OTTIMO INIZIO

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Il 29 settembre 1968 ebbe inizio il Campionato 1968-1969, ed il calendario riservò alla Fiorentina la non facile trasferta di Roma contro i giallorossi guidati dal nuovo allenatore Helenio Herrera, che aveva divorziato dall’Inter dopo otto anni di militanza, e dopo aver vinto praticamente tutto quello che c’era da vincere, in Italia ed all’estero.

L’estate del 1968 fu assai turbolenta per la Viola e per i suoi tifosi. Anzitutto ci fu da risolvere il problema del nuovo allenatore, dopo il “siluramento” di Beppe Chiappella avvenuto nel corso della stagione precedente, e dopo aver ritenuto non ancora maturo per il “grande salto” il giovane Andrea Bassi, che - insieme all’esperto Luigi Ferrero - aveva sostituito Chiappella sulla panchina della squadra gigliata a decorrere dal mese di dicembre del 1967. Inizialmente i dirigenti della Fiorentina puntarono forte su Helenio Herrera; ad un certo punto la trattativa sembrò sul punto di concludersi, ma poi saltò tutto, e la dirigenza viola si accordò con Bruno Pesaola, detto “Petisso”, che negli anni precedenti aveva guidato con buoni risultati il Napoli. Sul fronte calciatori, si realizzò uno scambio alla pari che lasciò assai perplessi i tifosi gigliati: Albertosi e Brugnera vennero trasferiti al Cagliari in cambio della mezzala Francesco Rizzo. Stupì non poco la facile giubilazione di Albertosi, portiere di altissimo livello ed ancora giovane con i suoi ventinove anni. Suscitò poi molte polemiche (ed anche molto sconcerto) la cessione all’Inter del mediano Mario Bertini, sia per il valore del calciatore di cui la Viola andò a privarsi, sia perché la suddetta cessione avvenne senza alcuna contropartita tecnica, ma soltanto in cambio di una somma di denaro (peraltro altissima) che non venne però in alcun modo reimpiegata per l’acquisto di un valido sostituto del centrocampista pratese. Sul fronte del calcio giocato, poi, il pre-campionato della Fiorentina non fu certamente esaltante, e culminò nell’inaspettata e clamorosa eliminazione dalla Coppa Italia avvenuta ad opera del Foggia, squadra militante nel campionato cadetto. In un clima di generale pessimismo, dunque, la Viola si recò a Roma per disputare la prima partita di Campionato, e - nonostante tutto - venne accompagnata da migliaia di tifosi.

Pesaola mandò in campo la seguente formazione: Superchi, Rogora, Mancin, Pirovano, Ferrante, Brizi, Rizzo, Merlo, Maraschi, De Sisti, Amarildo.

Pronti, via, trascorrono soltanto trentatré secondi (sì, avete capito bene, trentatré secondi, mezzo minuto...) e la Roma è già in vantaggio grazie ad un gol del centravanti Giuliano Taccola, toscano di Uliveto Terme, che, lasciato colpevolmente solo in area di rigore, sfrutta al meglio un passaggio di D’Amato e batte imparabilmente Superchi. Sugli spalti, entusiasmo alle stelle dei tifosi giallorossi, incredulità e sgomento per i numerosi fiorentini al seguito della squadra. La Fiorentina sbanda, ma soltanto per pochi minuti; poi riordina le idee, prende progressivamente in mano il “pallino” del gioco, ed inizia a fare la partita. Rizzo colpisce la parte superiore della traversa con un tiro da fuori area, la Viola mette alle corde la Roma, il portiere giallorosso Pizzaballa fa il fenomeno e para tutto quello che c’è da parare (miracoloso un suo intervento su un tiro di De Sisti indirizzato verso l’angolo destro della porta da lui difesa). Il primo tempo termina con la Roma in vantaggio per 1-0, ma la Fiorentina, dopo un inizio da incubo, è in partita, ed i supporter gigliati presenti sugli spalti sono rinfrancati e fiduciosi.

Nel secondo tempo la Viola riprende a macinare gioco, e finalmente, al tredicesimo minuto, sugli sviluppi di un’azione di calcio d’angolo, giunge il meritato pareggio segnato da Amarildo, sino a quel momento “non pervenuto”. A questo punto la Roma cerca di riprendersi il vantaggio iniziale, ma la Fiorentina, dopo aver verificato la propria obiettiva superiorità nel corso della gara, capisce che può vincere la partita. La contesa diventa aperta e combattuta, ci sono occasioni da gol da entrambe le parti. Superchi si erge ad insuperabile baluardo della porta viola mostrando tutto il suo valore. A cinque minuti dal termine dell’incontro Merlo s'invola sulla destra ed offre un delizioso assist a Maraschi, che trafigge Pizzaballa in uscita e porta meritatamente in vantaggio la Fiorentina, fra l’incontenibile entusiasmo dei tifosi viola. La Roma cerca di reagire, ma la difesa della Fiorentina innalza un muro davanti alla porta difesa da Superchi, e la partita termina con la vittoria della Fiorentina per 2-1. Da segnalare, tra i viola, l’eccellente prestazione dei due centrocampisti (peraltro romani di nascita) Merlo e De Sisti, sicuramente i migliori in campo, ma tutta la squadra si rende protagonista di un’ottima prestazione sul piano tecnico, atletico, e mentale. E la sera del 29 settembre 1968 il tratto autostradale Roma - Firenze si tinse di viola...

Roberto Romoli, Vice Presidente Associazione Glorie Viola


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