LA DOPPIETTA DEL "BISCIA"

LA DOPPIETTA DEL "BISCIA"

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Il 2 novembre 1975 si disputò la quarta giornata del Campionato 1975-1976; la Fiorentina ospitò il neo-promosso Perugia allenato dal giovane Ilario Castagner, che aveva condotto la squadra umbra alla promozione nella massima Serie nel precedente Campionato cadetto 1974-1975.

La partita si disputò in una tipica giornata novembrina, fredda e piovosa. Il Perugia passò in vantaggio dopo sedici minuti di gioco per un autogol di Della Martira, ma allo scadere del primo tempo la Viola pervenne al pareggio, sempre per un autogol, provocato questa volta dal difensore perugino Raffaeli.

Nel secondo tempo la Fiorentina si gettò in avanti alla ricerca del gol della vittoria, ma inutilmente, data la sterilità degli attaccanti viola. Fu così che l’allenatore gigliato Carletto Mazzone gettò nella mischia il giovane ventunenne Carlo Bresciani, detto "Biscia", che andò a sostituire un inconcludente Casarsa. Trascorsero tre minuti e...... zac, Biscia portò in vantaggio la Fiorentina con un gol da attaccante di razza; altri tredici minuti e...... ancora zac, Biscia chiuse definitivamente il conto, sempre con un gol da attaccante puro, siglando la sua prima doppietta in Serie A, e così regalando alla Viola la prima vittoria in quel Campionato.

Carlo Bresciani, toscano di Forte dei Marmi, aveva già dimostrato di saperci fare nelle aree di rigore avversarie, prima nel Viareggio, poi nella squadra "Primavera" della Fiorentina, ed infine nel Foggia, in Serie B, dove, nel Campionato 1974-1975, si era laureato vice capo-cannoniere dietro a Fabio Bonci del Parma e davanti ad un certo Roberto Pruzzo del Genoa.

Nel Campionato 1975-1976 Biscia segnò sette gol in diciannove gare disputate, otto delle quali subentrando a partita iniziata; tutti gol segnati da attaccante vero, senza rigori e senza punizioni.

Il “pezzo forte” del suo repertorio era costituito senza dubbio dal colpo di testa, che sapeva sfruttare al meglio grazie al suo fisico longilineo ed agile, e - soprattutto - grazie ad un’ottima scelta di tempo e ad un’impressionante elevazione, durante la quale coordinava e roteava il corpo come un serpente; da qui l’appellativo "Biscia", che - così sembra - gli venne affibbiato dal compagno di squadra Moreno Roggi proprio per le sue movenze acrobatiche in elevazione.

Carlo aveva la rara dote di sapere "entrare" subito in partita quando era chiamato a sostituire un compagno di squadra in corso di gara (una specie di Robbiati "ante litteram"); e, particolare interessante per chi ama le statistiche, e gradevole in generale, è stato uno dei pochi calciatori della Fiorentina capace di segnare un gol alla Juventus sia nella gara di andata che in quella di ritorno.

Nel settembre 1976, sorprendentemente ed inopinatamente, Biscia venne trasferito alla Sampdoria; fu un grave errore privarsi di lui, ancora più grave se si pensa che venne sostituito da Bertarelli, un marcantonio che non seppe fare di meglio che realizzare tre miseri gol nel Campionato 1976-1977.

Lasciò la Viola con grande dispiacere di molti tifosi fiorentini, e, se proprio vogliamo dirla tutta, anche di molte tifose fiorentine.

Roberto Romoli, Vice Presidente Associazione Glorie Viola