VENDEMMIATA

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Il 5 febbraio 1967 era in programma la diciannovesima giornata del Campionato 1966-1967, che vedeva la Fiorentina impegnata nella partita interna contro il Brescia. 

La Viola stava disputando un Campionato dignitoso, trovandosi al quinto posto della classifica generale, alle spalle di Inter, Juventus, Cagliari e Napoli, mentre il Brescia, nella parte destra della graduatoria, cercava di tenere a bada le dirette concorrenti impegnate nella lotta per non retrocedere.

La Fiorentina si presentò in campo in formazione decisamente rimaneggiata, priva degli infortunati Albertosi, Rogora e Brizi, nonché di Chiarugi, impegnato a tempo pieno con i giovani virgulti viola nel prestigioso Torneo di Viareggio che si stava disputando proprio in quel periodo.

La gara si svolse sotto una pioggia battente che non dette mai tregua ai ventidue calciatori in campo, né agli spettatori presenti nelle Curve ed in Maratona.

La Fiorentina, dopo una prima fase sostanzialmente equilibrata, prese decisamente il sopravvento sull’avversario, e chiuse la pratica già nel primo tempo, che terminò con il vantaggio di 2-0 grazie ad una doppietta realizzata da Mario Brugnera, un giovane centravanti di manovra (all’epoca si diceva anche “centravanti arretrato”), prodotto del vivaio viola, quell’anno in grande spolvero, tanto da meritarsi l’appellativo di “piccolo Di Stefano”.

Nella ripresa la Fiorentina segnò ancora con Hamrin (che interruppe il suo personale “digiuno” con il gol che durava da più di un mese, un tempo biblico per il campione svedese), e poi dilagò con Pirovano, con Cosma (quel giorno in campo in sostituzione di Chiarugi ed al suo primo gol nella massima Serie), ed infine con un micidiale "uno-due" del solito Hamrin, che dunque, complessivamente, mise a segno una tripletta; nel mezzo, il gol della bandiera segnato su calcio di rigore dal bresciano Mazzia, sul quale nulla potè il portiere gigliato Lamberto Boranga, schierato fra i pali in sostituzione dell’indisponibile Albertosi, per il risultato finale di 7-1.

Il tutto sotto gli occhi tristi del difensore bresciano ed ex capitano viola Enzo Robotti, per l’occasione impegnato nel ruolo (per lui inedito) di “libero”, ed in presenza di un bambino, Saverio Pestuggia, che quel giorno fece il suo esordio in tribuna in qualità di spettatore di una partita della Fiorentina; esordio che, visto l'esito della partita, non avrebbe potuto essere migliore, ed al quale avrebbero fatto seguito centinaia e centinaia di altre partite della Viola alle quali Saverio avrebbe assistito, prima da innamorato della Fiorentina, poi - sempre da innamorato - in qualità di lucidissimo ed apprezzatissimo “reporter” delle vicende della squadra gigliata, sua inseparabile compagna di viaggio nella vita.

Roberto Romoli, Vice Presidente Associazione Glorie Viola