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Oggi compie sessanta anni Roberto Galbiati, nato a Cernusco sul Naviglio (MI) il 16 settembre 1957, difensore della Fiorentina "a cavallo" degli anni settanta/ottanta.

Roberto Galbiati crebbe calcisticamente nel settore giovanile dell'Inter, ed esordì in prima squadra giovanissimo, a diciassette anni appena compiuti, nella partita Sampdoria-Inter che si disputò il 10 novembre 1974.

Militò nell'Inter sino a tutto il Campionato 1975-1976, disputando complessivamente diciotto partite. Nell'estate 1976 venne trasferito al Pescara, in Serie B, e fu uno degli artefici della prima storica promozione della squadra abruzzese in Serie A, meritandosi la conferma per il Campionato successivo. Anche nella massima categoria, nonostante la negativa stagione del Pescara, che culminò con l'immediata retrocessione in Serie B, Roberto riuscì a mettersi in bella evidenza, risultando uno dei migliori interpreti del ruolo di "libero" grazie alle sue ottime doti tecniche e di impostazione del gioco (d'altra parte, Roberto nasceva, calcisticamente parlando, quale mediano od interno di centrocampo); su di lui mise gli occhi la Fiorentina, che necessitava di una ricostruzione pressoché totale della squadra, e soprattutto del reparto difensivo, dopo la fallimentare stagione 1977-1978, nella quale la squadra viola si salvò dalla retrocessione in Serie B soltanto all'ultima giornata di Campionato, e grazie alla differenza reti.

Fu così che Roberto entrò a far parte della grande famiglia viola, ove scrisse le pagine più belle della sua carriera, giocando da titolare fisso quattro Campionati (dal 1978 al 1982) per complessive centoundici partite, e segnando un gol (il 7 ottobre 1979, nella partita che la Fiorentina disputò a Torino contro la squadra granata, allorché Roberto realizzò il gol del pareggio viola a pochi minuti dal termine della gara). Furono campionati di ottimo livello quelli disputati da Roberto con la maglia della Fiorentina, con una speciale menzione per l'ultimo Campionato da lui disputato a Firenze, il Campionato 1981-1982, quello del "quasi scudetto", quello dello "scippo di Cagliari", nel quale Roberto fu decisamente all'altezza di una grande squadra composta da molti campioni. Fu un magnifico Campionato 1981-1982 quello disputato da Roberto, nel quale egli contese al suo illustre concittadino Gaetano Scirea la palma del migliore interprete del ruolo di "libero", disputando grandi partite e costituendo insieme a Pietro Vierchowood una superlativa coppia di difensori centrali.

Purtroppo (e paradossalmente), al termine di quella splendida stagione 1981-1982 Roberto fu costretto a lasciare la Viola, che, già privata di Vierchovood (il quale aveva disputato quella stagione in prestito dalla Sampdoria) decise di acquistare il campione argentino Daniel Passarella per affidargli il ruolo di "libero" e di regista della difesa; il tutto, in un periodo nel quale i regolamenti federali imponevano un limite massimo di due stranieri tesserabili per ciascuna squadra (ed il primo straniero già tesserato dalla Fiorentina era il confermatissimo Daniel Bertoni).

Fu una scelta discutibile quella effettuata dalla società viola; discutibile non certo relativamente allo spessore del calciatore che venne acquistato (Daniel Passarella è stato uno dei più grandi difensori centrali al mondo di tutti i tempi, ed anche a Firenze dimostrò in pieno il suo valore), ma in relazione al ruolo che veniva affidato ad un calciatore straniero, ruolo che era già ottimamente coperto da un calciatore italiano (Roberto Galbiati, per l'appunto). Insomma, forse la Viola avrebbe dovuto "spendere" l'acquisto del secondo calciatore straniero per affidargli un ruolo diverso da quello che era già ottimamente coperto da Roberto Galbiati.........

Comunque così fu, e Roberto, nell'estate 1982, dovette salutare la Fiorentina, con destinazione Torino, sponda granata; e fu un addio amaro non soltanto per lui, ma anche per la tifoseria, che aveva imparato ad apprezzare le doti tecniche e la serietà professionale di Roberto durante i quattro anni della sua militanza in maglia viola; e l'affettuoso festeggiamento che gli venne tributato dalla Curva Fiesole il 7 novembre 1982, in occasione della partita Fiorentina-Torino, fu la più bella testimonianza della stima che Roberto si era meritatamente guadagnato a Firenze.

Tre Campionati di buon livello a Torino, dal 1982 al 1985, poi un Campionato alla Lazio (1985-1986), poi, inaspettatamente, il ritorno a Firenze, in una Fiorentina ben diversa (e con ben diversi obiettivi, ahimè, assai più modesti) rispetto a quella che lui aveva lasciato quattro anni prima, dove disputò venticinque partite del Campionato 1986-1987, prima di concludere la sua ottima carriera in Serie C a Prato (Campionati 1987-1988 e 1988-1989) ed a Spezia (Campionato 1989-1990).

Complessivamente dunque, per Roberto, centotrentasei partite di Campionato con la maglia viola, ed un gol realizzato. Nella sua carriera si contano anche undici partite disputate con la Nazionale Under 21; la Nazionale maggiore gli fu preclusa dalla presenza, nella sua epoca e nel suo ruolo, di due mostri sacri quali Gaetano Scirea e Franco Baresi.

Appese le scarpette al chiodo e stabilita a Firenze la propria residenza, Roberto ha intrapreso la carriera di allenatore, operando con ottimi risultati in squadre dilettantistiche toscane, nonché nel settore giovanile della Fiorentina, e partecipando attivamente anche alla ricostruzione della squadra viola dopo il fallimento del 2002.

Ed è tuttora uno dei più assidui frequentatori delle manifestazioni, agonistiche e non, organizzate dall'Associazione Glorie Viola.

Auguri Roberto, buon compleanno!

 

Roberto Romoli

Vice Presidente Associazione Glorie Viola

 

Per visitare la pagina Facebook dell'Associazione Glorie Viola: https://www.facebook.com/glorieviola/


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