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Il 12 aprile 1970 era in programma la terz’ultima giornata del Campionato 1969-1970.

La Fiorentina stava concludendo una stagione assai deludente: non era riuscita a difendere lo scudetto vinto l’anno precedente (che proprio in quella giornata sarebbe stato matematicamente conquistato dal Cagliari di Gigi Riva), era stata eliminata dal Celtic Glasgow nei quarti di finale della Coppa dei Campioni, ed era stata clamorosamente estromessa dal Varese nei quarti di finale della Coppa Italia; insomma, una stagione pressoché fallimentare in relazione agli obiettivi iniziali.

Restavano da difendere l’onore, la dignità, ed il prestigio.

E quel 12 aprile 1970 il calendario proponeva l’incontro tra Fiorentina e Milan, due squadre deluse dalla stagione che stava volgendo al termine, ma che conservava pur sempre il sapore ed il fascino di una grande sfida; tanto più che la Viola aveva anche il dovere di vendicare la pesante sconfitta subita a San Siro nella partita di andata disputatasi il 21 dicembre 1969, nella quale il Milan prevalse nettamente per 4-2.

La Fiorentina partì bene, e già al quinto minuto passò in vantaggio con un gol del giovane attaccante Giorgio Mariani, che con un gran tiro da fuori area trafisse imparabilmente il portiere rossonero Vecchi.

Nel giro di pochi minuti, però, il Milan ribaltò il risultato, prima pareggiando i conti con Rognoni, poi andando in vantaggio con Prati.

Verso la fine del primo tempo ci furono due episodi che mutarono il corso della partita.

Prima il Milan sbagliò un calcio di rigore con Prati (parata di Superchi) gettando così al vento la possibilità di incrementare il vantaggio, poi l’attaccante rossonero Giorgio Rognoni, sino a quel momento sicuramente il migliore in campo, venne espulso per un fallo di reazione commesso ai danni di Longoni.

Nel secondo tempo la Viola mise alle corde il Milan, sfruttando il vantaggio numerico, ed anche perché salì in cattedra Luciano Chiarugi, che prese per mano la squadra.

Al tredicesimo minuto l’attaccante gigliato siglò il gol del pareggio, poi, dopo dieci minuti, la Fiorentina passò in vantaggio a seguito di un autogol del difensore milanista Trapattoni, e dopo altri cinque minuti Chiarugi arrotondò il bottino viola segnando il quarto gol, che fu l’ultimo della gara, la quale si concluse pertanto in favore della Fiorentina con lo stesso punteggio con il quale la Viola era stata sconfitta dal Milan nella partita di andata, quattro gol a due, così rendendo ai rossoneri “pan per focaccia”...

Il tutto, essenzialmente grazie a Luciano Chiarugi, autore di una doppietta e di una prova maiuscola, a coronamento di un grande Campionato da lui concluso con dodici gol (senza calci di rigore) e con numerosissimi “assist”. Dopo aver disputato un Campionato del genere Chiarugi avrebbe senz’altro meritato la convocazione fra i ventidue calciatori azzurri che parteciparono al Mondiale messicano che si svolse a fine stagione, e che invece gli venne ingiustamente negata; fatto che ancora oggi, a quarantanove anni di distanza, grida vendetta.

 

Roberto Romoli

Vice Presidente Associazione Glorie Viola

 

 


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