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Salvo miracoli oggi difficili anche solo da immaginare, cala il sipario sul campionato della Fiorentina. Contro la Lazio serviva una vittoria per continuare a sperare nel piazzamento europeo, ma la Viola scesa in campo ieri sera è sembrata molto lontana dalla migliore. Nei primi dieci minuti di gara si è vista una buona Fiorentina, poi è uscita la Lazio e per gran parte di match ha dimostrato di avere un paio di marce in più. Il risultato finale è 1-1, ma solo perché i ragazzi di Pioli ancora una volta hanno dimostrato grande cuore e perché gli avversari si sono adagiati sul vantaggio (e sulle quattro nitide occasioni). Ottima la prova di Terracciano in porta, autore di diverse parate che hanno tenuto a galla i suoi, bene l'ingresso di Simeone, altro gol da fenomeno di Muriel. Nonostante questo, un altro pareggio... e fanno 13 in 27 partite: un andamento tutt'altro che entusiasmante. Se poi ci mettiamo il fatto che i gigliati non vincono in casa dal 16 dicembre contro l'Empoli, si capisce il motivo per cui l'Europa è niente più che un sogno. Il sesto posto oggi è a 44 punti, la Fiorentina è lontana 7 lunghezze ma in ballo ci sono Torino, Atalanta e Sampdoria. E' una impresa pressoché impossibile.

Al netto della semifinale di Coppa Italia del 24 aprile, quindi, si è chiusa ieri sera la stagione dei viola e si è chiusa con le parole amare di Stefano Pioli: "Il mio contratto? Comunicherò tutto a fine campionato: non sono affatto preoccupato della scadenza di contratto, solo i miei stimoli decideranno per me. La mia decisione l’ho già presa, non sarà l’opzione per il rinnovo a scegliere il mio futuro." Parole che a molti fanno pensare ad un addio. Certo è che se la Fiorentina dovesse restare senza coppe per il terzo anno consecutivo, si dovrebbero fare dei ragionamenti seri (non solo sull'allenatore) e prendere decisioni nette. Perché i fiorentini e Firenze – ma anche un club che ha ambizione – non possono fare a meno della vetrina europea.

Adesso, purtroppo, ci aspettano due mesi grigi. Due mesi in cui non abbiamo alcun dubbio squadra e mister onoreranno la maglia come hanno sempre fatto, ma che poco hanno ancora da dire. Il 24 aprile è cerchiato in rosso sul calendario: resta solo quello!

 

P.S. Un grande in bocca al lupo di veloce guarigione a Federico Chiesa, costretto a uscire in lacrime di frustrazione ieri sera, ma anche a Marko Pjaca, un giocatore veramente troppo sfortunato che ci auguriamo possa tornare a sorridere.

 

Articolo di Giacomo Cialdi


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