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Il 25 aprile 1982 si disputò la dodicesima giornata del Campionato 1981-1982.

Mancavano quattro gare al termine del torneo, e lo scudetto se lo stavano ormai giocando soltanto la Fiorentina e la Juventus, appaiate in testa alla classifica con trentanove punti, mentre le altre squadre partite con ambizioni di primato erano abbondantemente staccate.

Quel giorno la Viola era impegnata nella difficile trasferta di Napoli. La squadra partenopea occupava il terzo posto nella classifica generale, ed era alla ricerca dei punti necessari per assicurarsi la partecipazione alla Coppa UEFA dell’anno successivo, nonché di un risultato di prestigio, mentre la Fiorentina si presentava al San Paolo in formazione rimaneggiata per le pesanti assenze di Pecci e di Graziani.

Il Napoli giocò un ottimo primo tempo e sfiorò il gol in più occasioni, ma la difesa viola, in qualche modo, riuscì a “tenere”; nella ripresa la spinta della squadra partenopea si attenuò progressivamente, ma gli attaccanti azzurri continuavano a tenere in apprensione la difesa della Fiorentina, che peraltro, in fase offensiva, appariva poco efficace.

Quando mancavano una quindicina di minuti al termine della gara, giunse da Torino la notizia che la Juventus aveva segnato con Brady (su calcio di rigore dubbio, tanto per cambiare) il gol del vantaggio nella gara contro l’Inter.

A questo punto si pensò che la squadra bianconera avrebbe raggiunto in solitudine la vetta della classifica, sia perché la gara di Napoli stava ormai volgendo al termine, sia perché la squadra viola non dava affatto l’impressione di poter andare in gol.

Ma nessuno aveva fatto i conti con un grandissimo campione che indossava la maglia gigliata: Giancarlo Antognoni.

Al trentasettesimo minuto Massaro rubò un pallone al limite dell’area della Fiorentina, partì velocissimo in contropiede, si fece da solo una cinquantina di metri, e poi, giunto al limite dell’area partenopea, servì Antognoni, che si ritrovò solo, palla a terra, davanti al portiere del Napoli Castellini, detto “il giaguaro”. Una finta, un’altra finta, nervi d’acciaio, e... “et voilà”, un delizioso pallonetto scavalcò l’estremo difensore napoletano e finì dolcemente in rete... Un gol da autentico fuoriclasse.

Uno a zero per la Viola e primato conservato!

Nel dopo gara Castellini non si dava pace. Disse ai cronisti che lo intervistavano: “Avevo chiuso ad Antognoni tutti gli spazi, non so come abbia fatto a segnare”; poi, dopo tre secondi di silenzio, il giaguaro continuò dicendo: “Certo che con i piedi che ha Antognoni può fare tutto quello che vuole”...

 

Roberto Romoli

Vice Presidente Associazione Glorie Viola


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