capisce visto che la lingua polacca è molto simile al russo. Parlo anche con Dusan Vlahovic e Milenkovic, anche con loro ci capiamo molto bene, con loro parlo anche in inglese. Quando voglio parlare mi sforzo di farlo in italiano o in inglese".