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Il 19 giugno 1966 si disputò a Firenze la finale della Mitropa Cup (o Coppa dell'Europa Centrale), il più antico dei tornei internazionali, che poi, con l'avvento della Coppa dei Campioni, della Coppa delle Coppe, e della Coppa delle Fiere, aveva perso molta della sua importanza, ma che conservava comunque pur sempre il fascino della tradizione.

La Fiorentina aveva raggiunto la finale della Mitropa Cup già l'anno precedente, ma era stata sconfitta dalla squadra ungherese del Vasas nella finale che si disputò a Vienna il 26 giugno 1965. L'anno successivo la Viola raggiunse nuovamente la finale della stessa Mitropa Cup, che si disputò, per l'appunto, a Firenze - in notturna - il 19 giugno 1966, e che vide opposte la squadra gigliata e la squadra cecoslovacca dello Jednota Trencin.

L'allenatore della Fiorentina Beppe Chiappella, per l'occasione, dette molto spazio alle "seconde linee", e mandò in campo la seguente formazione: Paolicchi, Rogora, Diomedi, Marchesi, Gonfiantini, Pirovano, Hamrin, Vieri, Brugnera, De Sisti, Chiarugi.

Curiosamente, la Fiorentina scese in campo con la maglia viola recante la coccarda tricolore della squadra vincitrice delle Coppa Italia, trofeo che aveva effettivamente conquistato nella finale disputata a Roma contro il Catanzaro nel mese precedente; ciò, tuttavia, in aperta ed evidente violazione del regolamento, che vietava (e che vieta tuttora) di apporre sulla maglia di gioco i simboli dei trofei conquistati nella stagione in corso di svolgimento. Forse qualcuno dell'"entourage" viola si rese conto di tale violazione, fatto sta che nel secondo tempo la Fiorentina si presentò in campo con le "normali" maglie viola, recanti il simbolo del tradizionale giglio, e non più la coccarda tricolore; resta comunque il "mistero" di un tale fatto, che non è mai stato svelato e ricostruito nei suoi termini esatti.

Venendo alla partita, lo Jednota Trencin si dimostrò sin dalle prime battute una squadra tosta ed ostica, tanto che la Fiorentina - nella prima frazione di gioco - non riuscì a trovare soddisfacenti soluzioni offensive.

Le cose migliorarono nel secondo tempo, nel corso del quale la Viola aumentò la pressione offensiva e sfiorò più volte il gol.

La rete con la quale la Fiorentina sbloccò il risultato venne realizzata a tredici minuti dal termine della gara grazie al centravanti Mario Brugnera, che deviò in porta un tiro scoccato dal limite dell'area da Roberto Vieri (padre del più celebre Christian, futuro attaccante della Fiorentina nella stagione 2007-2008), susseguente ad un'azione di calcio d'angolo.

A quel punto la Viola si preoccupò soltanto di mantenere il vantaggio, e portò a termine la partita senza correre rischi, così aggiudicandosi il trofeo.

La serata si concluse con la consegna della Coppa nelle mani del capitano della Fiorentina Kurt Hamrin, e con il tradizionale giro di campo effettuato dai calciatori viola con la Coppa appena vinta sollevata al cielo, fra l'entusiasmo dei numerosissimi tifosi della Fiorentina presenti alla gara, che ebbero così l'occasione di gioire per il successo della Viola, e di salutare due vere e proprie "icone" della Fiorentina quali Rino Marchesi e Piero Gonfiantini, al loro passo d'addio dopo tanti anni di onoratissima militanza con la maglia viola.

 

Roberto Romoli

Vice Presidente Associazione Glorie Viola

 

 


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