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Anche col Milan, ancora una volta, una Fiorentina impaurita, svuotata, incapace di proporre gioco ma anche di aggredire l'avversario e tirar fuori il carattere. Se il secondo tempo è stato un po' più generoso, nel complesso è sembrata la solita squadra vista nelle ultime settimane. Montella non ha dato quel cambio di marcia che in molti si aspettavano, e forse nessuno era in grado di darlo. Mancano solo due partite al termine di questa maledetta stagione e ancora la Fiorentina non è salva: basta questo per descrivere al meglio la tristezza che pervade Firenze e i fiorentini. Tristezza, ma anche stupore e incazzatura dopo la lettera di Diego Della Valle: parole fuori luogo e fuori tempo, specie per l'assoluta mancanza di autocritica. Se è vero che la proprietà ha qualche ragione (i primi anni di risultati soddisfacenti, l'inutilità degli insulti, le lentezze burocratiche sul tema stadio, ad esempio), è altrettanto vero che Diego e Andrea, e non solo loro, hanno tante responsabilità: sull'andamento della squadra, su sessioni di mercato a ribasso, sul rapporto con i tifosi...
Due cose sono certe, arrivati a questo punto:
- La Fiorentina, e soprattutto Firenze, non meritano la tredicesima posizione.
- Il rapporto tra i fratelli Della Valle e la città (una parte sempre più grande) è difficilmente ricucibile, difficilmente può avere un futuro.
Piaccia o meno, adesso è questione di prenderne atto.

Articolo di Giacomo Cialdi


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