MiniBanner

Lutto1-copia.jpg

Il 14 maggio 1967 si disputò la terz'ultima giornata del campionato 1966/67, e la Fiorentina ospitò l'Atalanta.

La gara suddetta non rivestiva particolari interessi di classifica per la Viola, che "navigava" fra il quarto ed il quinto posto, mentre era di vitale importanza per la squadra bergamasca, impegnata nella lotta per la salvezza.

Non fu una bella partita, che si concluse con il risultato di 1-1, grazie al gol dell'atalantino ed ex gigliato Elvio Salvori, che nel finale riuscì a pareggiare il gol segnato in apertura di gara da Kurt Hamrin, il quale, nonostante i suoi trentatré anni, aveva bruciato sullo scatto il suo diretto avversario ed aveva battuto l'altro ex gigliato Alfredo Paolicchi, quell'anno a difesa della porta degli orobici.

Fu l'ultimo gol segnato con la maglia della Fiorentina da Kurt Hamrin; il primo lo aveva segnato ad Alessandria il 28 settembre 1958, nella seconda giornata del Campionato 1958-1959.

Complessivamente, in nove anni di militanza nella Viola, ed in partite ufficiali disputate con la maglia gigliata (campionato, Coppa Italia, Coppa delle Coppe, Coppa delle Fiere, Mitropa Cup, eccetera...), Hamrin mise a segno qualcosa come 285 (sì, ho scritto bene ed avete capito bene, duecentottantacinque) reti; se poi consideriamo soltanto le gare di Campionato, i gol segnati da Hamrin sono 150 (centocinquanta).

Che tipo di calciatore era Kurt Hamrin? Era uno che "fiutava" il gol, che aveva l'istinto innato del goleador, che intuiva con un centesimo di secondo di anticipo rispetto ai difensori avversari lo sviluppo dell'azione, che quando capitava l'occasione c'era sempre e non sbagliava mai; un vero e proprio "fuoriclasse del gol", oggi totalmente assente nel panorama calcistico mondiale.

Nell'estate 1967 Hamrin venne trasferito al Milan in un affare che portò alla Fiorentina il brasiliano Amarildo.

Firenze si mobilitò per evitare la sua cessione, venne addirittura sottoscritta una petizione da presentare al Presidente della Viola Baglini, ma tutto fu vano.

Quando venne ufficializzato il trasferimento di Hamrin, la delusione fu enorme, e qualcuno (fra cui il sottoscritto, all'epoca dei fatti bambino di dieci anni) pianse dal dispiacere.

E pianse anche Marianne, la moglie di Kurt.

Dopo pochi giorni la numerosa famiglia Hamrin si recò per la prima volta a Milano al fine di prendere contatto con la nuova realtà, ed i figli di Kurt indossarono tutti la maglia viola, tanto per mettere subito le cose in chiaro...

Quel gol segnato contro l'Atalanta il 14 maggio 1967 fu l'ultimo sigillo apposto dal grande fuoriclasse svedese a nove anni fantastici.

Grazie Kurt, sei stato immenso!

 

Roberto Romoli

Vice Presidente Associazione Glorie Viola

 

 

 

 


L'Opinione del Tifoso

L'Intervista al Tifoso

Il Punto di Giacomo Cialdi

Le Esclusive di Alé Fiorentina

Le News dai Viola Club

Le Glorie Viola

Gli aneddoti del Notaio

Informazioni Utili