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Il 28 maggio 1967 era in programma l’ultima giornata del Campionato 1966-1967, che vedeva la Fiorentina impegnata nella trasferta allo Stadio Olimpico di Roma contro i giallorossi allenati da Oronzo Pugliese.

Per le due squadre non c’era alcun interesse di classifica, che era ormai delineata: la Viola si trovava al quinto posto, mentre la Roma “navigava” verso la decima posizione.

Per l’occasione, l’allenatore della Fiorentina Beppe Chiappella fece esordire in Serie A un ragazzo militante nel settore giovanile, Marzio Magli, diciannove anni compiuti da poco, figlio di Renzo Magli, già difensore viola per dieci anni, dal 1929 al 1939, e successivamente allenatore della Fiorentina nella stagione 1946-1947, ed ancora dal 1951 al 1953.

Marzio Magli, a differenza del padre, era un attaccante, e quel giorno Chiappella gli assegnò la maglia numero nove.

Marzio non demeritò, anche se non fece grandi cose, che, comunque, nessuno gli aveva chiesto.

L’anno successivo Marzio fu inquadrato a tutti gli effetti nella “rosa” della prima squadra della Viola, ma venne impiegato poco: quattro volte in Campionato e tre volte (sempre entrando a partita in corso) in Coppa delle Fiere, dove peraltro, il 6 dicembre 1967, segnò il gol del momentaneo pareggio della Fiorentina nella partita disputata a Lisbona contro lo Sporting; per i più curiosi c’è da segnalare che Marzio fu il primo calciatore della Viola a segnare un gol in una Coppa europea subentrando dalla panchina (infatti le sostituzioni nelle Coppe europee furono introdotte a decorrere dalla stagione 1967-1968).

L’anno successivo Marzio fu trasferito al Mantova, in Serie B; poi, per tutti gli anni settanta, girovagò in squadre toscane militanti nei Campionati di Serie C di Serie D: Lucchese, Unione Valdinievole, Pistoiese, Arezzo, Rondinella.

Non voleva allontanarsi troppo da casa perché teneva molto a conseguire – come poi conseguì – la laurea in Farmacia.

A quei tempi era difficile che un calciatore riuscisse a diplomarsi, figuriamoci a laurearsi!

Comunque Marzio non era l’unico giovane calciatore "studioso" della Fiorentina del tempo: insieme a lui, più o meno della stessa età, c’era un altro ragazzo che si distingueva, oltre che sui campi di calcio, anche sui banchi di scuola: Massimo Mannelli, il quale, terminato il Liceo, si iscrisse alla Facoltà di Medicina. Dopo aver "attraversato" tutto il settore giovanile della Fiorentina ed aver fatto una fugace apparizione in prima squadra in una partita che la Viola disputò negli Stati Uniti, a New York, il 4 giugno 1969, all'indomani della conquista dello scudetto, Massimo Mannelli giocò ad Empoli, in Serie C, ma presto abbandonò il calcio per dedicarsi esclusivamente agli studi. Si laureò in Medicina, poi conseguì la specializzazione in Endocrinologia, successivamente divenne docente universitario della stessa disciplina, ed oggi è considerato uno dei più valenti endocrinologi su scala nazionale. Chapeau.

 

Roberto Romoli

Vice Presidente Associazione Glorie Viola


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