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Il 18 settembre 1966 la Fiorentina ospitò la Lazio in una gara valida per la prima giornata del Campionato 1966-1967; curiosamente la squadra romana, che il 22 maggio 1966 aveva disputato a Firenze l'ultimo incontro del Campionato 1965-1966, inaugurò la serie delle partite casalinghe della Viola nel Campionato successivo.

Nella squadra biancoceleste militavano tre calciatori che negli anni precedenti avevano indossato la maglia della Fiorentina: Castelletti, Marchesi (due autentiche bandiere) e Morrone.

La Viola si presentò in formazione rimaneggiata in difesa per le assenze di Pirovano e di Brizi, sostituiti, rispettivamente, da Diomedi e da Lenzi.

Nel primo tempo le due squadre si affrontarono a viso aperto.

Al diciassettesimo minuto venne annullato un gol realizzato dall'ala destra laziale Bagatti per una dubbia posizione di fuorigioco di un attaccante biancoceleste, poi, al trentaquattresimo minuto, la Fiorentina gettò alle ortiche la più facile delle occasioni sprecando malamente con Bertini un calcio di rigore concesso dall'arbitro Gussoni per un fallo commesso da Dotti sul terzino gigliato Diomedi.

Proprio in occasione dell'azione che causò il calcio di rigore, Diomedi si infortunò seriamente, e, nella seconda frazione di gioco, si ripresentò eroicamente in campo, occupando una posizione avanzata, ma essendo praticamente inutilizzabile (ricordiamo che all'epoca dei fatti non erano previste le sostituzioni), e venendo sostituito da De Sisti nell'inedito (per lui) ruolo di terzino sinistro.

Quindi, la squadra viola si presentò in campo nel secondo tempo in sostanziale inferiorità numerica.

Gara in salita? Neanche per sogno.

A questo punto entrò in scena un autentico fuoriclasse, il capitano della Fiorentina Kurt Hamrin, che prese per mano la squadra gigliata e la condusse al trionfo.

Prima l'asso svedese portò in vantaggio la Viola al cinquantottesimo minuto sfruttando un cross di Bertini ed anticipando il suo diretto avversario ed ex compagno di squadra Castelletti, poi lo stesso attaccante gigliato, dopo quattro minuti, raddoppiò girando in rete un cross di Chiarugi.

La Lazio accorciò le distanze al sessantaseiesimo minuto con un gol di Mari, ma dopo dieci minuti Chiarugi trafisse il portiere laziale Cei con un preciso diagonale dal limite dell'area, così segnando il suo primo gol in Serie A e portando la Fiorentina sul 3-1.

Passarono quattro minuti ed Hamrin (ancora lui) approfittò di una "svirgolata" di Castelletti per siglare il gol del 4-1, che valse il suo personale "tris".

La partita terminò poi con il gol di Brugnera, che allo scadere fissò il punteggio finale sul 5-1 per la Viola, e, soprattutto, con il sincero e leale abbraccio di Kurt Hamrin finalizzato a consolare il suo vecchio compagno di squadra Sergio Castelletti, quel giorno veramente in balia del bomber svedese; un gesto, anche quello, degno di un grande campione.

 

Roberto Romoli

Vice Presidente Associazione Glorie Viola

 

 

 


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